Robert Scoble: G+, non suggerire il mio nome
C’è chi vorrebbe la popolarità a tutti i costi e chi invece preferisce farne uso razionato. C’è chi, come Paris Hilton, farebbe di tutto pur di vedere il proprio nome sotto i riflettori e poi c’è chi, come Robert Scoble, preferirebbe lavorare nell’ombra. Entrambi hanno però una esperienza comune: fanno parte della lista degli utenti suggeriti da Google+ in qualità di membri eccellenti del social network d Montain View.
Scoble, blogger di lunga storia nato tra le fila Microsoft per poi costruirsi un nome in qualità di esperto di cose della Rete, ha chiesto ufficialmente a Google di poter vedere il proprio nome rimosso da quelli suggeriti da Google+. Il social network, infatti, ha la necessità di offrire punti di riferimento attorno a cui i nuovi utenti possano costruire la propria esperienza, ma la cosa crea a questi ultimi una ovvia notorietà non sempre facile da gestire.
Scoble ha spiegato le proprie motivazioni direttamente su G+: preferisce avere “follower” profilati, non intende lavorare su masse indefinite di utenti, non accetta la presenza in una lista non meritocratica. I motivi sono molti, insomma, ma alla base c’è la medesima matrice: mentre c’è chi cerca il successo a tutti costi come un fine ultimo della propria ascesa, altri preferiscono evitare il successo perché sentono di dover fare i conti con le sue conseguenze.
Scoble è accompagnato nella lista dei “suggeriti” da nomi quali Steven Levy, William Shatner, Tyra Banks ed altri ancora.
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