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Sony A6300: regina dell'autofocus

Sensore da 24 MP, raffica da 11 fps, autofocus avanzato e mirino ad alte prestazioni: Sony α6300 è la mirrorless sportiva perfetta?

Voto WebNews
8,6
Prezzo

€ 1.250

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Design8
  • Prestazioni9
  • Qualità prezzo8,5
Pro

Ottima qualità per foto e video, sistema AF molto avanzato, mirino ottico ad alte prestazioni, buona qualità costruttiva

Contro

Design ed ergonomia perfettibili, scarsa autonomia, manca il supporto alle schede UHS-II

Di 12 luglio 2016

La nuova fotocamera Sony α6300 rappresenta una scommessa molto ambiziosa per il produttore giapponese, che ha voluto rinnovare la sua linea di mirrorless proponendo un modello molto più avanzato (e costoso) rispetto alla precedente α6000.

La promessa è quella di offrire l’eccellente qualità di immagine dei sensori APS-C di Sony unendola a un corpo macchina di ispirazione semi-professionale e al sistema di autofocus più avanzato in assoluto nell’attuale contesto delle fotocamere compatte. Il tutto al prezzo di 1.250 euro per il solo corpo macchina.

Scheda tecnica

La Sony Alpha 6300 equipaggia un sensore CMOS in formato APS-C da 24 Megapixel effettivi, con integrato un nuovo modulo autofocus ibrido (a contrasto/fase) con ben 425 punti di rilevazione, disposti praticamente sull’intero frame.

L’otturatore è in grado di offrire una raffica da ben 11fps con AF continuo: un valore da sportiva di razza. Peccato che il tempo di scatto massimo sia di 1/4000s e che la sincronia flash sia limitata ad 1/160s: su entrambi i fronti si sarebbe potuto fare di più (le migliori prosumer, di solito, offrono rispettivamente 1/8000s e 1/250s).

Il pannello LCD è da 3″ e 921k punti, mentre il mirino elettronico è ad alta risoluzione (2,35 milioni di punti) e offre un aggiornamento massimo di 100fps, per garantire un’immagine sempre nitida e fluidissima, consentendo di comporre in modo agevole i propri scatti.

La dotazione tecnologica include anche Wi-Fi e NFC integrati, mentre la modalità video raggiunge lo standard 4K a 25fps, ormai irrinunciabile in una fotocamera di questa categoria, e consente di realizzare slow-motion da 100fps a 1080p.

Design e costruzione

A livello di assemblaggio e qualità costruttiva, la Sony α6300 è senz’altro una macchina molto ben realizzata. I materiali sono di alto livello (gran parte del corpo è in lega di magnesio) e l’impatto complessivo è di estrema solidità, compattezza e leggerezza, con soli 400g di peso. Manca, però, la tropicalizzazione: un fattore importante per chi prevede sessioni di scatto in ambienti ostili, con presenza di polvere o pioggia.

Il design funzionale, invece, è buono ma perfettibile. Le ghiere e i comandi fisici abbondano, ma dato il poco spazio a disposizione il loro collocamento non è sempre ideale. In particolare, la ghiera di selezione secondaria (posta sul dorso) è poco raggiungibile e costringe a modificare l’impugnatura dalla posizione di scatto per azionare parametri fondamentali come la compensazione dell’esposizione.

Per fortuna, la presenza di due tasti fn e di un quick menu abbastanza utile e approfondito consentono di personalizzare il sistema di controllo in modo da renderlo più immediato e accessibile.

Velocità e prestazioni

La Sony Alpha 6300 è senza dubbio una delle fotocamere compatte più performanti sul mercato. In particolare, la combinazione tra velocità della raffica e qualità dell’autofocus continuo rappresenta un passo in avanti per l’intera categoria delle mirrorless. Gli 11 frame al secondo sono più che sufficienti per congelare anche gli istanti più sfuggenti, e l’AF da 425 punti consente di tracciare i movimenti continui con un livello di precisione davvero elevato, paragonabile a quello di una reflex prosumer. Anche in modalità singola, la velocità dell’AF è rapidissima, davvero ai vertici della categoria.

Ciò detto, non mancano alcuni piccoli difetti, che deludono in una macchina di questa ambizione. Il tempo di accensione, ad esempio, è insolitamente lungo: occorrono 1-2 secondi prima che la macchina abbia caricato tutta l’interfaccia e sia davvero pronta a scattare.

Il buffer, invece, è buono (circa 50 scatti Jpeg), ma in fase di scrittura su scheda la macchina rende inaccessibili molte delle sue funzioni: non è possibile, ad esempio, aprire il menu. Il risultato è che, dopo una raffica pesante, la macchina resta in larga parte inutilizzabile per molti secondi. Il problema sarebbe stato mitigato dal supporto alle schede di memoria in formato UHS-II (lo standard più moderno e veloce), che, purtroppo, è assente: un’altra incongruenza per una macchina dalle pretese sportive.

Anche l’autonomia, misurata in circa 350 scatti per ogni carica, ricorda più quella di una compatta consumer che non di uno strumento semi-professionale, e può essere davvero messa in crisi dall’impiego intensivo delle funzionalità più avanzate (come raffica o video 4K). Il fatto che nella confezione non sia incluso un caricabatterie, inoltre, non aiuta la gestione delle batterie di riserva.

Tutti questi, però, sono dettagli in un contesto prestazionale che rimane molto positivo: prima che la α6300 arrivasse sul mercato, semplicemente, era impossibile trovare una simile combinazione di qualità d’immagine, raffica e autofocus in un corpo macchina così compatto.

Qualità foto e video

La qualità puramente fotografica espressa dalla Alpha 6300 è ottima per una macchina con sensore APS-C, e sicuramente al vertice della categoria mirrorless. Le immagini da 24 megapixel sono molto definite, con un dettaglio inciso e ben contrastato e un profilo cromatico generalmente molto piacevole. Il tutto è prodotto senza difficoltà dagli automatismi della macchina, ma è ovviamente possibile intervenire manualmente su una gran quantità di impostazioni, per personalizzare i risultati secondo il proprio gusto, oppure scattare in RAW per ottenere il massimo del controllo creativo.

La prestazione in bassa luce è molto buona: fino a 6400 ISO, gli scatti non sono generalmente troppo degradati dal rumore digitale o dagli artefatti, restando perfettamente utilizzabili, specialmente se non si prevede di impiegare la risoluzione piena (necessaria solo per realizzare stampe a grande dimensione oppure crop estremi in post-produzione).

Anche sul fronte dei video, Sony non delude: i filmati in formato 4K sono dettagliatissimi e molto ben bilanciati (peccato, però, che l’aggiornamento a 25fps renda il mirino molto meno piacevole da utilizzare). Anche quelli girati nel classico standard 1080p risultano di alto livello, con il valore aggiunto di poter realizzare in editing bellissimi slow-motion, approfittando della modalità da 100fps.

La presenza di un ingresso per microfoni esterni, infine, aumenta esponenzialmente la versatilità sul fronte dell’audio (anche se i video maker più esperti sentiranno la mancanza di un’uscita per le cuffie).

Verdetto

La Sony α6300 è sicuramente una delle fotocamere mirrorless più avanzate attualmente sul mercato. La sua prestazione in termini di qualità d’immagine, rapidità di scatto e precisione dell’autofocus (anche in modalità di tracciamento continuo) non è seconda a nessuno.
Anche il corpo macchina è molto ben realizzato e, nel complesso, piacevole da usare, con la sola eccezione di qualche comando posizionato in modo meno che ideale.

I pochi difetti ammontano a qualche incongruenza per una macchina di questa ambizione, come il mancato supporto alle veloci schede di memoria UHS-II o un’autonomia davvero scarsa per una semi-professionale.

Il prezzo di 1.250 euro è certamente impegnativo, ma non sproporzionato rispetto alle qualità dello strumento, che può sicuramente sostituire una reflex di fascia medio-alta in un terzo del peso e dell’ingombro.

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