Speciale Satispay

Satispay

Satispay, e-payment all’italiana

Satispay è una startup italiana che consente di effettuare micropagamenti con il proprio smartphone senza alcun costo né per l'utente, né per l'esercente. L'unica spesa a carico di chi vende è pari a 20 centesimi quando la somma della transazione supera i 10 euro. Il sistema permette di gestire il proprio budget di spesa settimanale, ripristinando lo stesso tramite prelievo su conto bancario prima di iniziare la settimana successiva. Nessun costo di iscrizione, nessun addebito agli utenti e la possibilità di partecipare a particolari iniziative che restituiscono agli acquirenti parte della spesa effettuata attraverso Satispay e presso i negozi affiliati al servizio. Satispay è oggi il principale riferimento italiano nel mondo dell'e-payment in salsa tricolore.

Di

Entri in negozio, acquisti, paghi digitando una password sullo smartphone. Il funzionamento di Satispay è semplice e sicuro ed in questo sta tutto il suo valore: ha costruito il suo successo sulla facilità d’utilizzo, sulla semplicità del funzionamento e sulla sicurezza della transazione. A tutto ciò si aggiunga la gratuità del pagamento ed una serie di offerte speciali ad incoraggiarne l’adozione, ed il risultato è un progetto che ha proiettato il marchio ai vertici del mondo startup italiano.

Ora Satispay non è più soltanto un progetto di grandi prospettive, ma un vero e proprio vagito rivoluzionario: il futuro dei pagamenti digitali passa per le app e l’idea italiana sta prendendo piede con sempre maggior velocità candidandosi a farsi da interprete e capofila per il futuro cashless del nostro paese.

Come funziona

La definizione più semplice di Satispay è quella che vede il servizio come una sorta di Whatsapp con il quale, invece di inviare messaggi o emoticon, è possibile inviare denaro. La logica è esattamente quella del messenger, infatti, ma il dialogo con la controparte è fatto di euro. Il passaggio di denaro può essere effettuato tanto con i propri amici, quanto con negozi convenzionati. Con questi ultimi, quindi, può avvenire un vero e proprio pagamento in formato digitale, il tutto senza alcun costo a carico dell’utente. Il valore aggiunto del servizio è nel fatto che i micropagamenti (al di sotto dei 10 euro) sono gratuiti per entrambe le parti: un esercente che vende un caffé e incassa il pagamento con Satispay, insomma, ottiene il 100% della somma senza alcuna fee dovuta al servizio. Ogni somma al di sopra dei 10 euro ha invece un costo fisso pari ad appena 20 centesimi.

Iscrizione e budget

Occorre anzitutto iscriversi al servizio, comunicando gli estremi IBAN del proprio conto corrente bancario, una foto del proprio documento di identità e il codice fiscale: tutto quanto necessario per garantire la totale sicurezza dell’iscrizione, insomma. Il conto corrente indicato sarà la fonte dei budget che ogni utente può mettere a disposizione del proprio account. Se si decide ad esempio un monte spesa pari a 100 euro settimanali, sarà questo il massimale autorizzato per gli acquisti tramite il servizio. Qualora la somma non sia stata raggiunta, Satispay preleva semplicemente la parte mancante dal conto corrente per ripristinare la quota a disposizione della settimana successiva. Esempio: se si spendono 30 euro, a fine settimana rimangono sul conto Satispay i residui 70 euro: 30 euro saranno prelevati dal conto corrente dell’intestatario per ripristinare il livello sancito tra le impostazioni dell’account. Quest’ultimo livello può essere variato a piacimento, regolando così l’uso di Satispay in piena libertà e con massima personalizzazione.

L’iscrizione è gratuita e, qualora non vengano effettuati pagamenti, nessun prelievo sarà registrato a ripristino di un budget intatto. Il recesso può avvenire in qualsiasi momento ed è parimenti gratuito. Una volta aperto l’account ed inviati i dati a Satispay, occorre attendere alcuni giorni affinché il processo di validazione dell’account vada a buon fine: il gruppo verifica ogni singolo documento, evitando così truffe e garantendo sicurezza e sostenibilità del servizio.

L’avatar utilizzato sul proprio account è molto importante poiché consente al negoziante con cui avviene la transazione di identificare visivamente l’acquirente: una misura di sicurezza ulteriore e un modo per rendere più personale il contatto tra le parti. Impossibile invece appoggiare il proprio account Satispay su una carta di credito: il sistema prevede soltanto conti correnti (al momento relativi a qualsiasi banca italiana, presto a qualsiasi banca europea), a garanzia dei processi di verifica e di pagamento.

I limiti relativi al budget ed alle transazioni possibili sono i seguenti:

  • budget settimanale massimo pari a 200 euro;
  • transazione massima consentita pari a 1000 euro;
  • limite giornaliero e mensile di transato pari a 1500 euro;

Il pagamento

Satispay ha sviluppato due diverse app, distinte in modo evidente grazie alle tonalità cromatiche sullo schermo. Una è pensata per gli utenti e consente di effettuare pagamenti e transazioni di denaro; l’altra è pensata per gli esercenti ed ha la funzione unica di incasso. L’utente può cercare l’esercizio presso cui effettua l’acquisto attraverso una ricerca basata sulla geolocalizzazione: l’invio del denaro è subordinato alla disponibilità di una connessione e all’immissione di una password. L’esercente riceverà istantaneamente una notifica sulla propria applicazione dedicata, potendo così verificare seduta stante la correttezza della cifra inviata (rifiutando o accettando la stessa) e incassando in modo subitaneo quanto pattuito.

La velocità della procedura non è dissimile da quella di un normale pagamento in contanti o con carta di credito, con il vantaggio di una totale sicurezza e della decaduta necessità di avere contanti nel proprio portafoglio. E-payment a tutti gli effetti, insomma, attraverso app e PIN in grado di garantire ogni singolo passaggio della transazione.

Transizioni tra privati e pagamenti nei negozi con Satispay

Transizioni tra privati e pagamenti nei negozi con Satispay

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Quanto costa

Il costo per gli utenti che effettuano pagamento è sempre e comunque pari a zero: nessun costo all’iscrizione, nessun costo al recesso e nessuna fee dovuta al sistema durante gli acquisti. Il costo è scaricato tutto sul venditore, il quale può comunque contare sulla gratuità del servizio fino a un prezzo pari a 10 euro. Oltre i 10 euro di transazione il costo a carico del venditore è pari a 20 centesimi, quota unica e fissa che vale tanto per un acquisto da 10,1 euro quanto per un acquisto da 100 euro.

Per gli acquirenti il costo è noto in termini assoluti, mentre in termini relativi va pesato in base a due aspetti importanti: il valore della transazione e il valore del margine sulla vendita. In proporzione al valore della transazione, infatti, una fee di 20 centesimi su un acquisto da 10 euro significa una ricaduta sul fatturato pari al 2%; su transazioni da 100 euro il medesimo raffronto porta il peso del dovuto a Satispay ad appena lo 0,2%. Ogni prodotto e ogni comparto ha però margini differenti, ragione per cui la stessa Satispay sta valutando la possibilità di accordi differenziati con le diverse categorie interessate: i margini su carburanti e marche da bollo, ad esempio, sono molto minori rispetto a caffé, bibite o abbigliamento: l’onere fisso di 20 centesimi può dunque pesare in modo molto differente su prodotti diversi, rendendo Satispay particolarmente conveniente per molti e particolarmente sconveniente per pochi. Per questi ultimi (tabaccherie e benzinai in primis) il gruppo potrebbe offrire accordi specifici in futuro, ampliando così la base di applicazione.

Le nuove frontiere del cashless sono dunque particolarmente evidenti proprio nell’emergere di Satispay: in generale il sistema è pensato per i micropagamenti, per i quali si configura come una soluzione del tutto ottimale: nessun costo per chi compra e nessun costo per chi vende, avendo semplicemente una opportunità in più. Il tutto peraltro facendo leva su offerte speciali come le occasioni “cashback”, durante le quali Satispay propone la restituzione di parte della quota spesa per incoraggiare l’approdo a Satispay e lo spostamento della spesa sui negozi affiliati.

Opzione Cashback

Una delle armi più efficaci adoperate da Satispay per incoraggiare l’adozione del servizio da parte di utenti ed esercenti è la promessa del “cashback“: a fronte di un pagamento effettuato con l’app del servizio, Satispay restituisce all’utente parte della somma spesa, offrendo pertanto di fatto uno sconto virtuale immediato sulla cifra concordata. Formalmente non si tratta di uno sconto, ma di una vera e propria restituzione: la cifra promessa non è decurtata dal totale della transazione, ma inviata all’utente con operazione separata e trasparente.

I programmi di cashback cambiano continuamente, ma è possibile analizzare a titolo esemplificativo quanto disponibile durante la pubblicazione della presente disamina: “5% per TotalErg” implica una restituzione del 5% sulla spesa per il carburante acquistato. Se dunque si fa un pieno da 50 euro, 2,5 euro vengono immediatamente caricati sull’account dell’utente, il quale si trova pertanto ad aver caricato 50 euro di carburante al costo di soli 47,5 euro. Il tutto risulta immediatamente verificabile sull’app, ove spese e cashback sono registrati in tempo reale. Altra offerta disponibile è il “Saturday 50% Grom”: il 50% del prezzo del gelato acquistato il sabato presso uno dei punti vendita della catena Grom torna immediatamente in tasca all’acquirente.

Iniziative di questo tipo sono state attivate anche in aree locali o in occasioni particolari quali il Black Friday, ove la restituzione ha portato anche varie decine di euro nelle tasche di quanti hanno pagati i propri acquisti con Satispay, cercando per ciò gli esercenti affiliati al servizio.

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App e device

Ogni account è legato ad uno specifico utente e ad uno specifico dispositivo mobile. Tale rapporto è univoco, così da garantire che il pagamento sia effettuato esattamente dal titolare del conto corrente, senza possibilità di truffe o raggiri. Qualsiasi device mobile di nuova generazione in grado di caricare l’app può essere utilizzato per i pagamenti. In particolare Satispay offre la specifica applicazione “client” di pagamento tanto per iOS (iPhone, iPad, iPod Touch), quanto per Android e Windows Phone.

Per scaricare l’app è sufficiente collegarsi all’apposita pagina e seguire le indicazioni fornite. Per l’uso del servizio occorre aprire un account e quindi collegarlo al proprio conto corrente bancario attraverso l’invio di tutta la documentazione richiesta dal sistema.

Gli esercenti che intendono ricevere pagamenti con Satispay debbono registrarsi sul servizio e scaricare l’apposita app dedicata (differente anche dal punto di vista cromatico rispetto a quelle degli acquirenti, onde evitare possibili confusioni), oppure dotarsi di POS Ingenico aggiornato e abilitato.

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Satispay è sicuro?

«Satispay utilizza un livello di sicurezza superiore allo standard bancario e un sistema di criptazione all’avanguardia che protegge i tuoi dati e le tue transazioni in ogni momento. Verifichiamo costantemente la protezione dei nostri sistemi grazie ad un team specializzato». Parola di Satispay, che aggiunge: «Satispay è molto più sicuro delle tradizionali carte di credito/debito. La modalità di pagamento sviluppata da Satispay elimina tutti gli intermediari e aumenta il livello di sicurezza perché nessun dato sensibile o personale è condiviso, nemmeno in occasione di pagamento su e-commerce o negozio fisico».

Ogni account è valido su un solo device e, in caso di smarrimento dello stesso, l’account può essere bloccato in tempi estremamente rapidi. Se anche un malintenzionato riuscisse a impossessarsene tentando di effettuare un acquisto, sarebbe bloccato dalla password a cinque cifre che è necessario digitare ad ogni pagamento: tutto è stato predisposto, insomma, per ovviare a qualsivoglia problema, focalizzando sulla sicurezza delle transazioni un elemento di fiducia fondamentale nel rapporto con l’utenza.

La sicurezza si associa inoltre alla tutela per la privacy: Satispay traccia i pagamenti così come qualsiasi sistema di e-payment, ma non ha in alcun modo accesso alle informazioni relative al conto bancario dell’intestatario dell’account.

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Dove lo si può utilizzare?

Satispay è nato in provincia di Cuneo e presto ha colonizzato il basso piemonte: molti gli esercenti subito affiliati e migliaia gli utenti che ogni mese si sono aggiunti alla community. Presto la startup ha raccolto credito e finanziamenti, potendo così ampliare la propria portata e stringendo nuove partnership. Tra queste si annoverano marchi come Grom, TotalErg e MyChef, ma la forza è nel ciclo virtuoso che lega il numero degli utenti al numero dei negozi affiliati: al crescere della base d’utenza, cresce l’interesse per le affiliazioni; al crescere delle affiliazioni, crescono le opportunità per gli utenti. La massa critica è in ascesa e Satispay sta diventando pertanto una realtà sempre più solida e diffusa in modo capillare, con enormi margini di crescita.

Il tutto con una possibilità ulteriore di fronte: «Come per i punti vendita fisici, stiamo procedendo all’affiliazione di store online ed e-commerce». Presto, insomma, quello che è nato come un servizio per i micropagamenti di prossimità, diventerà anche un sistema di pagamento online per poter trasformare l’app in un vero e proprio portafoglio per i pagamenti in digitale, anche sul fronte e-commerce.

A partire da giugno 2016 un importante accordo con Ingenico e ICCREA Banca ha inoltre ampliato notevolmente la portata del servizio: qualunque esercente dotato di POS Ingenico può infatti adottare Satispay con un semplice aggiornamento software. Così facendo l’esercente può ricevere pagamenti dal costo inferiore rispetto ad una carta di credito e al contempo l’utente ha maggiori opportunità. Da 4500 esercenti registrati, Satispay apre quindi potenzialmente a 83 mila esercenti in possesso di POS abilitato, con una presenta territoriale destinata a farsi sempre più estesa, sempre più distribuita e sempre più capillare.

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