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Microsoft Surface Pro 3: un grosso passo avanti

Il Surface Pro 3 è uno dei migliori ibridi presenti sul mercato e ha uno schermo da 12 pollici con processori Intel i3/5/7.

Prezzo

€ 819

Giudizi
  • Caratteristiche8,5
  • Dimensioni8,2
  • Prestazioni8,2
  • Qualità prezzo7,8
Pro

Prestazioni elevate per un ibrido, autonomia, una porta USB 3.0 full-size, dotazione hardware, nuova penna

Contro

Prezzo, surriscaldamento nel funzionamento a pieno carico, tastiera solo opzionale

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Di , 8 ottobre 2014

Evoluzione

Chi è stanco del portatile e cerca un’alternativa con prestazioni analoghe, ma caratterizzata da una maggiore flessibilità, ormai non può non prendere in considerazione il nuovo Surface Pro 3 di Microsoft. Si tratta di una importante evoluzione del precedente Surface Pro 2 (ora disponibile a un prezzo scontato), mostrando di aver recepito alcune delle critiche mosse ai passati modelli, a cominciare dagli aspetti funzionali. Le principali novità sono facilmente riassumibili in uno schermo da 12 pollici, una piattaforma Intel e il nuovo sistema operativo Windows 8.1 Pro.

Sostanzialmente, il Surface Pro 3 non è un soltanto un tablet o un tablet-PC, pur avendone alcune fattezze, ma nemmeno un portatile tradizionale. È, per certi versi, più prossimo a un ibrido top di gamma, una tipologia di macchina con la quale condivide alcuni vantaggi e anche alcuni svantaggi.

È disponibile da qualche settimana sul Microsoft Store ed è configurabile in fase di acquisto, a partire dal processore (Intel i3, i5 o i7), la RAM (4 o 8 GB) e lo storage a disposizione (64/128/256 o 512 GB). La scelta non è del tutto libera, in realtà, perché i componenti sono combinati appositamente per dar vita a cinque configurazioni differenti con prezzo finale crescente a partire da € 819. La versione qui in prova è quella più economica, insieme alla tastiera Surface Pro Type Cover opzionale (€ 135), fortemente consigliata.

La struttura

Per descrivere il Surface Pro 3 senza l’ausilio di immagini, basta immaginare un tipico tablet-PC da 12 pollici con Windows 8.1, con tastiera dock e schermo regolabile. Ma in realtà cela una configurazione molto più flessibile di quanto sembri e in grado di adattarsi facilmente ai diversi ambienti di utilizzo, dalla scrivania all’aereo, grazie a soluzioni ingegnose come il rinnovato sistema di regolazione dell’inclinazione dello schermo tramite un kickstand più flessibile e all’ottimo pennino attivo.

Il Pro 3 è comunque di dimensioni generose (292,1×201,4 mm) dovendo ospitare nella sua struttura uno schermo da 12 pollici, tuttavia non risulta troppo ingombrante. Anche gli 800 grammi non appaiono eccessivi (anzi, c’è stata una riduzione di 100 grammi rispetto al precedente Surface 2) e, in ogni caso, sono perfettamente allineati con quanto offrono gli altri trasformabili presenti sul mercato. Non è invece il top come spessore (9,1 mm), colpa dello spazio per l’aerazione, ma ciò è avvertibile solo nell’uso con due mani come tablet.

Galleria di immagini: Microsoft Surface Pro 3, le foto

Tale spessore gli ha però consentito di alloggiare anche una porta USB 3.0 full-size sul lato destro, evitando quindi di ricorrere a scomodi adattatori microUSB facili da smarrire e sempre poco pratici. Peccato sia l’unica perché una seconda porta USB avrebbe sicuramente fatto comodo. È presente anche una Mini Display Port, che permette di collegare il Surface Pro 3 a un televisore HDTV, un monitor o un proiettore. Il connettore per la ricarica si trova su un lato e, particolarità singolare ma molto pratica, può essere utilizzato in entrambi i versi, rivelandosi comodo a seconda dell’uso affinché il cavo non dia mai fastidio. Non è purtroppo possibile la ricarica tramite porta USB né quella ricarica wireless. Magari in una prossima versione sarà lecito aspettarselo.

I materiali sono di buona qualità. La scocca, in particolare, è un pezzo stampato in magnesio che dona una buona sensazione al tatto. Le linee sono piacevoli e mantengono la personalità delle versioni precedenti. Sono abbastanza evidenti ai lati le feritoie già citate per il raffreddamento: a livello estetico non convincono, ma non essendo un dispositivo fanless, l’aria dissipata dalla piccola ventola interna deve pur uscire da qualche parte. La ventola è comunque una presenza discreta: non è mai troppo rumorosa e, nell’utilizzo leggero, rimane spesso spenta. La dissipazione fanless, magari con l’adozione degli Intel Core M, resta un auspicio per il futuro.

I due altoparlanti, i due microfoni (con soppressione del rumore) e le due fotocamere da 5 megapixel (una anteriore e una posteriore) denotano una particolare attenzione alla parte multimediale.

Kickstand, tastiera e pennino

Il kickstand è sicuramente la parte più apprezzabile del Surface Pro 3. Chi ha utilizzato in passato soluzioni ibride sa quanto la distribuzione dei pesi tra tablet (pesante) e tastiera (leggera) sia critica. Oltre una certa angolazione di apertura, infatti, la coppia tende a ribaltarsi sotto il peso del tablet. Visto che la forza di gravità non è certo un parametro sul quale poter intervenire, il Surface Pro 3 propone sul retro un’aletta regolabile attraverso la quale è possibile variare l’angolo di apertura con grande libertà e senza alcun ribaltamento. Ciò consente di scrivere comodamente senza fastidiosi movimenti del dispositivo.

La tastiera con touchpad è molto simile a quella del Surface 2. È opzionale ma altamente consigliabile per poter usare il Pro 3 come laptop e inoltre, nella configurazione chiusa, fornisce una certa protezione allo schermo. È in plastica, celeste nel modello in prova, ma come la precedente mostra una innata tendenza a sporcarsi a prescindere dalle accortezze che si cerchi di adottare. La superficie non flette troppo e il feedback dei tasti è accettabile, anche se sembra un po’ troppo rumorosa. Possiede anche un collegamento magnetico rivisitato che ora le consente di assumere una leggera inclinazione migliorando l’egonomia. Nel complesso, si è rivelata davvero pratica e ben utilizzabile.

Anche il pennino (lungo 137 mm) è stato oggetto di una interessante evoluzione. È alimentato da una pila AAAA e permette di interagire al meglio con Windows 8.1 attraverso una connessione Bluetooth 4.0, che si interrompe solo quando si allontana troppo la punta dallo schermo.

Il pulsante viola sulla sommità tradisce sin dall’inizio la sua integrazione con OneNote. Anche con il Surface Pro 3 bloccato, infatti, basta premere il pulsante superiore per iniziare a scrivere e ritrovare la nota già in OneNote al successivo sblocco del sistema. Un sistema ingegnoso e molto pratico, che accelera di molto la scrittura di appunti presi al volo. Lo stilo possiede poi altri due pulsanti, uno che simula il tasto destro e l’altro per cancellare.

Scrivere appunti con lo stilo restituisce una sensazione molto simile alla classica penna su carta ed è molto piacevole. Sarà sicuramente apprezzato da chi, durante lezioni o riunioni, ha la necessità di prendere molti appunti. La sensibilità a 256 livelli di pressioni, inoltre, permette di enfatizzare meglio l’inserimento di alcuni contenuti o disegni.

Prestazioni

Uno dei principali vantaggi offerti dal Surface Pro 3 è sicuramente la possibilità di avere a disposizione un hardware da portatile, o almeno gran parte, in una struttura decisamente più flessibile. Il cuore di tutto il sistema è sicuramente la CPU Intel. Nel modello in prova c’è un Intel i3 di quarta generazione della famiglia Haswell (4020Y a 1,5 GHz con 3 MB di cache) caratterizzata da un TDP di 11,5 Watt, con 4 GB di RAM.

Lo storage è assicurato da un’unità SSD che, però, non è apparsa velocissima. Possiede 64 GB, dei quali solo poco più di 35 sono effettivamente a disposizione dell’utente. Non sono obiettivamente molti per chi intende affidare al Surface Pro 3 il ruolo di PC principale. Lo slot per schede MicroSD (fino a 128 MB) può in parte compensare, ma ha un costo, quindi è consigliabile valutare direttamente l’acquisto del modello superiore (Intel i5-4300U e 128 GB di storage a € 1.019).

La sezione grafica è gestita da una GPU Intel HD4200 (ma nei modelli con i5-4300U/i7-4650U è presenta una Intel HD4400). Le prestazioni sono sufficienti per l’uso normale e tutto sommato accettabili anche nell’utilizzo di videogiochi dalle basse esigenze.

Durante le prove, le prestazioni del Superface Pro 3 sono state davvero buone. Il sistema è apparso abbastanza equilibrato da affrontare con disinvoltura vari impieghi, dal lavoro allo svago. L’autonomia, in particolare, è stata complessivamente buona: nell’arco dei test è stato possibile superare mediamente le 7 ore e, con un utilizzo accorto, si superano facilmente le 8 ore. La batteria integrata da 5,5 Ah è dunque apparsa adeguata alle caratteristiche del dispositivo dimostrando l’efficacia della gestione energetica del dispositivo, che, dopo qualche minuto di inattività, entra nella modalità denominata InstantGo nella quale continua ad aggiornare alcuni dati (per esempio, la posta) ed esegue alcune operazioni di manutenzione, se collegato alla rete elettrica. Dopo qualche ora di inattività, invece, passa nello stato di ibernazione vero e proprio. Il ripristino dalla modalità InstantGo è, ovviamente, più rapido ma si tratta in ogni caso di tempi assolutamente accettabili.

In quanto a calore, nell’utilizzo normale il dispositivo non si scalda mai troppo, a meno che non lo si spinga al massimo delle prestazioni e allora è possibile avvertire un certo riscaldamento della parte posteriore, specie al centro. È verosimile pensare che nei modelli superiori con CPU i5 e i7 (caratterizzati da un TDP di 15 Watt) il fenomeno diventi più avvertibile e, forse, fastidioso.

Lo schermo da 12 pollici di tipo Gorilla Glass 3 è invece molto gradevole. È molto luminoso e offre una buona visibilità in tutte le condizioni. Ha una risoluzione di 2.160×1.440 punti con un insolito rapporto 3:2. È ovviamente sensibile al tocco e, anzi, è di tipo multitouch (fino a 10 punti).

La presenza di Bluetooth 4.0 premette di estendere le possibilità del dispositivo, potendo collegare tutta una serie di dispositivi wireless (mouse, tastiere full-size, ecc.). La connettività è assicurata dal Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac anche se si avverte un po’ la mancanza di una versione 3G, ma forse è davvero chiedere troppo.

Verdetto

L’abbandono della piattaforma Tegra 4 e di Windows RT in favore dei processori Intel e Windows 8.1 ha portato a dei vantaggi innegabili in termini di utilizzabilità rispetto al Surface Pro 2. Windows 8.1 ha mostrato in dispositivi di questo tipo di trovarsi ampiamente a proprio agio, mettendo a disposizione dell’utente tutte quelle potenzialità già offerte in ambiente desktop.

Il Surface Pro 3 è in grado di sostituire il classico portatile in molte occasioni, con una buona flessibilità e buone prestazioni complessive, anche se il prezzo è da top di gamma. Non a caso Microsoft individua nel MacBook Air il principale avversario che, tuttavia, mantiene un’autonomia ancora leggermente superiore. La sfida è certamente ambiziosa, ma è innegabile che il Surface Pro 3 abbia diverse frecce al suo arco, per esempio l’utilizzo come tablet evoluto. Peccato che la tastiera Surface Pro Type Cover non faccia parte della dotazione di serie, aspettativa legittima per un dispositivo che, nella versione base, costa più di € 800.

È interessante la docking station opzionale che, al modico prezzo di € 205, permette di aggiungere 5 porte USB (tre USB 3.0 e due USB 2.0) e la porta Ethernet.

In conclusione, il Surface Pro 3 è un ibrido molto interessante, che può offrire il meglio di sé quando si chiedono buone prestazioni e una flessibilità di utilizzo molto elevata mentre, per un impiego più tradizionale, forse un portatile classico è ancora preferibile.