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Apple MacBook Pro 15 pollici Display Retina (2015): come prima, più di prima

Il MacBook Pro 15” assomiglia molto al predecessore, eccezion fatta per il nuovo Force Touch, tuttavia rimane l'affidabile workstation di Apple.

A partire da

€ 2.299

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Design9
  • Prestazioni8,9
  • Qualità prezzo7,9
Pro

Force Touch sebbene non ancora sfruttato a dovere, schermo sempre eccezionale, speaker potenti

Contro

Autonomia massima di 6 ore, MacOS X non ancora pienamente ottimizzato, CPU non Broadwell, costo elevato

Di , 22 luglio 2015

Il MacBook Pro con display Retina da 15 pollici era già una workstation pienamente affidabile e performante. Ora, con l’aggiunta del trackpad con Force Touch e l’aggiornamento con CPU a maggior frequenza di clock, diventa difficile trovare un difetto hardware a questa workstation.

Design invariato ()

Se paragonato al modello del 2014, non è cambiato molto nel nuovo MacBook Pro per quel che riguarda l’estetica generale: stesso peso (2,04 Kg), stesse dimensioni (largo 35,8cm, profondo 24,71cm e spesso 1,8cm) e stesso Display Retina da 15,4 pollici di diagonale con tecnologia IPS, con una risoluzione di 2880×1800 pixel a 220 pixel per pollice.

L’impressione, di primo acchito è quella di trovarsi di fronte a un clone. La novità più evidente, semmai, è data dal Force Touch, il nuovo touchpad di Apple basato sull’intensità della pressione. Tuttavia, non trova ancora ampio utilizzo se non con i software di manipolazione vettoriale, poiché molti sviluppatori di terze parti stanno studiando come differenziare l’esperienza d’uso sfruttando a pieno le caratteristiche del Force Touch.

Connettività completa ()

Dal punto di vista delle connettività, Apple ha scelto di non sottrarre le porte all’equazione del nuovo MacBook Pro in stile MacBook “all-cloud”. Al contrario, rimane pieno di porte e slot, ben 7 in totale, ovviamente aggiornate agli standard più recenti: sul lato sinistro, presa per l’alimentazione MagSafe 2, due porte Thunderbolt 2, una porta USB 3.0 e il jack per le cuffie; sul lato destro, la seconda porta USB 3.0, una HDMI e uno slot per schede SDXC.

Per la connessione senza fili, stesso discorso, con un passaggio generazionale verso le nuove tecnologie: Wi-FI 802.11ac compatibile b/g/n con velocità di trasferimento fino a 1.3Gbps e Bluetooth 4.0.

Scheda tecnica ()

L’unità di prova del MacBook Pro ha una configurazione hardware che vede l’adozione di una CPU Intel Core i7 4870HQ a 2.5 GHz con Turbo Boost fino a 3.7 GHz, coadiuvata da 16GB di RAM DDR3 a 1600 MHz, scheda grafica integrata Intel Iris Pro 5200 e una scheda dedicata AMD Radeon R9 M370X con 2GB di memoria GDDR5, oltre a 512 GB di storage SSD.

Il modello in questione ha un costo ufficiale di € 2849 ed è il top di gamma. È comunque disponibile l’upgrade sia della SSD fino a 1TB e della CPU a 2.8GHz con Turbo Boost fino a 4.0GHz. Il modello base per la gamma 15 pollici, invece, differisce dal top di gamma per lo storage dimezzato (256GB di SSD) e CPU con clock a 2.2GHz con Turbo Boost fino a 3.4GHz.

La sorpresa, un po’ in negativo, di questo MacBook Pro è proprio la CPU, non essendo della gamma Broadwell, come era lecito aspettarsi, bensì una Crystal Well, uscita nel Q3 del 2014. Non si capisce bene questa scelta, se non che Intel possa non aver reso disponibili tali CPU in tempo per maggio, data del rilascio sul mercato della nuova workstation di Cupertino.

Hands-on: i risultati della prova ()

Dai test con Geekbench emerge che la configurazione hardware di questo MacBook Pro è comunque di prima scelta: una CPU da 4 core, 8 thread, 32KBx4 di cache L1 per le istruzioni, 32KBx4 di cache L1 per i dati, 256KBx4 di cache L2, ben 6.00MB di cache L3 ed una sorprendente cache L4 di 128MB. Non tutti i computer consumer dispongono di una cache L3, questo MacBook ha persino una cache L4 e di ben 128MB.

Lasciando da parte questi tecnicismi, ciò significa che questa macchina è in grado di eseguire facilmente molti più programmi contemporaneamente rispetto alla media, e che si comporta ancor meglio con software che fa uso di istruzioni macchina raramente utilizzate, perché richiede meno spesso l’accesso diretto alla RAM.

I risultati del test, tuttavia, si sono rivelati più bassi rispetto a quelli del modello 2014, molto probabilmente perché Apple non ha ancora ottimizzato a dovere il sistema operativo per sfruttare al meglio i 4 livelli di cache. È infatti successo più di una volta, durante l’utilizzo quotidiano di lettura mail, navigazione web e videoscrittura, che il sistema si impuntasse per un paio di secondi per poi riprendere l’operatività. Non ci si aspetta un simile comportamento da una macchina del suo genere, ma fortunatamente si tratta di un problema facilmente risolvibile con un futuro aggiornamento del firmware.

Alla fine delle due settimane di test, la macchina è stata stressata notevolmente con l’esecuzione in contemporanea di vari benchmark, stress test sulla CPU e riproduzione audio e video. Con ben 15 finestre aperte e 3 applicazioni in full screen, il sistema non ne ha risentito minimamente, se non con un inevitabile elevato riscaldamento (più che è normale in situazioni in cui la CPU raggiunge i 3.7 GHz in Turbo Boost). Relativamente al riscaldamento, va anche detto che i test sono stati condotti in questo torrido luglio 2015, motivo per il quale la ventola si è spesso avviata anche durante l’esecuzione di pochi processi.

I test con BlackMagic sull’unità di memoria, poi, hanno dato risultati impressionanti: oltre 1500MB/s in scrittura e oltre 1800MB/s in lettura. Il throughput maggiore è quello delle porte Thunderbolt 2, con velocità che possono raggiungere anche i 20Gbps in e out, corrispondenti a circa 2.5GB/s reali. In queste condizioni, copiare film in 4K o giochi molto pesanti può richiedere appena pochi secondi.

Infine, l’ultimo benchmark effettuato, quello sulla potenza della GPU, con Cinebench ha evidenziato un rendering massimo di 61.14fps sulla risoluzione Full HD nel test OpenGL (superiore anche alla GeForce GXT 460 con CPU esa-core a 3.3 GHz), mentre il test sulla CPU ha evidenziato un punteggio di 602 cb, in linea con gli altri quad-core. Lievi miglioramenti quindi, rispetto alla generazione precedente – ma ci si riferisce sempre al modello con scheda grafica dedicata. Tutto questo vuol dire che, all’atto pratico, questo MacBook Pro è anche un’ottima macchina per videogiocatori, anche con texture e dettagli impostati al massimo.

L’unico vero dilemma riguarda l’autonomia: Apple dichiara fra le 8 e 9 ore di utilizzo senza bisogno di ricarica. Tuttavia, nei test base condotti nell’arco di una giornata con sessioni di navigazione web, scrittura e riproduzione video e audio, la batteria si è scaricata dopo circa 6 ore. È ipotizzabile, ma non verificabile, che i medesimi problemi di lag che affliggono i software (in attesa di un aggiornamento dell’OS) possano aver inficiato anche sulla durata della batteria, data la potenza computazionale elevata chiamata in causa.

Giudizio e prezzo ()

Da questi test emerge chiaro che se chi possiede già un MacBook 2013 o 2014 difficilmente potrà sentirsi motivato all’acquisto di una nuova macchina, date le prestazioni ancora prossime a quelle dei modelli precedenti, che ha comunque un prezzo di 2299 euro.

Nemmeno l’aggiunta del Force Touch cambia tale valutazione, almeno fino a quando non si vedranno più app e funzioni in grado di sfruttare questa nuova tecnologia.

Ciò non toglie che il MacBook Pro 2015 sia comunque una splendida macchina, capace di prestazioni sorprendenti in qualsiasi ambito e capace di soddisfare i suoi utenti sia per il lavoro che per lo svago, merito anche di uno schermo Display Retina meraviglioso e di speaker potenti e definiti.