Speciale Android 5.0 Lollipop

Android 5.0 Lollipop

Android 5.0 Lollipop: tutte le novità

A mesi di distanza dall'annuncio in occasione dell'evento I/O 2014, Android 5.0 Lollipop è finalmente una realtà. Il sistema operativo porta con sé un gran numero di cambiamenti, andando a rivoluzionare la piattaforma mobile di Google. Quello che balza all'occhio fin dal primo sguardo è relativo all'interfaccia, rivoluzionata con l'introduzione del Material Design.

Significativi i passi in avanti effettuati in termini di prestazioni, grazie al nuovo runtime system ART e al supporto per l'architettura 64-bit. Tutto questo senza dimenticare una migliore gestione della batteria con Project Volta e la profonda integrazione con le altre piattaforme di bigG, ovvero Android Wear, Android TV e Android Auto.

Da marzo 2015 è disponibile l'aggiornamento ad Android 5.1.

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Oltre un miliardo di device attivi ogni mese, 315 milioni di smartphone commercializzati nel solo Q4 2013, 20 miliardi di messaggi testuali scambiati ogni giorno e 93 milioni di selfie scattati in sole 24 ore. Basterebbero questi dati per comprendere quanto sia stata repentina la crescita fatta registrare da Android negli ultimi anni, con il sistema operativo passato dall’incarnare un concorrente di secondo piano per iOS a dominare l’universo mobile. Anche il settore tablet è stato letteralmente fagocitato dal robottino verde, con la piattaforma che oggi è presente su oltre il 60% dei modelli in commercio.

I tempi sono dunque maturi per introdurre quella che può essere definita a tutti gli effetti come la più importante evoluzione di sempre per il sistema operativo. Google l’ha presentata a fine giugno dal palco dell’evento I/O 2014 in scena a San Francisco, con un primo sguardo alla “L release”. Il nome definitivo è Android 5.0 Lollipop e debutta con i nuovi dispositivi Nexus 6 e Nexus 9.

Il nome

Durante le tre ore del keynote di apertura dell’I/O 2014, Sundar Pichai e i suoi colleghi hanno sempre fatto riferimento alla nuova versione di Android come “L release” o talvolta chiamandola semplicemente “L”. La conferma di Lollipop è arrivata invece a metà ottobre. Si tratta dell’ennesimo appellativo preso in prestito dal mondo dei dolci, così come già visto in passato con Cupcake, Donut, Eclair, Froyo, Gingerbread, Honeycomb, Ice Cream Sandwich, Jelly Bean e KitKat.

Non è stata dunque rinnovata la partnership siglata da Google con Nestlé lo scorso anno (per il lancio di KitKat) e si sono rivelate infondate alcune ipotesi della vigilia come Licorice, Lemon Metingue Pie o Lemonhead. Quest’ultimo, per chi non ne fosse a conoscenza, è un marchio registrato dalla Ferrara Candy Company, azienda che fin dagli anni ’60 commercializza negli Stati Uniti piccole caramelle gialle al limone.

Material Design

Il look di Android è rimasto pressoché invariato nel corso degli ultimi tre anni, ovvero dal lancio della versione 4.0 Ice Cream Sandwich di fine 2011. È dunque tempo per un completo restyling, che sappia rinfrescare al UI del sistema operativo e mantenerne al tempo stesso inalterate l’immediatezza e la facilità di utilizzo. La parola d’ordine è Material Design. Google detta le linee guida per tutto ciò che riguarda l’interfaccia: dai pulsanti alle transizioni, dagli effetti mostrati quando si tocca il display ai font. Nulla è lasciato al caso.

È lo step che segue l’introduzione di Polymer avvenuta in occasione dell’I/O 2013. Ogni singola schermata delle app dovrà essere studiata dagli sviluppatori per adattarsi perfettamente a qualsiasi tipologia di device, in modo responsivo, ovvero indipendentemente dalla diagonale del display. Questo permetterà ad esempio di avere lo stesso layout su smartphone e su tablet, così come sul televisore con Android TV e nell’abitacolo della vettura con Android Auto. Di seguito una galleria utile per capire cosa cambia in termini visivi.

Addio Dalvik, benvenuto ART

La release Lollipop di Android cambia runtime system, sostituendo Dalvik con il nuovo ART. In termini pratici, questo si traduce in performance migliorate. È forse la novità più attesa dagli sviluppatori, che in questo modo possono sfruttare appieno le potenzialità hardware messe a disposizione da processori e chip grafici, ottimizzando il codice delle applicazioni. Anche gli appassionati di gaming accolgono a braccia aperte l’avvicendamento: basta pensare che la nuova tecnologia permette di portare su smartphone e tablet effetti grafici avanzati paragonabili a quelli delle console videoludiche. A questo scopo Google si è messa al lavoro con chipmaker come NVIDIA, Qualcomm, Arm e Imagination Technologies.

Le performance di Dalvik (verde scuro) a confronto con quelle di ART (verde chiaro) su un Nexus 5

Le performance di Dalvik (verde scuro) a confronto con quelle di ART (verde chiaro) su un Nexus 5

Batteria e autonomia

Uno dei talloni d’Achille della quasi totalità dei dispositivi mobile in commercio oggigiorno è indubbiamente rappresentato dalla durata della batteria. Difficilmente si riesce a superare una giornata di utilizzo prima di dover collegare il device alla presa di corrente per effettuarne la ricarica. Google ha preso in considerazione il problema, annunciando il debutto di Project Volta con la nuova versione di Android. Si tratta di un insieme di tool offerti a sviluppatori e utenti, il cui compito è quello di ottimizzare l’autonomia.

Battery Historian è invece un sistema di analisi che individua automaticamente le applicazioni e i processi che gravano maggiormente sulla durata della ricarica, intervenendo per porvi rimedio. Dai test è emerso che le due tecnologie aggiungono 90 minuti circa di durata extra sullo smartphone Nexus 5.

Personal Unlock

L’integrazione tra Android e Android Wear sarà sempre più profonda, tanto da poter sbloccare smartphone e tablet semplicemente avvicinando uno smartwatch. È in questo modo che funziona Personal Unlock, nuovo metodo messo a punto da Google per velocizzare l’accesso alla homescreen del sistema operativo, che di fatto solleva gli utenti dall’obbligo di inserire il PIN o di effettuare la tradizionale gesture di scorrimento ogni volta che si risveglia il dispositivo dallo standby. Sarà necessario verificarne l’affidabilità. In molti infatti ricorderanno i problemi relativi alla sicurezza legati all’utilizzo di Face Unlock, lanciato da bigG con la versione Ice Cream Sandwich della piattaforma.

Le innovazioni di Android, una release dopo l'altra

Le innovazioni di Android, una release dopo l’altra

Notifiche

Le notifiche sono lo strumento attraverso il quale le applicazioni interagiscono in modo rapido con l’utente, portando alla sua attenzione aggiornamenti, messaggi ricevuti, notizie e qualsiasi altro tipo di informazione. Un aspetto di fondamentale importanza per un sistema operativo mobile, che il gruppo di Mountain View ha migliorato notevolmente con l’introduzione di Lollipop. Oltre a poter sincronizzare qualsiasi notifica con i piccoli display di Android Wear, la piattaforma consente di consultarle direttamente dalla lockscreen, permettendo addirittura di interagire senza bisogno di sbloccare il device.

Questo si traduce, ad esempio, nella possibilità di rispondere ad un SMS in pochi secondi, oppure di eliminare le email indesiderate ancora prima di effettuare l’unlock. Saranno poi distinte le notifiche più importanti, mostrate immediatamente, da quelle di secondo piano, relegate in background. Ancora, se si sta eseguendo un’applicazione in full screen come un gioco o la riproduzione di un video, alla ricezione di una telefonata l’app non verrà nascosta e continuerà a funzionare, con il sistema operativo che mostrerà semplicemente un pop-up nella parte alta del display con dettagli sul nome del contatto, la sua fotografia e i pulsanti per rispondere o rifiutare la chiamata.

Uscita

Il lancio di Android 5.0 Lollipop avviene in concomitanza con il debutto sul mercato dei dispositivi Nexus 6 e Nexus 9. Per quanto riguarda gli aggiornamenti, i più recenti device di bigG (Nexus 4, Nexus 5, Nexus 7 e Nexus 10) ricevono un update ufficiale entro il novembre 2014. Escluso dalla lista il modello Galaxy Nexus (che ha già mancato l’appuntamento con KitKat), ormai fuori dai 18 mesi di supporto garantito dal gruppo di Mountain View.

Gli sviluppatori hanno avuto modo di mettere le mani sulle caratteristiche del nuovo Android grazie alle Developer Preview fornite dal motore di ricerca fin dall’annuncio del Google I/O. Questo ha portato quasi immediatamente al rilascio delle prime ROM custom basate sulla release, distribuite attraverso canali non ufficiali come l’ormai ben nota community XDA Developers.

Tante piattaforme, un ecosistema unico

Ciò che emerge dall’analisi delle novità introdotte nella piattaforma è l’intenzione di rendere Android un vero e proprio ecosistema, abbattendo i confini che fino ad oggi lo hanno relegato ad un sistema operativo per smartphone e tablet. Lo dimostrano l’esordio di Android TV per l’intrattenimento in salotto, Android Wear per gli indossabili e la tecnologia Android Auto, che porterà il robottino verde nell’abitacolo delle vetture.

L’obiettivo è quello di offrire agli utenti un’esperienza che consenta loro di passare da uno schermo all’altro in modo intuitivo, senza soluzione di continuità, unificando l’interfaccia tra dispositivi mobile, smartwatch, televisore, notebook, computer desktop e cruscotto dell’automobile. Emblematica la slide mostrata da Sundar Pichai sul palco dell’evento (allegata di seguito), che mostra chiaramente l’integrazione tra le varie piattaforme.

Google I/O 2014: una slide per spiegare l'integrazione tra tutte le piattaforme di bigG

Google I/O 2014: una slide per spiegare l’integrazione tra tutte le piattaforme di bigG

Android 5.1 Lollipop

Marzo 2015, arriva il primo update sostanziale alla serie 5.x di Android. La nuova versione, Android 5.1 Lollipop, introduce il supporto nativo ai dispositivi dual-SIM, contempla le telefonate con audio in alta definizione e consente di gestire più facilmente le reti Wifi da smartphone e tablet.