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RIM taglia 2000 posti di lavoro

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Il processo di “ottimizzazione dei costi” annunciato da RIM nei giorni scorsi ha avuto inizio: il primo passo nella direzione di un nuovo corso per l’azienda canadese è stato fatto nella giornata odierna, quando i vertici del gruppo hanno annunciato la riduzione della propria forza lavoro di 2000 unità. Ai tagli (quantificabili in circa il 10% della forza lavoro complessiva) seguirà poi una riorganizzazione dei piani alti della società.

Diverse saranno le nuove figure che saranno al timone dell’azienda nei mesi a venire, collaborando l’un l’altro per ristabilire le sorti della stessa nel mercato mobile. Un ruolo fondamentale sarà quello giocato da Thorsten Heins, cui faranno riferimento tutte le aree produttive del gruppo e gli ingegneri che lavoreranno allo sviluppo di nuove soluzioni hardware e software, così come i reparti legati alla vendita dei prodotti. Patrick Spence sarà invece il responsabile per le vendite a livello globale e della diffusione del brand RIM a livello regionale.

L’obiettivo di tale ristrutturazione è quello di rivedere l’organigramma societario per far sì che possa essere sufficientemente robusto da trascinare il gruppo alla ribalta in un settore attualmente colonizzato dalla presenza dell’iPhone e dei vari smartphone che compongono l’esercito Android, riducendo inoltre i costi per la gestione del personale. Nessuna novità è giunta invece riguardo le posizioni di Jim Balsillie e Mike Lazaridis, gli attuali numeri uno di RIM, che rimangono al momento in coabitazione alla guida del gruppo.

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