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Google Nexus Player: il primo con Android TV

La recensione di Nexus Player, nuovo set-top box con sistema operativo Android TV realizzato da Google e ASUS, dedicato all'intrattenimento domestico.

Prezzo

€ 99

Giudizi
  • Caratteristiche8,5
  • Design7,9
  • Prestazioni8,5
  • Qualità prezzo7,5
Pro

Streaming video e audio, esecuzione di applicazioni e giochi, supporto ai comandi vocali, tutte le funzionalità di Android TV, compatibilità con periferiche USB e Bluetooth

Contro

Prezzo non competitivo come quello di Chromecast, funzioni del telecomando limitate, manca il tasto di spegnimento

Di , 4 maggio 2015

Dopo aver di fatto monopolizzato il settore mobile, con il dominio di Android negli ambiti smartphone e tablet, Google punta con decisione alla conquista del salotto. Nell’ultimo biennio le iniziative messe in campo dal gruppo di Mountain View per dire la propria nel mercato dell’intrattenimento domestico sono molte: Play Store si è arricchito di contenuti multimediali di qualsiasi tipo, Play Music e YouTube Music Key rappresentano un’accoppiata d’eccellenza per quanto riguarda la musica in streaming e Chromecast è stato accolto nel migliore dei modi sia dal pubblico che dalla critica.

In questi giorni debutta in Italia un nuovo dispositivo da connettere al televisore: si chiama Nexus Player ed è il frutto dell’ennesima collaborazione tra bigG e ASUS, già al lavoro insieme in passato per i tablet da 7 pollici della linea Nexus. Lo abbiamo comprato, connesso alla TV e provato, per capire quali sono le sue reali potenzialità.

Nexus Player

Il Nexus Player si presenta come una sorta di disco dal design alquanto minimalista e discreto: un cilindro con diametro pari a 12 cm e altezza 20 mm, caratterizzato da una scocca grigio scura, con finitura opaca nella parte superiore e lucida sulla circonferenza. Ad accompagnarlo è un telecomando (alimentato con tre pile AAA) che esteticamente riprende lo stesso stile. I pulsanti presenti sono pochi: uno per l’attivazione del riconoscimento vocale (si vedrà più avanti come funziona), un cerchio che funge da pad direzionale con al centro il tasto di invio, uno per tornare indietro nella navigazione dell’interfaccia, uno per accedere immediatamente alla homescreen e infine quello per mettere in pausa e riprendere la riproduzione dei brani.

Le porte posizionate sotto al dispositivo sono tre: la prima è dedicata all’alimentazione, la seconda micro-USB permette di collegare periferiche o un disco esterno e quella HDMI si connette ovviamente al televisore per l’output audio-video. Presenti anche un tasto dedicato alla sincronizzazione con gli accessori Bluetooth e un piccolo LED bianco che indica lo stato di accensione. Del tutto assente il pulsante On/Off, dunque il dispositivo rimane sempre attivo, passando allo stato di standby dopo un periodo di inutilizzo.

Android TV

Il cuore pulsante del Nexus Player è rappresentato dal sistema operativo Android TV. È la piattaforma annunciata lo scorso anno da bigG, nata dall’esperienza acquisita con il progetto ormai abbandonato Google TV, che estende di fatto il raggio d’azione del robottino verde all’ambito domestico. Una tecnologia dedicata esclusivamente all’intrattenimento in salotto, che semplifica l’accesso a video in streaming, all’ascolto di brani musicali, all’esecuzione delle applicazioni e dei giochi.

Android TV non è un’esclusiva del Nexus Player, anche se al momento sul nostro mercato è l’unico device ad equipaggiarlo. Il S.O. sarà infatti integrato anche in una serie di smart TV, in modo nativo, senza dunque obbligare l’utente all’acquisto separato del set-top box. L’evoluzione della piattaforma va di pari passo con quella installata su smartphone e tablet: l’intento di Google è infatti quello di offrire un’esperienza multimediale “seamless”, senza soluzione di continuità, proponendo l’accesso immediato ai contenuti indipendentemente dalla tipologia di dispositivo utilizzata.

Come Chromecast, più di Chromecast

Impossibile non mettere a confronto Nexus Player e Chromecast, anche perché senza il successo ottenuto da quest’ultimo probabilmente il nuovo device non avrebbe mai visto la luce. Il piccolo dongle lanciato nel 2013 ha saputo conquistare il mercato grazie ad un rapporto qualità-prezzo quasi imbattibile, migliorando progressivamente nel tempo l’offerta di funzionalità e app compatibili.

Nexus Player è però differente e a dimostrarlo è innanzitutto il prezzo quasi tre volte maggiore, pari a 99 euro. Si tratta a tutti gli effetti di un computer in scala ridotta, che offre storage interno (seppur limitato), un’accoppiata processore-GPU abbastanza potente da gestire giochi complessi in tre dimensioni e l’interazione diretta con mouse, tastiere e controller. In altre parole, il device eredita tutto ciò che di buono ha fatto vedere Chromecast (correggendo gli errori del fallimentare Nexus Q), arricchendo il concept con le funzionalità che ora andremo a vedere.

Video, musica, app e giochi

Nemmeno un dispositivo top di gamma sarebbe utile o funzionale se non supportato da un adeguato comparto software e da una buona offerta di contenuti. Nexus Player può contare su tutto ciò che ospita Google Play: dai brani di Play Music (con pieno supporto all’abbonamento Unlimited) alle pellicole di Google Play Film, senza dimenticare i video di YouTube. È poi ovviamente integrato il supporto alla tecnologia Cast, che permette di trasmettere immediatamente sulla TV ciò che viene riprodotto su smartphone, tablet o computer.

L’elenco delle feature prosegue con la possibilità di installare versioni delle app ottimizzate per lo schermo del salotto, con interfaccia da navigare attraverso i pulsanti del telecomando. Come detto in apertura, nel controller è incluso un tasto dedicato ai comandi vocali: è sufficiente premerlo per attivare il microfono e pronunciare ciò che si desidera trovare, per veder comparire i risultati in pochi secondi sul televisore. Gli aggiornamenti periodici di bigG e un numero in costante crescita di applicazioni compatibili andranno nel tempo a rendere il dispositivo ancora più versatile e appetibile.

Specifiche tecniche

Dall’elenco delle specifiche tecniche integrate nel Nexus Player emerge la sua vera natura, più simile a quella di un dispositivo mobile piuttosto che ad un tradizionale set-top box. Ecco cosa offre il comparto hardware.

  • Processore: quad core Intel Atom da 1,8 GHz;
  • GPU: Imagination PowerVR Series 6;
  • RAM: 1 GB;
  • memoria interna: 8 GB (circa 5 GB a disposizione dell’utente);
  • moduli: WiFi 802.11ac 2×2 (MIMO), Bluetooth 4.1;
  • porte di connessione: alimentazione 18 W, uscita HDMI, micro-USB 2.0.

Conclusioni

Dopo qualche giorno di test approfonditi, la sensazione è che Google abbia fatto nuovamente centro con Nexus Player, ma con qualche riserva. Il gruppo di Mountain View ha resistito alla tentazione di proporre un “Chromecast 2.0”, prolungando il ciclo vitale del piccolo dongle HDMI e realizzando in collaborazione con ASUS un dispositivo differente, sia per fascia di prezzo che per funzionalità integrate. L’acquisto è consigliato a tutti coloro che vogliono portare nel proprio salotto uno hub multimediale potente e versatile, profondamente integrato con l’ecosistema di servizi e piattaforme già ben note a chi utilizza uno smartphone o un tablet Android.

Prima di procedere all’acquisto separato del gamepad per i giochi (in vendita su Google Store a 49 euro) è bene tenere in considerazione la compatibilità con pressoché qualsiasi periferica USB o Bluetooth: connettendo un controller supportato al dispositivo lo si può dunque trasformare in una console videoludica a tutti gli effetti. In definitiva, valutando le funzionalità legate al gaming, quelle per lo streaming multimediale e l’utilizzo delle app mobile, Nexus Player risulta un acquisto che non lascia insoddisfatti nemmeno i più esigenti in fatto di home entertainment.

Gli aspetti potenzialmente migliorabili comunque non mancano: per quanto riguarda il layout del telecomando, mancano i tasti per la regolazione del volume e il pad risulta poco pratico per l’utilizzo dei giochi, mentre l’assenza di un pulsante per lo spegnimento costringe a lasciare il device sempre accesso (o a staccare il cavo di alimentazione). Quest’ultima scelta è comunque giustificata dalla necessità di mantenere Nexus Player sempre pronto a visualizzare contenuti sul televisore tramite la tecnologia Cast e all’attivazione automatica dello standby.