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Huawei P9: un altro grande passo in avanti

Per il nuovo Huawei P9 il produttore cinese sceglie un partner di prestigio come Leica per rivolgere lo sguardo al futuro della fotografia mobile.

Voto WebNews
9,0
Prezzo

€ 599

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Design9,2
  • Prestazioni8,8
  • Qualità prezzo9
Pro

Fotocamera di qualità con in più la pulizia del vero bianco e nero e l’esperienza Leica, ottime macro, design molto elegante, specifiche e performance da vero top di gamma, prezzo competitivo

Contro

Autonomia migliorabile nonostante le ottime funzionalità di risparmio energetico

Di 15 aprile 2016

In principio era Nokia. O meglio, così molti pensano, dato il grande successo avuto con l’N95, dotato di fotocamera a colori da 5MP con ottica Carl Zeiss e in grado di registrare video a 30 fps. Era il 2007. A dir il vero, però, il primo telefono con fotocamera integrata nella scocca uscì (solo in Corea) nel 2000: il Samsung SCH-V200.

Da allora, la strada della fotografica mobile è stata percorsa da molti produttori: Motorola, Sony Ericsson, LG, Apple, HTC e, ovviamente, le stesse Nokia e Samsung si sono alternate in testa alla carovana dell’innovazione.

Oggi, nel 2016, è la volta di Huawei, secondo produttore di smartphone in Italia e in Cina, che decide di ingegnerizzare il suo nuovo smartphone P9 in partnership con Leica, noto brand che ha contribuito a fare la storia della fotografia.

Galleria di immagini: Huawei P9 e P9 Plus, le immagini

Fotocamera

Non è quindi un caso se il comparto multimediale è la punta di diamante di questo Huawei P9: co-ingegnerizzato con Leica, il sensore posteriore da 12 MP offre un doppio obiettivo con lenti asferiche SUMMARIT H 1:2.2/27 con doppio flash LED.

Peculiarità nella scelta di un doppio obiettivo, già di per sé originale, è che uno è RGB mentre l’altro è monocromo. Scopo della dotazione tecnica è quella di “catturare una maggiore quantità di luce, combinando al meglio la qualità del colore acquisito dal sensore RGB con i dettagli ottenuti dal sensore in bianco e nero. Il tutto per garantire il massimo risultato ad ogni scatto”, come si legge sul sito Huawei.

E così è: le foto in generale, e le macro in particolare, sono molto luminose e con colori molto accesi. Il livello di saturazione può o meno piacere, ma obiettivamente si tratta di foto molto belle e piene di dettagli. La mancanza di stabilizzazione ottica, però, si sente e zoomando alcuni dettagli si perdono o risultano mossi. In assenza di luce naturale o di notte, la sensibilità dell’ottica permette di catturare foto piuttosto luminose e nitide, e il rumore è scarso.

Altra cosa importante, il sensore monocromo permette al P9 di catturare il vero bianco e nero, per scatti dall’impatto visivo di ottimo livello.

Le impostazioni offerte dall’app Fotocamera permettono, inoltre, un completo controllo su ogni aspetto, come avverrebbe su una fotocamera semi professionale e, per di più, l’interfaccia ricorda il menu impiegato da Leica per le sue macchine: ISO, esposizione, bilanciamento del bianco, messa a fuoco, ecc. Le modalità di scatto, poi, sono davvero tante, al punto che in 7 giorni di prova non è stato possibile approfondirli tutti.

Sul comparto video non c’è nulla da eccepire né da evidenziare: risoluzione Full HD 1920×1080 a 30 frame al secondo, qualità nella media dei top di gamma. Peccato per l’audio che non cattura accuratamente le frequenze basse, ma per molti questo aspetto è solo un dettaglio.

Non passa inosservato nemmeno l’obiettivo anteriore da 8 MP con apertura focale f/2.4: scatta foto ottime anche in condizione di scarsa luminosità, generalmente molto luminose e ben definite. Inoltre anche questo sensore registra video in Full HD 1920×1080.

Design

Dopo aver analizzato la caratteristica di maggior spicco del Huawei P9, eccone un’altra che non è da meno perché, si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Spigoli tagliati a diamante e arrotondati a regola d’arte caratterizzano e impreziosiscono la struttura unibody in alluminio aerospaziale disponibile in ben sei colorazioni.

Ne deriva un P9 affascinante ed elegante, ma anche compatto e leggero (145×70,9×7 mm e 144 grammi), con un solido grip. Se il P8 era gradevole di aspetto, il P9 esprime raffinatezza e qualità.

Hardware

Ovviamente, design e fotocamera sarebbero nulla senza la giusta spinta. Per fortuna, la scheda tecnica del Huawei P9 è di altissimo livello: SoC HiSilicon Kirin 955 con CPU octa-core (Quad-Core 2.5GHz Cortex e Quad-Core 1.8GHz Cortex-A53) e GPU Mali-T880 MP4 coadiuvato da 3GB di RAM e 32GB di storage per la versione EVA-L09 destinata al mercato europeo, che è Single-SIM con un secondo slot dedicato all’espansione della memoria interna tramite scheda microSD fino a 128GB.

Il display è un pannello IPS-NEO LCD da 5.2 pollici di diagonale, con risoluzione Full HD e  423 ppi, ben definito e dai colori accesi, ma non particolarmente oleofobico è piuttosto riflettente.

Il reparto connettività è oltre gli standard attuali: la versione EVA-L09 disponibile nel mercato europeo ha Wi-Fi a/b/g/n/ac dual-band, DLNA, Wi-Fi Direct, Bluetooth 4.2 Low Energy, A-GPS con GLONASS e NFC. Il P9 è inoltre il primo smartphone al mondo a integrare ben 3 antenne virtuali e questo si traduce in una ricezione ottima è in un’ottima qualità in chiamata, anche in condizioni di scarso segnale. La rete cellulare si collega con le reti LTE di categoria 6, consentendo fino a 300Mbps in download e fino a 50Mbps in upload.

Dispone di un collegamento USB-C per la ricarica e di un sensore per il riconoscimento delle impronte nella scocca posteriore, che sblocca il telefono in meno di un secondo.

Infine, lo speaker: posizionato nell’angolo destro sul lato corto inferiore, riesce a garantisce un alto volume in riproduzione musicale e video, ma accentua troppo i toni alti in sfavore dei bassi e dei medi.

Durante una chiamata, invece, il volume risulta stranamente basso anche quando si ascolta in vivavoce un messaggio vocale su Whatsapp o Telegram.

EMUI 4.1 su Marshmallow

Come sempre, l’interfaccia proprietaria di Huawei, la EMUI ormai giunta alla versione 4.1 è fluida, veloce e scattante in ogni situazione, andando perfettamente a braccetto con Android 6.0 Marshmallow.

Non mancano però alcune magagne che, se risolte, potrebbero migliorare l’esperienza d’uso complessiva. Primo su tutti, la miriade di app preinstallate: sono circa 50, di cui 10 sono di Google, una ventina di Huawei atte a svolgere le stesse funzioni delle app di Google, e alcune di sviluppatori terzi come Facebook, Twitter, News Republic, nonché alcuni giochi. In molti casi ci si ritrova a non usarne la maggior parte.

Di contro, un’app come Gestione Telefono, che integra al suo interno una serie di interessanti funzionalità per la gestione della batteria, l’ottimizzazione dei processi, e la pulizia della memoria, risulta spesso utile.

Autonomia

Huawei P9 dispone di una batteria non removibile con una capacità di 3000 mAh. Purtroppo, l’autonomia non incontra pienamente le aspettative: con una tipica giornata di utilizzo medio-intenso composto da 40 minuti di navigazione con Google Maps, 20-25 minuti di chiamate, un centinaio di messaggi tra Whatsapp, Facebook Messenger e Slack, e 40 minuti fra Facebook e Twitter, il dispositivo è arrivato alle 16:00 con una carica residua del 15%.

Attivando la modalità di risparmio energetico Ultra tramite l’app Gestione Telefono è comunque stato possibile arrivare fino alle 18:00 senza troppi problemi.

Tuttavia, sfruttando qualche accorgimento (ad esempio, impostando la modalità intelligente di gestione della batteria dall’app Gestione Telefono, e monitorando anche solo un paio di volte al giorno la sezione “Ottimizza” della stessa app), è possibile arrivare a sera inoltrata.

È inoltre possibile attivare una funzionalità sicuramente originale: lo scale-down della risoluzione dello schermo fino a 1280×720, per diminuire l’apporto energetico della GPU. È una soluzione molto intelligente.

Giudizio

Huawei P9 è uno smartphone dal design elegante e raffinato, aspetto che molti sempre più prendono in considerazione in fase d’acquisto, e che quindi lo pone in una posizione di vantaggio rispetto a moltissimi altri terminali.

Il doppio sensore fotografico posteriore è una bella trovata, impreziosita dalla collaborazione con Leica, e permette di scattare macro perfette, però la qualità negli zoom e nei video non sempre è al top per la mancanza di stabilizzazione ottica.

Il sistema operativo è fluido è scattante e non presenta lag, tuttavia la personalizzazione comincia a necessitare uno snellimento, pena anche un incremento dello spazio occupato sulla ROM.

Nel complesso, però, il prezzo di €599 gli dà una marcia in più rispetto ai top di gamma concorrenti, che offrendo performance e caratteristiche comparabili, chiedono mediamente un esborso superiore di €100.

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