UE, nessun intervento sul Servizio Universale
L’Unione Europea annuncia di non voler mettere mano, per il momento, al Servizio Universale. Chi auspicava un intervento dall’alto che imponesse la banda larga come una sorta di diritto precostituito, insomma, dovrà indirizzare altrove i propri sforzi: la Commissione Europea non si presterà a questo tipo di forzatura.
Il Servizio Universale è una sorta di diritto minimo alle telecomunicazioni. In Italia, ad esempio, è previsto il diritto per ogni abitazione ad una connessione con la linea telefonica fissa, il che impone all’incumbent di portare la linea ovunque come “costo” per la gestione della rete. In Europa c’è chi ha già messo nel SU una quantità minima di banda, prevedendo così anche un elementare approccio ad Internet come diritto riconosciuto (1Mbps a Malta, in Spagna ed in Finlandia). L’UE non intende però imporre dall’alto medesima misura: i criteri dovranno essere stabiliti a livello nazionale, senza dictat comunitari.
L’UE, insomma, si chiama fuori dai problemi poiché non intende interferire in un momento in cui gli investimenti stanno per essere sbloccati tra mille difficoltà e gli equilibri sono troppo fragili per essere messi alla prova. L’Europa vuole con forza portare la banda larga in ogni dove e l’Agenda Digitale parla chiaro in tal senso, ma il tutto dovrà essere frutto di un approccio costruttivo e non di una forzatura: non è il momento di procedere a spallate, insomma, perché la diplomazia potrebbe presto restituire i primi frutti di anni di lavoro.
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