Una ricerca della National Sleep Foundation evidenzia come gran parte dell'utenza USA dorma meno di quanto non sentirebbe la necessità e, soprattutto, le ore rimanenti di sonno sarebbero rovinate da tutto quel che si fa prima di andare a letto. All'indice, quindi, viene messa la tecnologia e la sua capacità di catturare gli utenti portandoli a rimanere sempre più ore svegli, andando poi a letto dopo essere stati sottoposti a stimoli visivi ed emotivi troppo forti per spegnere la giornata in un sonno davvero riposante.
Ma di chi è la colpa? Tv, telefoni, laptop? E tu cosa fai prima di andare a letto?
Caro Giacomo, ho giusto votato “PC/Laptop/Tablet” e vedo che sono in buona compagnia, più spesso per lavoro ma anche per mille altre offerte accattivanti di Internet.
Non vorrei apparire un sofistico e, tanto meno, il Pierino di turno, ma devo osservare che il titolo del post circoscrive la tecnologia al mondo ICT. Lo so, è ormai un “americanismo” che è entrato nella nostra lingua con un impeto e un successo proporzionale allo sviluppo delle tecniche ICT, ma è bene ricordare che la tecnologia è lo studio delle tecniche, qualunque sia la loro natura e settore di applicazione, e parte dal quesito fondamentale: come posso fare altrimenti ciò che sto facendo con la tecnica attuale? Edison, tanto per citare un esempio, si pose l’interrogativo se fosse possibile illuminare un ambiente con tecniche diverse da quelle utilizzanti candele, lampade a petrolio o gas: nacque la lampadina elettrica, appunto, da uno studio tecnologico. Poiché mi occupo d’innovazione tecnologica, nei più svariati settori, dovrei dire che non di rado perdo del sonno per la tecnologia, ma non quella confinata alle voci elencate nella scheda di votazione. Anche in questo caso sono in buona compagnia, verosimilmente non meno folta di quella cui ho fatto cenno all’inizio.
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E’ sempre un piacere avere un commento che contiene più valore che non
l’articolo in sé.
Appunti del tutto corretti ed il sondaggio, come sempre in questi casi, è
formulato per semplificare, per creare dei cluster esemplificativi attorno a
cui identificare i trend che vanno per la maggiore.
In questo caso il target è peraltro molto identificato ed il risultato era
pertanto scontato. Ma il vedere che molti rispondono allo stesso modo rende
ancor più evidente il problema nella sua dimensione generale.