Speciale Android 4.3 Jelly Bean, tutte le novità dell'aggiornamento

Android 4.3 Jelly Bean

Android 4.3 Jelly Bean, cambia il SO mobile Google

Con Android 4.3 Jelly Bean, Google evolve la piattaforma dedicata ai dispositivi mobile. Un update che, pur senza introdurre una vera e propria rivoluzione in termini di interfaccia o esperienza d'utilizzo, apporta miglioramenti per quanto riguarda la sicurezza e alcune funzionalità inedite. È ad esempio garantita la compatibilità con la tecnologia Bluetooth Smart, solitamente utilizzata da accessori per il monitoraggio di parametri come la frequenza cardiaca o la strada percorsa durante l'attività fisica. Inoltre, la nuova versione supporta le librerie OpenGL ES 3.0 per il rendering grafico.

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Android 4.3 Jelly Bean è il nuovo aggiornamento rilasciato per il sistema operativo mobile di Google, presentato in occasione dell’evento Breakfast with Sundar Pichai del 24 luglio e distribuito a partire dai giorni successivi sui dispositivi della linea Nexus. Si tratta di una release che va a migliorare quanto già visto nelle versioni precedenti, con l’introduzione di alcune novità riguardanti funzionalità e sicurezza della piattaforma.

Le novità introdotte da Google in Android 4.3 JB sono volte a migliorare un sistema operativo già di per sé affidabile e versatile. Restricted Profiles, ad esempio, evolve il concetto di gestione multi-utente già visto nelle release precedenti sui tablet, mentre il supporto alla tecnologia Bluetooth Smart garantisce la piena compatibilità con tutti i dispositivi e accessori che sfruttano questo standard per ridurre al minimo il consumo di energia durante la comunicazione. Ancora, l’esecuzione delle app in una sandbox offre un livello di protezione elevato, mentre la funzione di completamento automatico del tastierino numerico rende più semplice e veloce inoltrare una telefonata.

Quali sono le novità?

Anche se ad un primo sguardo le novità di Android 4.3 Jelly Bean potrebbero sembrare poche e poco importanti, Google ha approfittato di questa release per integrare nella piattaforma numerose feature inedite. Sul sito ufficiale è presente una pagina che le riassume tutte con spiegazioni dettagliate sul loro funzionamento e sulla loro utilità, disponibile però esclusivamente in lingua inglese. Di seguito un riepilogo dei tratti essenziali della nuova release:

  • Suono Virtual Surround: permette di godere al meglio del comparto audio offerto dai film disponibili su Google Play, soprattutto con dispositivi come il nuovo Nexus 7.
  • Tastierino numerico: basta iniziare a digitare numeri o lettere sul tastierino numerico e il sistema operativo suggerisce quali contatti chiamare. Per abilitare questa funzionalità basta lanciare l’applicazione Telefono, aprire il menu “Impostazioni” e attivare la voce “Completamento automatico tastierino numerico”.
  • Tastiera: migliorato l’algoritmo per il riconoscimento automatico del testo inserito, in modo da rendere più veloce la scrittura.
  • Joypad e gamepad: ridotto il lag nella gestione di controller dedicati ai videogiochi.
  • Geolocalizzazione: è possibile stabilire la posizione geografica del dispositivo tramite WiFi anche quando il modulo è spento.
  • Bluetooth Smart: supporto allo standard Bluetooth Smart (o Bluetooth Low Energy) per dispositivi come il nuovo Nexus 7 e lo smartphone Nexus 4, che così possono comunicare con sensori biometrici e altri accessori compatibili riducendo al minimo il consumo energetico.
  • Bluetooth AVRCP 1.3: supporto allo standard Bluetooth AVRCP 1.3, per visualizzare i titoli delle canzoni durante lo streaming negli stereo per automobili.
  • OpenGL ES 3.0: supporto alle librerie grafiche OpenGL ES 3.0, per il rendering di modelli poligonali complessi e texture in alta definizione, soprattutto nei videogiochi più avanzati.
  • Wireless Display: supporto alla tecnologia che consente di visualizzare lo schermo del tablet (Nexus 10 e nuovo Nexus 7) sul pannello di un televisore.
  • Lingue: il sistema operativo supporta in modo nativo le lingue afrikaans, amarico, hindi, swahili e zulu.
  • Lingue RTL: la schermata principale del sistema operativo e il menu “Impostazioni”, oltre alle applicazioni Telefono, Contatti e Keep, supportano in modo nativo ebraico, arabo e altre lingue che si scrivono o leggono da destra verso sinistra.
  • Gestione applicazioni: dalla voce “App” del menu “Impostazioni” è possibile vedere quali applicazioni sono state disattivate.
  • Restricted Profiles: imposta una modalità per il tablet che limita l’accesso ad applicazioni o contenuti da parte di altri utenti, efficace come metodo di parental control per i genitori.
  • Wizard semplificato: il processo di configurazione iniziale del sistema operativo è stato semplificato, permettendo di tornare agli step precedenti e con modalità di approvazione dei termini di utilizzo di più facile consultazione.
  • Cambio utente: passare da un utente all’altro tramite la schermata di blocco è più veloce rispetto al passato.
  • DayDream: è possibile navigare tra gli album fotografici direttamente in DayDream.

Tutto qui?

Quelle elencate sono le modifiche introdotte in Android 4.3 Jelly Bean secondo il changelog ufficiale pubblicato da Google. La community di sviluppatori indipendenti e gli utenti hanno però analizzato il codice del sistema operativo fino all’ultima riga, scovando altre novità di cui non si è parlato nel corso della presentazione. Alcune sono state sottaciute in modo quasi incomprensibile, peraltro, considerando che si tratta di migliorie importanti capaci di rendere la piattaforma ancora più completa e funzionale. Eccole.

  • Photo Sphere: la particolare modalità fotografica lanciata con la release 4.2 migliora in modo significativo, grazie ad un sistema di allineamento e composizione delle immagini in grado di rendere il risultato finale ancora più convincente, con un algoritmo maggiormente efficace per quanto riguarda il bilanciamento dei colori e la compensazione dell’esposizione.
  • Risoluzione 4K: nel codice del sistema operativo è stato scovato un riferimento a XXHDPI, associato al formato 4K. Questo lascia intuire una compatibilità con l’output video a 3840×2160 pixel, ovvero ottimizzato per le TV di ultima generazione.
  • App Ops: stranamente nascosta da Google, questa funzionalità permette di gestire nel dettaglio le autorizzazioni concesse alle singole applicazioni, affidando all’utente la facoltà di decidere quali permessi concedere e quali altri negare ai singoli software. Per abilitarla è necessario ricorrere all’utilizzo di App Ops Starter, in download gratuito su Google Play.
  • SMS in risposta alle chiamate: non sempre, quando si riceve una telefonata, si ha la possibilità di rispondere. Android, fin dalla release 4.0 Ice Cream Sandwich, permette di replicare inviando un SMS preimpostato, del tipo “Sono occupato” oppure “Ti richiamo dopo”. Con l’aggiornamento a 4.3 Jelly Bean questa feature supporta anche le applicazioni di terze parti per la gestione degli SMS.
  • NotificationListenerService: un servizio che semplifica la vita agli sviluppatori, consentendo alle applicazioni di interagire direttamente con le notifiche di sistema senza l’obbligo di ricorrere a complessi workaround.
  • FSTRIM: altra funzionalità molto importante, che effettua una scansione della memoria interna alla ricerca dei blocchi utilizzati da applicazioni e file salvati. Il sistema operativo esegue il comando ogni giorno, rendendo così nel medio e lungo periodo il dispositivo più reattivo anche in presenza di numerose app installate.
  • Notifiche persistenti: per evitare che alcune applicazioni possano restare in esecuzione senza che l’utente se ne accorga, ogni volta che il sistema operativo ne identifica una mostra sul display una notifica standard.

E la sicurezza?

Questo aspetto merita un’attenzione particolare. Google ha investito molto tempo e ingenti risorse con l’obiettivo di migliorare la sicurezza del proprio sistema operativo mobile. Ecco cosa cambia da questo punto di vista.

  • WPA2-Enterprise: grazie ad una nuova API, gli sviluppatori possono creare applicazioni capaci di configurare smartphone e tablet per la connessione ad access point che utilizzano il protocollo WPA2-Enterprise, diffuso soprattutto in ambito aziendale.
  • SELinux: l’efficacia della sandbox impiegata durante l’esecuzione delle app migliora grazie all’utilizzo di un sistema MAC (Mandatory Access Control) nel kernel Linux. Questo serve per evitare che malware o altro codice maligno possa sfruttare eventuali vulnerabilità della piattaforma.
  • KeyChain: gli sviluppatori possono ricorrere all’API KeyChain per generare una chiave di cifratura associandola ad un solo hardware specifico.
  • Android Keystore Provider: l’aggiornamento introduce Android Keystore Provider e le API necessarie per creare o salvare chiavi di cifratura da utilizzare con una singola applicazione.
  • Setuid: la partizione “/system” in cui risiede il sistema operativo è configurata in modo da impedire alle app il cui codice binario è contrassegnato dal flag “setuid” di ottenere i permessi di root. In questo modo, un normale utente non può in alcun modo eseguire operazioni che richiedono privilegi di amministrazione.

C’è qualche bug?

Sì. Anche in Android 4.3 Jelly Bean sono stati scovati immediatamente alcuni bug, che molto probabilmente saranno risolti al più presto da Google con il rilascio di un aggiornamento ufficiale alla versione 4.3.1 JB. Si tratta in particolare di un problema di compatibilità con alcune delle tastiere Bluetooth in commercio e di un comportamento anomalo che si verifica durante il copia-incolla.

Cambia anche l’interfaccia?

No. Android 4.3 JB lascia di fatto invariata l’interfaccia rispetto a quanto visto con le release precedenti 4.1 e 4.2. È stato aggiunto lo sfondo animato Sun Beam e sono stati modificati alcuni pulsanti all’interno dei menu, ma in linea di massima è possibile affermare che la nuova versione non apporta cambiamenti significativi alla UI. Per quelli sarà con tutta probabilità necessario attendere l’arrivo di Android 5.0 Key Lime Pie.

Cos’è Android 5.0 Key Lime Pie?

Android 5.0 Key Lime Pie sarà la prossima major release del sistema operativo. Google non ne ha ancora parlato apertamente, anche se a fine 2012 un dipendente dell’azienda ha confermato con un artwork che il nome scelto per la versione sarà dedicato proprio alla torta di limone. Al momento è impossibile stabilire quali saranno le novità introdotte, ma è lecito attendersi un incremento prestazionale sia su smartphone che sui tablet, ritocchi per un’interfaccia rimasta quasi invariata dai tempi di Ice Cream Sandwich e un’integrazione ancora maggiore con la fruizione dei contenuti multimediali.

Come scaricare Android 4.3 KB?

La quasi totalità degli smartphone e dei tablet ricevono gli aggiornamenti ufficiali in modalità OTA (over-the-air), dunque senza l’obbligo di connettere fisicamente il dispositivo al computer e senza doversi affidare a software esterni. Solitamente compare una notifica sul display che avvisa l’utente della possibilità di installare l’update, dopodiché è necessario fornire l’autorizzazione e attendere qualche minuto perché il processo venga portato a termine.

Perché non ho ancora ricevuto l’aggiornamento?

Come sempre accade al rilascio di una nuova versione di Android, Google pubblica immediatamente i pacchetti d’aggiornamento per gli smartphone e i tablet della linea Nexus (Nexus 4, Galaxy Nexus, Nexus 7, Nexus 10 ecc.). Spetta invece ai singoli produttori, come Samsung, HTC, LG e Sony ecc., preparare gli update destinati agli altri dispositivi. È un processo che solitamente richiede tempo, da qualche settimana fino a diversi mesi. Questo si traduce in un’attesa per l’utente finale, spesso dovuta all’esigenza di adattare l’interfaccia personalizzata (TouchWiz, Sense, Optimus UI ecc.) a quella base della piattaforma.

Come evolverà Android in futuro?

Rispondere a questa domanda non è di certo semplice. Il sistema operativo ha già mostrato tutte le proprie potenzialità, conquistando la fetta più grande del mercato sia in ambito smartphone che per quanto riguarda i tablet. Google ha comunque ancora molto da lavorare, soprattutto per risolvere l’annoso problema relativo alla frammentazione della piattaforma.