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Panasonic Lumix GX7: supercompatta, superdotata

Panasonic Lumix GX7 è una mirrorless avanzata da 16 megapixel, schermo e mirino elettronico orientabili, video Full HD e controlli manuali completi.

Prezzo

€ 1.099

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Dotazione8,5
  • Prestazioni8,5
  • Qualità prezzo8
Pro

Dotazione tecnica completa, buona qualità fotografica, eccellente qualità video, AF rapido e preciso, stabilizzatore integrato, schermo e mirino orientabili

Contro

Assenza del jack per microfoni esterni, alcune incongruenze di menu e controlli, tono Jpeg privo di carattere

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Di , 31 ottobre 2013

Sfida competitiva

All’alba dell’era micro quattro terzi, Panasonic scosse il mercato con la sua GF1, fotocamera che immediatamente suscitò un grande interesse tra le schiere di fotografi esperti e appassionati, grazie alle sue dimensioni compatte e alle sue qualità avanzate.

In seguito, il produttore giapponese ha perso un po’ di smalto in questo segmento, proponendo modelli più consumer e lasciando la fascia degli amatori avanzati ad altri marchi (Olympus, Sony e Fujifilm), che ne hanno fatto terra di conquista.

Adesso, con la sua nuova Lumix GX7, Panasonic ha in mente di andare a recuperare proprio quel pubblico di fotoamatori che nel tempo le era sfuggito, lanciando sul mercato una macchina completa, altamente competitiva e di qualità premium sotto tutti gli aspetti.

Galleria di immagini: Panasonic Lumix GX7, le foto

Scheda tecnica e costruzione

La dotazione tecnica della Panasonic Lumix GX7 è sicuramente ambiziosa. Questa fotocamera equipaggia un nuovo sensore CMOS da 16 megapixel (ovviamente in formato 4:3) con stabilizzatore di immagine integrato: la prima volta per Panasonic, che fino a oggi ha offerto la stabilizzazione solo attraverso il suo nutrito parco di obiettivi.

La raffica è da 5 fps con buffer di 40 scatti in qualità Jpeg (4 fps, se si impiega l’autofocus continuo) e l’otturatore è capace di un tempo di scatto minimo di 1/8.000 di secondo, con sincronia flash fino a 1/320: prestazioni da reflex di qualità.

Panasonic Lumix GX7

C’è poi uno schermo touch orientabile da 1.040k punti e, caratteristica unica della GX7, un mirino elettronico anch’esso orientabile e molto nitido: 1.024×768 pixel. La dotazione tecnologica è completata da un’antenna Wi-Fi integrata, da una livella elettronica su due assi e dalla funzionalità di focus peaking.

Sul fronte video, la Panasonic Lumix GX7 è in grado di catturare filmati fino alla risoluzione 1080p con un massimo di 50 fotogrammi al secondo, ma non include un ingresso audio per collegare microfoni esterni (forse per non cannibalizzare le vendite di modelli come la G6 e la GH3).

A livello di costruzione fisica e layout dei comandi, la Panasonic Lumix GX7 è altrettanto competitiva. Sebbene il corpo macchina sia piuttosto piccolo e compatto, c’è un’impressionante dotazione di tasti fisici, inclusi ben 4 pulsanti programmabili (che diventano addirittura 9, se si considerano anche quelli accessibili tramite touch screen), grazie ai quali è possibile configurare la fotocamera per rendere immediato l’accesso a tutte le funzioni più utilizzate. È presente anche un flash integrato, piccolo ma utile per rischiarare i soggetti in numerose situazioni di scatto.

Il carattere serio di questa fotocamera è sottolineato anche dalla presenza di due ghiere di selezione, una frontale e una posteriore, che semplificano i controlli di tempi e apertura in modalità manuale. A riguardo, dobbiamo rilevare un comportamento insolito: quando si scatta in A (priorità dei diaframmi) o in S (priorità dei tempi), entrambe le ghiere controllano il medesimo valore, sovrapponendo di fatto la loro funzione. Sarebbe stato più logico impiegare la ghiera secondaria per agire sulla compensazione dell’esposizione, funzione che invece sulla GX7 si attiva sempre e soltanto premendo la ghiera posteriore (cliccabile) e poi ruotandola.

Panasonic Lumix GX7

Anche a livello di ergonomia, la Panasonic Lumix GX7 si rivela ben costruita, grazie all’impiego di materiali di qualità e a un generoso grip frontale, che consente un’impugnatura solida e comoda. Il particolare design del mirino elettronico, che sporge di circa 1 cm dal corpo macchina, rende questa fotocamera meno tascabile di alcune sue colleghe, ma nel complesso siamo in presenza di una delle mirrorless più impressionanti in assoluto per quanto riguarda il rapporto tra dimensioni e capacità tecniche.

Performance e usabilità

Il tempo in cui le fotocamere mirrorless sollevavano preoccupazioni per quanto riguarda la velocità dell’autofocus è ormai definitivamente concluso. La Panasonic Lumix GX7 offre un AF assolutamente rapido e preciso, che rivaleggia con quello delle reflex tradizionali nella maggior parte delle situazioni. Con l’obiettivo offerto in kit (il 14-42mm f/3.5-5.6), l’acquisizione dei soggetti è veramente istantanea e totalmente silenziosa. Con un altro obiettivo molto popolare, il 20mm f/1.7 sempre di Panasonic, l’operazione è leggermente meno rapida, ma resta comunque su livelli molto buoni, anche in situazioni di luce relativamente bassa.

La raffica di questa fotocamera, come già detto, è di 4-5 fotogrammi al secondo, valore senz’altro competitivo e in grado di dare buone soddisfazioni a chi desidera congelare l’azione o cogliere espressioni naturali nei soggetti. È presente anche una modalità di scatto super-veloce, che impiega l’otturatore elettronico e cattura qualcosa come 40 fotogrammi al secondo: un risultato davvero straordinario che, di certo, si presterà a impieghi per i quali la raffica tradizionale si rivela insufficiente. In fase di raffica, l’AF continuo a contrasto ancora non si rivela performante come quello delle migliori reflex sportive, ma va detto che parliamo di strumenti di ben altro costo e ingombro.

Per quanto riguarda la rapidità di tutte le altre operazioni, la Panasonic Lumix GX7 non si fa attendere davvero in nessuna occasione. I tempi di accensione e di accesso alla card SD sono ottimi, il tasto di scatto risponde in maniera istantanea e anche il visionamento delle immagini scattate è rapido, beneficiando oltretutto del pannello touch, che consente di scorrere o ingrandire le immagini come faremmo su un tablet o uno smartphone.

Anche la dotazione di funzionalità avanzate e automatiche è impressionante: a partire dalla modalità HDR fino a quella di esposizione multipla e intervallometro, fino a giungere alla possibilità di intervenire in maniera molto rapida ed efficace sul contrasto di ombre e luci attraverso un gestore dinamico delle curve integrato, questa nuova mirrorless offre un pacchetto decisamente completo.

A tale riguardo, va detto però che, nonostante gli apprezzabili tentativi di Panasonic di organizzare tutte le funzioni nel modo più chiaro e rapido possibile, i menu della GX7 risultano talmente ricchi (e la sua dotazione di tasti talmente estesa) da rendere questa fotocamera davvero poco immediata per un pubblico che non sia più che esperto nell’impiego di uno strumento avanzato. Se l’accusa mossa a Panasonic era quella di aver trascurato il pubblico dei fotoamatori più esigenti, la Lumix GX7 è senz’altro una risposta perfetta.

Qualità dell’immagine

Il nuovo sensore integrato dalla Panasonic Lumix GX7 è senz’altro un passo in avanti per quanto riguarda il formato micro 4:3. Le immagini catturate da questa fotocamera sono ricche di dettaglio ai valori ISO base e mantengono un’ottima qualità (anche in termini cromatici e di gamma dinamica) fino a circa 800 ISO. Differentemente da quanto avveniva in altri modelli precedenti, anche valori come 1.600 e addirittura 3.200 risultano utilizzabili: il rumore digitale è senz’altro presente, specialmente se si visualizzano gli scatti al 100% di risoluzione, ma le immagini risultano comunque piacevoli e perfettamente impiegabili in contesti come la condivisione online o le stampe di piccole dimensioni.

La qualità dei migliori sensori APS-C resta ancora fuori portata, a parità di risoluzione, per quelli micro 4:3, nettamente più piccoli e dunque più densi di pixel, ma nel complesso la differenza potrà rivelarsi davvero significativa soltanto per i fotografi più esigenti e intenzionati a stampare i propri scatti a dimensioni estreme o a effettuare crop in post-produzione. Per la stragrande maggioranza degli impieghi normali, ci sentiamo di dire che la qualità raggiunta dai sensori 4:3 è ormai assolutamente adeguata.

Discorso a parte va fatto, però, per l’engine Jpeg di Panasonic, che forse non tutti troveranno di proprio gusto. Come avviene su altri modelli Lumix, le immagini elaborate in-camera tendono infatti ad avere un tono a volte piatto e freddo, meno di impatto di quanto osservabile su modelli di altri produttori. Per ovviare al problema, è ovviamente possibile scattare in RAW e sviluppare in seguito a mano i propri negativi digitali.

Sul fronte video, Panasonic continua a mostrarsi leader: i filmati catturati dalla GX7 sono eccellenti come dettaglio, naturalezza dei contrasti e dinamicità. L’assenza di un input per microfoni esterni si fa sentire, ma per un impiego amatoriale l’audio registrato dal microfono stereo integrato si rivela comunque più che buono.

Verdetto

La Panasonic Lumix GX7 è indubbiamente una delle fotocamere compatte più complete e ambiziose attualmente sul mercato. Ad un prezzo di € 1.099 in kit con lo zoom 14-42mm, appartiene senz’altro alla fascia alta del mercato, entrando dunque in competizione anche con reflex avanzate, nei confronti delle quali però non sfigura sotto quasi nessun punto di vista.

Profondità dei controlli, qualità dell’immagine, velocità dell’autofocus, raffica e modalità video sono senz’altro tra i pregi principali della GX7, che oltretutto può contare sull’ormai nutrito parco di obiettivi micro 4:3, realizzati sia da Panasonic sia dagli altri produttori compatibili (Olympus e non solo).

L’assenza di un ingresso per microfoni esterni e la necessità di scattare in RAW per ottenere la miglior qualità d’immagine che questa fotocamera è in grado di esprimere corrispondono, invece, ai pochi difetti di uno strumento senz’altro al vertice della categoria mirrorless.

L’assenza di un ingresso per microfoni esterni e la necessità di scattare in RAW per ottenere la miglior qualità d’immagine che questa fotocamera è in grado di esprimere corrispondono, invece, ai pochi difetti di uno strumento senz’altro al vertice della categoria mirrorless.

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