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Scuole in Wi-Fi, al via il bando

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Il progetto “Scuole in Wi-Fi”, annunciato nei giorni scorsi dai ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini, prende ufficialmente il via oggi a seguito della comunicazione da parte del Governo dell’inizio del bando con cui i vari istituti scolastici possono far richiesta di adesione al programma.

La scadenza è fissata per il 15 luglio: entro questa data le scuole dovranno aver fatto richiesta «per la fornitura del kit Wi-Fi costituito da un insieme di apparati e servizi, grazie al quale sarà possibile creare facilmente, punti di accesso ad internet, senza la necessità quindi di cablare gli edifici scolastici [...] Possono partecipare all’avviso tutte le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado».

L’obiettivo è quello di consentire alle scuole di effettuare la copertura di un’area specifica dell’istituto, ottenendo così una zona nella quale studenti, docenti e didattica potranno trarre vantaggio dalla disponibilità di una Rete accessibile e disponibile. Renato Brunetta è stato in tal senso esplicito: entro il 2012 intende avere una copertura Wi-Fi pari al 100% degli istituti. Se tale traguardo appare ad oggi scarsamente ipotizzabile, rimane altresì in dubbio l’utilità stessa dell’investimento in quanto non tutti gli istituti dispongono oggi tanto di banda larga fissa quanto di docenti, strumenti e programmi adeguati per poter sfruttare al meglio le opportunità che il Wi-Fi potrebbe abilitare.

Gli istituti interessati possono avanzare la propria richiesta al numero verde 800.254.009.

Se vuoi aggiornamenti su Scuole in Wi-Fi, al via il bando inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • LifeXp

    Inquinamento radioattivo.

  • GenerazioneLibera

    “Scuole in WiFi” è l’iniziativa della Pubblica Istruzione Italiana, che costerà 10 milioni di euro, e che ha ricevuto già 2503 adesioni da parte delle scuole, nonostante GenerazioneLibera abbia lanciato la sua proposta provocatoria denominata “GenerazioneLibera Educational” e che non costerebbe niente allo Stato (cioè a noi).Facciamo chiarezza su quale sia il progetto “Scuole in WiFi” che a nostro avviso non solo spreca denaro pubblico, ma dota le scuole di attrezzatura inutile, inefficace ed alla luce di quello che leggiamo sul sito anche illegale.Abbiamo però notato come il Ministero abbia modificato il suo progetto, rendendolo simile al nostro e permettendo a “Sponsor” di contribuire alla ulteriore spesa, senza però specificare a quanto ammonti questa sponsorizzazione. Ci siamo resi conto che noi non abbiamo reso pubblico quanto uno sponsor deve elargire per dotare una scuola di un HotSpot GenerazioneLibera, lo facciamo qui : bastano solo 500 euro.Elenchiamo quindi quale sia la composizione del famoso “KIT” fornito dallo Stato (fonte):Il KIT WiFi fornito (come descritto nell’Avviso) è composto da:uno o più access point, per il collegamento alla rete internet con modalità senza fili (in linea generale un access point consente di coprire con tecnologia WiFi una distanza di circa 100 metri in assenza di particolari barriere; in presenza di muri o altre barriere il segnale garantisce invece una copertura di 30-50 metri);
    uno switch, qualora necessario per collegare gli access point al router/modem della scuola (ovvero al punto di accesso ad Internet);
    i collegamenti di rete necessari per connettere gli access point, l’eventuale switch e il router/modem. Tali collegamenti saranno realizzati mediante la posa di cavi dedicati (UTP – Unshielded Twisted Pair) oppure, ove possibile, utilizzando l’esistente rete elettrica grazie all’impiego di specifici adattatori (PLC – Power Line Communications).In pratica 30 euro di spesa, per tagliare corto, inoltre come potrete leggere nell’avviso, resta alla scuola laresponsabilità di controllare gli accessi, di conseguenza il/la Preside sarà responsabile per ogni azione illegale (pedofilia, pirateria o altro) che potrebbe essere perpetrata sfruttando la connessione scolastica(ovviamente non fornita)Inoltre un semplice cavetto di rete di 20 centimetri è diventato “posa di cavi dedicati (UTP – Unshielded Twisted Pair)”, facciamo notare che i cavi UTP sono i più economici esistenti.Quindi la conclusione è che il “Kit” previsto dal progetto “Scuole in WiFi” è solo un semplice “access point” mentre quello che GenerazioneLibera installa gratuitamente nelle scuole è un vero è proprio HotSpot, ovvero un apparecchiatura capace di controllare l’accesso, manutenere i log di connessione e rispettare tutte le leggi sulla privacy e sulla sicurezza che lo Stato impone ma poi, a quanto pare, non rispetta.