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Panasonic Lumix G6: una reflex in miniatura

Panasonic Lumix G6 è un'eccellente fotocamera mirrorless, con sensore da 16 megapixel, raffica da 7 fps, video Full HD e una grande dotazione tecnologica.

Prezzo

€ 700

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Dotazione9
  • Prestazioni8,5
  • Qualità prezzo9
Pro

Impressionante dotazione tecnologica, raffica da 7 fps, ottima qualità video, ben costruita

Contro

Qualità d'immagine buona ma non stellare, ergonomia di alcuni controlli migliorabile

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Di , 17 luglio 2013

Una piccola grande reflex

Poche settimane fa abbiamo recensito la Panasonic Lumix GF6, ultra compatta a obiettivi intercambiabili dedicata al pubblico consumer. Adesso è il turno della sorella maggiore, la Panasonic Lumix G6 è, infatti, pensata appositamente per i fotoamatori in cerca di uno strumento dalle dimensioni molto compatte, ma in grado di sostituire in tutto e per tutto una reflex tradizionale, a partire dal design e dall’ergonomia (che offrono, ad esempio, un’impugnatura frontale pronunciata, per la massima comodità di utilizzo), fino all’inclusione di un mirino integrato elettronico (OLED da 1,44 milioni di punti).

Anche il resto della tecnologica della G6 riflette le sue ambizioni: abbiamo un sensore da 16 megapixel effettivi (in formato 4:3), un’eccellente raffica massima da 7 fps (5 fps con AF continuo), uno schermo LCD orientabile e touch capacitivo da 3″ e 1.036.000 punti, la capacità di registrare filmati Full HD 50p con audio stereo, l’inclusione di tecnologie come Wi-Fi e NFC e, infine, la presenza di una livella elettronica su due assi.

Galleria di immagini: Panasonic Lumix G6, le immagini

Comodità d’uso

A livello di qualità costruttiva, la Panasonic Lumix G6 è estremamente ben realizzata, robusta a sufficienza e piacevole da impugnare, grazie all’impiego di materiali di qualità e all’ergonomia ben studiata. Nonostante le dimensioni davvero ridotte, il grip offerto dall’impugnatura e dalla texture gommata è eccellente e l’abbondanza di controlli fisici presenti sul corpo macchina è davvero notevole (abbiamo addirittura 5 tasti fn programmabili).

Panasonic Lumix G6

Il design è, però, perfezionabile. Innanzitutto, al posto della consueta ghiera frontale, è presente un selettore di zoom (per gli obiettivi power-zoom compatibili), che, di base, è assegnato alla compensazione dell’esposizione. Ebbene, urtarlo accidentalmente è fin troppo facile e, di conseguenza, non è raro scattare, inconsapevolmente, con la macchina impostata a -1/3 di stop e simili.

Ci sono, poi, da menzionare una ghiera delle modalità troppo dura da azionare e il fatto che molti dei tasti (incluso quello di scatto) siano talmente collimanti con il corpo macchina da non offrire praticamente alcuna sensazione tattile: trovarli alla cieca, mentre l’occhio è impegnato nel mirino, non è facile. Per i nostri gusti, anche la ghiera posteriore è leggermente troppo spostata in basso e sulla spalla destra della fotocamera, dunque non risulta comodissima da raggiungere, ma questo è un fattore che può cambiare da mano a mano. Ad ogni modo, al di là di questi piccoli difetti, la Panasonic Lumix G6 resta globalmente ben concepita e piacevole da utilizzare.

Prestazioni

Per quanto riguarda le prestazioni, invece, la G6 soddisfa pienamente. Sia lo schermo (orientabile e multitouch) sia il mirino sono di ottima qualità e consentono di comporre i propri scatti in modo adeguato, offrendo un aggiornamento fluido dell’immagine e valori di colore e contrasto generalmente buoni, salvo che nelle scene più dure.

La velocità di accensione è ottima (in meno di mezzo secondo la fotocamera è pronta a scattare) e la reattività del tasto di scatto anche, mentre l’AF risulta rapido e preciso nella maggior parte delle condizioni, offrendo, peraltro, le immancabili funzionalità avanzate come il riconoscimento facciale, il tracking del movimento, la messa a fuoco tramite schermo touch, ecc.

Come prevedibile, l’AF tende a rallentare in condizioni di scarsa luce, ma soprattutto soffre particolarmente in assenza di dettaglio verticale: in quest’ultima condizione, non sarà raro vederlo focheggiare per un istante e poi gettare completamente la spugna. Un problema comune a molte fotocamere, che sta all’esperienza del fotografo risolvere, trovando nella scena una zona con contrasto verticale per aiutare il compito dell’AF.

È agli amanti del focus manuale, però, che Panasonic ha riservato un’interessante novità: l’inclusione della tecnologia denominata focus peaking nella Panasonic Lumix G6, che evidenzia le zone di maggior contrasto (picco) dell’immagine attraverso un contorno azzurrino, consentendo di avere un’idea visivamente molto chiara di cosa sia a fuoco e cosa no. Il tutto funziona a meraviglia, soprattutto se si sceglie di impiegare l’AF per la messa a fuoco più rapida e poi di rifinire l’operazione manualmente, tramite la comoda ghiera posta sull’obiettivo: in questo modo, è possibile avere sempre il massimo del controllo sulla propria messa a fuoco, cosa davvero preziosa in innumerevoli situazioni.

Panasonic Lumix G6

Impressionante è anche la capacità di raffica, che offre fino a 7 scatti al secondo con AF singolo, 5 fps con AF continuo e, infine, una modalità da circa 20 fps con otturatore elettronico e risoluzione ridotta, il tutto per circa 40 Jpeg consecutive prima che il buffer si riempia e rallenti le operazioni. Con prestazioni simili, la Panasonic Lumix G6 di certo non deluderà per la fotografia sportiva o per congelare il movimento, cogliendo magari l’espressione migliore del soggetto.

È molto gradita, infine, l’inclusione delle modalità HDR e Panorama, che funzionano egregiamente e aiutano a catturare immagini inconsuete e di grande impatto in tutta semplicità.

Qualità di immagini e video

Il sensore da 16 megapixel effettivi della Panasonic Lumix G6 (già impiegato anche nell’ex top di gamma GH2) cattura immagini dalla buona resa, sia in termini di definizione che di colori e contrasti. Il bilanciamento del bianco è, in genere, ben calibrato e non mancano la consueta infinità di pre-set d’immagine, modalità creative, scene, ecc., per consentire di elaborare Jpeg dall’aspetto preferito.

Panasonic Lumix G6

Le limitazioni del formato micro 4:3, però, si fanno vedere: il sensore è, infatti, notevolmente più piccolo rispetto a quelli che adottano il tradizionale formato APS-C, e le conseguenze più immediate sono una minore estensione della gamma dinamica (che risulta, difatti, leggermente compressa in alcune situazioni) e una capacità di raccolta di luce inferiore.

Le immagini catturate dalla Panasonic Lumix G6 sono buone e ricche di dettaglio fino alla soglia di circa 800 ISO, ma già risultano notevolmente più impastate quando si raggiungono i 1.600, mentre il valore di 3.200 è consigliabile solo per i casi di assoluta necessità.

Il paragone con le immagini catturate dalle reflex (e dalle mirrorless APS-C) entry-level non è del tutto sfavorevole alla G6, ma va detto che con i suoi circa 700 euro di cartellino, questa Panasonic si colloca su una fascia di prezzo ben superiore, andando a concorrere con strumenti che offrono una resa oggettivamente migliore.

Ottima è, invece, la situazione sul fronte video, come da tradizione per Panasonic. Non solo è possibile catturare filmati in formato 1080p a 50fps, ma questa fotocamera consente di sfruttare anche controlli interamente manuali, andando, ad esempio, a modificare l’apertura durante la fase di ripresa per alterare la profondità di campo.

Panasonic Lumix G6

Il corpo macchina integra un microfono stereo, ma è comunque presente anche un jack da 3,5 per collegare microfoni esterni per chi è alla ricerca della massima resa e versatilità audio.

La qualità dei video catturati è veramente molto buona, tra le migliori attualmente osservabili in una fotocamera, e, grazie al buon lavoro dello stabilizzatore, al mirino elettronico e alle operazioni di messa a fuoco relativamente rapide e precise, è possibile utilizzare la Panasonic Lumix G6 per catturare filmati davvero soddisfacenti, cosa che non sempre può dirsi di una fotocamera.

Verdetto

Nel complesso, la Panasonic Lumix G6 è un’eccellente fotocamera mirrorless, perfettamente in grado di rimpiazzare una reflex tradizionale nella maggior parte delle situazioni di scatto e per la stragrande maggioranza dei fotoamatori.

La qualità d’immagine pura non raggiunge quella dei migliori sensori APS-C, ma la G6 compensa con una straordinaria dotazione tecnologica, una raffica velocissima, una modalità video inarrivabile per molti strumenti concorrenti, la preziosa aggiunta del focus peaking e, infine, con le sue dimensioni ultra-compatte.

Reperibile a circa 700 euro in kit con l’obiettivo 14-42mm f/3.5-5.6, questa fotocamera è altamente consigliata a chiunque desideri uno strumento versatile, tecnologico e moderno, con caratteristiche da reflex in un corpo nettamente più snello. Solo agli amanti della visualizzazione di pixel al 100% e delle stampe a dimensione estrema consigliamo di orientarsi sull’acquisto di strumenti dal sensore più performante.

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