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Acer Liquid E1: android Dual SIM

Acer Liquid E1 è uno smartphone Android di fascia medio-bassa, ma con uno schermo in ampio formato e audio stereo DTS.

Prezzo

€ 210

Giudizi
  • Caratteristiche7
  • Design8
  • Prestazioni7,5
  • Qualità prezzo7,5
Pro

Design ricercato, schermo ampio, audio DTS, dual SIM

Contro

Fotocamera molto deludente, angolo di visuale ridotto, occasionali rallentamenti

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Di , 22 maggio 2013

Look unico

Acer Liquid E1 è uno smartphone Android pensato per la fascia medio-bassa del mercato, tuttavia nasconde alcune interessanti sorprese che ne incrementano senz’altro il valore complessivo, a cominciare dalla capacità di gestire due SIM simultaneamente. Certo, non può bastare questo per averla franca in un mercato sempre più agguerrito, perciò Acer ha adottato altre soluzioni per il suo terminale.

Una di queste è il design. Se la confezione non presenta sorprese rispetto a quella che è il settore di riferimento (alimentatore, cavo USB e cuffie), una volta tirato fuori dalla scatola l’Acer Liquid E1 sfoggia un look curato e gradevole, caratterizzato da forme arrotondate e da un retro leggermente concavo, che ne migliora la presa in mano.

Inoltre i progettisti hanno cercato di distinguerlo dalla concorrenza ricorrendo a soluzioni estetiche mirate alla simmetria, sia per la parte posteriore sia per quella frontale: la prima presenta, infatti, due griglie metalliche che coprono gli speaker stereo DTS, la seconda mostra due bande rosse a celare l’altoparlante e il microfono. Lo stesso colore è poi ripreso dal pulsante di accensione/stand-by posto in alto.

Torniamo un attimo sul retro per scoprire un altro elemento estetico caratterizzante, ovvero il disegno puntinato, che rende anche meno scivolosa la superficie. Qui troviamo anche la fotocamera con flash e il foro per il microfono per la riduzione del rumore ambientale.

Galleria di immagini: Acer Liquid E1, le foto

Gli unici altri elementi esterni visibili, rintracciabili lungo la scocca, sono il jack da 3,5 mm, in alto, la presa microUSB, sul fianco sinistro, e il bilanciere del volume, sul fianco opposto – tra l’altro di color argento anziché rosso.

Il Liquid E1 è sottile e poco ingombrante (132×68,5×9,9 mm), nonché solido e robusto, grazie alla scocca metallica e alla cover removibile, realizzata in una plastica flessibile che assorbe meglio gli urti. Una volta rimossa, si accede alla batteria e allo slot per la scheda microSD e a quelli per le due SIM (esiste anche una versione mono SIM).

Grande display

Sul lato opposto, oltre ovviamente allo schermo di cui parleremo fra un attimo, nella parte superiore individuiamo la fotocamera secondaria per le videochiamate, un led di stato e il sensore di luminosità.

Per quanto riguarda il display, Acer segue la tendenza del mercato adottando un pannello da 4,5 pollici, un formato ampio rispetto alla fascia di mercato cui appartiene il Liquid E1. Si tratta di uno schermo LCD qHD (540×960 pixel) con 245 ppi, quindi con una discreta definizione.

La luminosità è buona e la resa dei colori fedele, tuttavia l’angolo di visuale è assai ridotto, quindi la visione di foto e video risulta gradevole purché avvenga con la giusta inclinazione. C’è poi da tenere presente che, pur restando intellegibile, la visibilità cala sensibilmente quando ci si trova alla luce del sole.

App e “nuvola”

Acer Liquid E1

Quando si interagisce con l’Acer Liquid E1, ci si rende subito conto che la personalizzazione dell’interfaccia è talmente poco invasiva da far sembrare la versione di Android (Jelly Bean 4.1.1) pressoché stock. Difatti, troviamo solo la schermata di blocco personalizzata e la barra delle notifiche adattata.

D’altronde Acer non è nuova a questo approccio minimalista, ma questo non vuol dire che abbia del tutto abbandonato l’idea di offrire soluzioni utili ai propri utenti. Ecco perché, oltre a tutte la applicazioni tipiche di Android a all’accesso al Play Store, non mancano alcune app dedicate, fra cui Polaris Office e HD Channel, e altre pensate per il cloud come Musica, Video e Docs.

Il vero valore aggiunto su cui l’azienda taiwanese punta, infatti, è l’Acer Cloud. Si tratta di un servizio a esclusivo uso e consumo dei propri clienti, pensato non solo per l’archiviazione dei dati, ma anche per la sincronizzazione fra più dispositivi, ad esempio fra smartphone e PC, che si è rivelato pratico ed efficace sebbene del tutto in linea con servizi analoghi offerti da terzi.

Fotocamera

La fotocamera principale dell’Acer Liquid E1 ha un sensore da 5 megapixel ed è corredata da un’interfaccia intuitiva e arricchita da diverse modalità di scatto e di scena, oltre ad alcuni filtri creativi. Peccato che l’esperienza d’uso venga rovinata da risultati piuttosto deludenti.

Le foto appaiono opache, poche dettagliate e dai colori non del tutto fedeli. Il sensore sembra patire in particolare gli ambienti chiusi e, inoltre, trasforma le fonti di luce presenti nell’inquadratura in fastidiosi aloni. A poco serve il flash LED che, anzi, negli scatti ravvicinati mette in difficoltà il sensore, il quale trasforma la luce riflessa in un ulteriore alone.

La messa a fuoco fatica non poco, specie quando la luce scarseggia o il soggetto è in movimento. La cosa è ancor più evidente durante la registrazione video (720p a 30 fps). Insomma, se c’è un elemento in questo Liqui E1 che ci riporta coi piedi per terra è senz’altro l’ottica, rammentandoci che si tratta pur sempre di uno smartphone di fascia medio-bassa.

Hardware e prestazioni

Il profilo hardware scelto da Acer per il Liquid E1 non ci sorprende poiché è in linea con le specifiche adottate dalla concorrenza diretta: processore dual core da 1 GHz con 1 GB di RAM a sostegno. Le performance che ne derivano sono nella media, ovvero l’interfaccia scorre fluida e il multitasking non sembra patire in maniera particolare, tuttavia si notano alcuni inevitabili rallentamenti con le applicazioni più esose.

Anche lo spazio di archiviazione è in linea con la fascia di mercato di pertinenza, con modestissimi 4 GB, di cui una parte già occupata da Android e dalle app. Per fortuna, come detto in precedenza, lo slot microSD sopperisce.

Acer Liquid E1

La connettività del Liquid E1 è supportata dalla tecnologia 3G (fino a 14,4 Mbps) con l’aggiunta di Bluetooth 3.0 e Wi-Fi (n). Non manca nemmeno il GPS mentre è assente l’NFC.

Il comparto telefonico è buono, il suono è pulito tanto in entrata quanto in uscita. Inoltre la versione dual SIM da noi testata permette di ricevere chiamate su entrambe le schede simultaneamente – anche mentre si è già in conversazione su una – e di scegliere con quale sfruttare la connessione dati.

L’audio è piuttosto buono anche durante l’ascolto di musica e la visione di filmati, grazie alle succitate casse stereo DTS. Il suono è privo di distorsioni e nitido, anche se non cristallino, però non è particolarmente elevato. Al contrario di quanto avviene con molti smartphone, specie se di fascia medio-bassa, preferiamo comunque l’ascolto con le mini casse che non con le cuffie in dotazione, piuttosto deludenti.

Chiudiamo parlando di autonomia: la batteria da 1.760 mAh dell’Acer Liquid E1 è insufficiente per le sue necessità, quanto meno nella versione dual SIM perché, se l’utilizzo medio del dispositivo (telefonia, navigazione, social network, notifiche e ascolto di musica) gli permette di arrivare a fine giornata, l’attivazione di due SIM ne riduce notevolmente la durata.

Giudizio

Acer Liquid E1 è un discreto smartphone, ma ha l’ingrato compito di confrontarsi con un mercato, quello Android, molto complesso e con il segmento budget notoriamente molto agguerrito.

Il produttore gioca le proprie carte puntando su un design originale, sulla qualità dei materiali e dell’assemblaggio, su uno schermo ampio, su un comparto audio sopra la media, su un servizio cloud completo e, nel caso del modello testato, sul supporto dual SIM.

È evidente, quindi, che gli assi nella manica di questo smartphone non sono pochi, eppure il Liquid E1 resta pur sempre un prodotto budget e, per questo, deve fare i conti con una dotazione hardware nella media e una resa dello schermo non certo da primato, e sacrificando anche qualcosa, anzi molto, nella scelta dell’ottica.

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