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Apple AirPods, auricolari wireless: recensione

Apple AirPods sono i primi auricolari interamente wireless di Apple nonché i primi col nuovo chip proprietario W1, che li rende dispositivi intelligenti.

Prezzo

€ 179

In offerta su Amazon

€ 169

Giudizi
  • Caratteristiche7,9
  • Design7,9
  • Prestazioni8,5
  • Qualità prezzo7,9
Pro

Immediatezza e facilità d’uso, autonomia, pratico guscio magnetico, buona qualità audio

Contro

Impiego di Siri per i comandi di riproduzione musicale e del volume, sicurezza assente, non waterproof

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Di , 9 gennaio 2017

AirPods sono i nuovi auricolari wireless di Apple ideali per iPhone 7, Apple Watch, iPad, Mac e Apple TV in uscita già da prima di Natale a un prezzo ancora accessibile e in linea con i principali competitor. La loro miglior caratteristica è quella di essere estremamente facili da configurare e da usare, come è verificabile leggendo la recensione qui di seguito.

Apple AirPods: prezzo ()

Disponibili al prezzo di €179, giustificano il costo maggiore rispetto alle tradizionali EarPods non tanto per l’uso della tecnologia Bluetooth quanto per l’impiego di nuovi chip proprietari, che consentono agli Apple AirPods di essere usati in maniera estremamente intuitiva e veloce.

Apple AirPods: custodia

La confezione tipicamente minimal delle Apple AirPods ospita, oltre agli auricolari wireless stessi, anche un intrigante astuccio in plastica resistente con cappuccio magnetico. Alla sua apertura, una piccola luce bianca pulsante svela immediatamente che non si tratta di un comune contenitore bensì di un terminale di collegamento e di ricarica.

Basta infatti avvicinare un iPhone con Bluetooth attivo alla custodia perché sullo schermo appaia un messaggio di conferma dell’avvenuto accoppiamento. A quel punto la luce diventa verde (passa all’arancione quando la batteria è al minimo). Il tutto avviene in un lampo, senza che ce se ne renda neanche conto.

Il guscio funge anche da caricatore per gli auricolari. Ha una presa Lightning alla base, con la quale si può collegare il cavo in dotazione a una presa di corrente o a un Mac per ricaricare sia gli auricolari che la batteria interna al guscio stesso. Da soli, gli AirPods hanno un’ottima durata di 5 ore, ma il guscio aggiunge altre 24 ore di autonomia ricaricando rapidamente le capsule ogni volta.

Come il cappuccio, sono magnetici pure gli alloggiamenti dei due AirPods, che li risucchiano all’interno quando vi si avvicinano e, una volta dentro, li tengono ben saldi anche se si scuote il guscio. La forma di quest’ultimo e le sue dimensioni ridotte consentono inoltre di portare sempre con sé gli auricolari wireless.

Apple AirPods: indossabilità

Gli AirPods sono molto simili agli EarPods, dunque adottano il medesimo universal design che Apple ha basato sullo studio di migliaia di tipologie di orecchio umano, onde garantire confort e stabilità al maggior numero di persone possibile.

Benché negli AirPods le forme siano leggermente più allungate e il passafilo allungato per ridurre il rischio che scivolino via accidentalmente, comodità d’uso e stabilità rimangono una questione personale, che cambia molto da persona a persona.

Va comunque detto che nei test condotti dalla redazione, sono risultati di ottima indossabilità e persino comodi. Inoltre sono rimasti quasi sempre saldamente al loro posto camminando, correndo, dormendo e persino scuotendo e inclinando ripetutamente la testa. In due settimane di utilizzo intenso un solo auricolare (sempre quello sinistro) è scivolato via tre volte ma mai nella medesima situazione o col medesimo movimento.

Cosa che non guasta affatto, sono anche resistenti all’impatto. Unica pecca, l’impossibilità di portarli in piscina: non risulta infatti che gli auricolari siano waterproof.

Apple AirPods: come si usano()

Usare gli AirPods di Apple è facilissimo. Come detto, si collegano all’iPhone in un istante e lo stesso dicasi con Apple Watch. In questa prova è stato accoppiato con un Apple Watch Serie 2, consentendo di usare gli auricolari sia per ascoltare musica sia per rispondere comodamente alle chiamate veicolate direttamente tramite smartwatch.

È anche possibile collegarli ad iPad, Mac e Apple TV ma, in questi casi, occorre tenere premuto l’apposito tasto per il pairing, collocato sul guscio, perché gli AirPods compaiano nell’elenco dei dispositivi Bluetooth collegabili. Ad ogni buon conto, se si utilizza un solo account iCloud per più di un dispositivo Apple, gli auricolari saranno automaticamente aggiunti nell’elenco delle periferiche wireless di ciascun device per essere subito pronti all’uso.

Non restano esclusi nemmeno i terminali Android, tuttavia vengono a mancare tutti i comandi eseguibili direttamente dalle cuffie (vedi Funzioni).

Apple AirPods: funzioni()

Dopo il primo accoppiamento, gli AirPods sono sempre disponibili per l’uso senza che si debba più compiere alcuna azione. Basta toglierne uno dalla custodia che il relativo pannello di controllo si attiva su iPhone o iPad mostrando il livello della batteria; estraendo il secondo auricolare, il pannello si aggiorna istantaneamente con i dati di entrambi.

Gli auricolari possono essere usati anche uno alla volta (audio mono) sia per telefonare che per ascoltare musica. Ovviamente sono preferibili in coppia, quando riproducono l’audio in stereo; se se ne toglie uno dall’orecchio, la riproduzione audio si interrompe onde poi ripartire una volta che l’auricolare torna al suo posto nel padiglione auricolare.

È anche possibile condividere gli AirPods fra due persone per ascoltare la musica nel qual caso l’audio passa automaticamente a mono.

Come è possibile tutto ciò? Ebbene, oltre che del microfono, gli AirPods di Apple sono entrambi dotati di sensori a infrarossi, di prossimità e di giroscopio e soprattutto dell’innovativo chip W1, di proprietà di Apple, al quale viene demandato il compito di gestire tutte le informazioni provenienti dai sensori per distinguere in ogni momento il tipo d’uso che se ne fa.

Lo stesso chip permette di interagire con gli auricolari con due tap su uno qualsiasi dei due auricolari: la stessa azione permette di rispondere a una chiamata in arrivo o di richiamare Siri (ma può essere modificata per attivare play e pausa). Purtroppo non ci sono altri comandi manuale disponibili se non quelli accessibili tramite dispositivo esterno perché Apple ha demandato al suo assistente virtuale tutti i controlli per la riproduzione audio, incluso il controllo del volume.

Per inciso va detto che tutti i comandi vocali funzionano benissimo ma parlare con il proprio assistente virtuale in pubblico non è cosa per tutti, il che costringe a interagire con iPhone o Watch aggiungendo un ulteriore passaggio che molti altri auricolari e cuffie Bluetooth hanno escluso da tempo incorporando i comandi manuali più comuni.

Apple AirPods: qualità audio()

Sebbene non si tratti di alta fedeltà (ma chi ci fa caso se già ci si accontenta di un MP3?), anche un orecchio poco allenato riconosce che quella che viene fuori dagli AirPods è una gamma audio piuttosto ampia e chiara. A un ascolto attento, si nota persino un piccolo miglioramento rispetto agli EarPods.

Inoltre, cosa assai importante trattandosi di cuffie interamente wireless, il ritardo fra le due capsule è impercettibile (Apple dichiara 30 millisecondi di latenza, il che appare verosimile). Ciò è possibile poiché i dati vengono ricevuti e gestiti in sincrono da ambedue gli auricolari (altri sistemi analoghi spesso utilizzano uno dei due auricolari come ricevitore, il quale poi invia a sua volta i dati alla seconda capsula) sempre grazie ai chip W1.

Lo stesso chip lavora costantemente in background non solo per mantenere costante la sincronizzazione fra le due capsule ma anche per evitare cadute o ritardi di segnale. E a quanto pare la tecnologia sviluppata appositamente da Apple svolge bene il suo compito poiché non si sono mai verificati problemi durante i test.

Una menzione d’onore va alle performance in chiamata: l’audio è ottimo sia in uscita che in entrata. Inoltre il microfono distingue la fonte vocale dal rumore di fondo operando una buona riduzione del sottofondo.

Apple AirPods: opinioni

Sebbene non manchino alternative valide sul mercato (incluse le stesse Beats di Apple, i cui ultimi modelli incorporano il medesimo chip W1), gli AirPods rappresentano un’alternativa più che valida per chi sente giunto il momento di dire addio alle cuffie con i fili. Inoltre, se si considera la tecnologia aggiunta dal chip W1, il prezzo appare equo.

Quindi, a meno che non si voglia ascoltare la musica alla massima qualità, le performance e la praticità d’uso e di trasporto di questi auricolari possono fare la gioia di molti.

Gli AirPods non meritano però il massimo dei voti per due motivi. Il primo risiede nella scelta di demandare il controllo della riproduzione audio principalmente a Siri anziché inserire, o dare la possibilità di personalizzare, altri controlli tramite tap. La logica dietro questa scelta è comprensibile, ma è sempre meglio avere delle alternative.

Il secondo è l’assenza di un sistema di accesso sicuro: la grande facilità con cui le cuffie si abbinano a qualunque dispositivo si traduce infatti nella mancanza di una barriera per un uso esclusivo che ne scoraggi l’utilizzo da parte di terzi in caso di furto o smarrimento (a voler essere pignoli, manca anche un localizzatore). Qualcosa su cui riflettere per un eventuale aggiornamento o per la seconda generazione di AirPods.