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RAI, il Canone Speciale scatena la rivolta (up.1)

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Qualcuno la chiamerà “la rivolta del popolo del Web”, ignorando in ciò due elementi fondamentali: primo, che il “popolo del Web” non esiste; secondo, che il “popolo del Web” è in realtà anzitutto il “popolo della televisione” che, pungolato nel portafoglio, riversa sul Web la propria protesta contro un balzello che rischia di costare molto caro.

La vicenda è nota: secondo quando emerso, infatti, la RAI farebbe leva sul decreto Salva Italia per portare in esecuzione l’obbligo al pagamento di un Canone Speciale per tutte le aziende che in ufficio abbiano uno schermo presso il quale accedere potenzialmente a trasmissioni televisive (qualunque computer connesso in Rete, insomma). La protesta su Twitter è feroce ormai da giorni, il passaparola su Facebook popola le bacheche degli italiani e le associazioni dei consumatori stanno per scendere in campo chiedendo al Governo Monti di imporre una immediata marcia indietro.

Il Canone Speciale è dovuto, secondo quanto spiegato dal sito RAI, da «coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto». Una apposita tabella esplicita gli oneri per varie categorie, ma anche in questo catalogo l’inquadramento di schermi per pc (nonché tablet o smartphone) risulta impossibile, fuori da ogni logica e privo di merito.

L’ADOC promette di ricorrere alle autorità contro quello che viene giudicato come un abuso:

I privati e le famiglie e tutte le associazioni senza fini di lucro, sociali e sportive, che non possiedono la televisione ma sono solo dotate di computer e dispositivi simili non possono e non devono in alcun modo essere obbligate a pagare il canone. Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni di privati, che invieremo all’Authority e alla Polizia Postale per segnalare gli abusi, che affermano di aver ricevuto richieste di pagamento da parte della Rai per il solo fatto di avere un computer, e che si sono visti arrivare a casa ispettori che a nostro avviso non sono legittimati, in quanto i controlli dovrebbe farli solo la Guardia di Finanza. L’Adoc è quindi pronta a fare ricorso contro tali abusi di diritto.

Il Codacons per contro pone in evidenza l’errore su cui matura la pressione della RAI e chiede un incontro urgente con l’azienda di Viale Mazzini per trovare un punto di incontro:

È evidente, infatti, che costringere al pagamento del canone speciale tutti quelli che hanno un computer, indipendentemente dall’uso che ne fanno, è assurdo e anacronistico. Si tratta, cioè, di una interpretazione arbitraria e fiscale che la Rai dà del Regio Decreto Legge del 1938. È ovvio, infatti, che quella definizione di apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi va applicata agli strumenti esistenti all’epoca, al momento dell’entrata in vigore della legge, quando la tv nemmeno esisteva e non certo alle tecnologie di oggi, altrimenti tanto varrebbe dire che ogni nucleo famigliare deve comunque pagare il canone, visto che si può navigare in internet non solo con un computer ma anche con uno smartphone.

Update
La RAI ha precisato come il canone sia dovuto soltanto per i PC utilizzati in funzione di TV. Il caso è chiuso.

Se vuoi aggiornamenti su RAI, il Canone Speciale scatena la rivolta (up.1) inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Giovanni

    mi viene semplicemente da vomitare.Piuttosto  ritorno ai piccioni viaggiatori.

  • Mario

    ladrones

  • Umberto Turini

    I promotorim di questa iniziativa, chiamato canone della vergogna, dovrebbero veramente vergogna

  • Maria

    riladrones

  • F Reboldi

    A questo punto potrei pagare una tantum un importo uguale al canone se la rai chiudesse per sempre perchè di vedere le loro porcherie non mi interessa proprio!!!

  • Bresdan

    Ma come fai a stabilire l’uso privato dall’uso commerciale?? un imprenditore autonomo che ha l’edificio di lavoro coincidente a quello di esercizio paga 2 volte il canone??? cioè oltre ai 110 euro circa mi devo pagare anche questa mazzata??????

  • http://www.facebook.com/digitaliaweb Cosimo Di Cosmo

    La RAI deve mettersi in testa e scritto a caratteri indellebili in fronte che lei NON E’ PIU’ UN’AZIENDA PUBBLICA percui il tanto loro caro regio decreto del 38 non può più sussistere e posto in essere ormai tutto è cambiato nell’informazione pubblica IL SERVIZIO PUBBLICO SONO TUTTI COLORO CHE DANNO NOTIZIE H24 quindi tutte le tv e radio nazionali e locali che per poter soppravvivere cercano di raccogliere più pubblicità possibile e non cercare come fa la RAI di guadagnarsi i suoi proventi tramite un meschino ed insulso balzello che è ora di ABOLIRLO DEFINITIVAMENTE.
    ANDATE A LAVORARE COME TUTTI GLI ALTRI E SOPRATUTTO BUTTATE FUORI A CALCI IN C..O I TANTI DIRIGENTI POLITICI CHE CONTINUANO A ROVINARE L’AZIENDA.
    BASTA CON STO’ CANONE/ABBONAMENTO/TRIBUTO BALZELLO DEL CAVOLO NELLA VOSTRA PUBBLICITA’ DITE CHE E’ UN DIRITTO E UN DOVERE…..DI CHI….NON CERTAMENTE IL NOSTRO CHE DOBBIAMO OGNI ANNO DISSANGUARCI PER POTRER DAR DA MANGIARE A QUEI DIRIGENTI POLITICI CHE DICONO DI ESSERE DEI COMPETENTI DEL SREYTTORE? MA PER FAVORE CHIUDETE TUTTO E ANDATE A CASA UNA VOLTA PER TUTTE E LASCIATE LAVORARE CHI VERAMENTE SPUTA SANGUE E VELENO DALLA MATTINA ALLA SERA PER PORTARE UNO STIPENDIO A CASA SENZA DERUBARE NESSUNO.

  • mimo61

    E’ una vergogna, la sensazione che provo è la stessa che mi pervase quando dei ladri penetrarono nel mio appartamento.