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censura

  • YouTube non censurerà certi filmati

    Il senatore statunitense Lieberman ha inviato una lettera aperta a Google chiedendo la rimozione dei filmati riconducibili ad al-Qaeda, o altri ambienti terroristici, da YouTube. Mountain View presterà più attenzione, ma non attuerà alcuna censura

  • Terremoto in Cina: il Web si ferma per tre giorni

    I tre giorni di lutto nazionale indetto per ricordare le vittime del terremoto nella regione del Sichuan interessano anche i siti Web cinesi, che limiteranno le loro offerte di intrattenimento come richiesto dal governo di Pechino

  • Google boccia le risoluzioni contro la censura

    La riunione degli azionisti di Google ha bocciato alcune proposte tese a intensificare l’impegno della società contro la censura online attuata in numerosi paesi. Benché favorevole all’iniziativa, Sergey Brin si è astenuto dalla votazione

  • Approvatelo voi un commento così

    Tra i ruoli di un moderatore v’è quello di passare al vaglio i commenti ricevuti ai vari articoli o post per poter verificare l’opportunità o meno di pubblicare/cancellare il commento stesso. Spesso trattasi di un ruolo monotono, semplice e ripetitivo: trackback, spam, piccoli flame, tutto che rimane sempre però nell’alveo della normalità. A volte, invece, [...]

  • YouTube nasconde le vergogne di Porta a Porta

    Ricordate quel bel filmato che documentava la serata in cui a Porta a Porta si fece un gran parlare dei blog e della loro estrema pericolosità? Ve lo ricordate Bruno Vespa che con sguardo attonito commentava l’abitudine dei giovani d’oggi a portare le loro riflessioni sulla rete rinunciando alla loro preziosissima privacy? Ve la ricordate [...]

  • Più rating per i videogiochi, più sicurezza, più ignoranza

    A quanto sembra ai genitori inglesi il sistema di rating dei videogiochi non basta, non lo capiscono e ne vogliono uno più accurato. Anzi, non è ai genitori che non va bene: è alla dr.ssa Tanya Byron, rappresentante di un organo più grande, la quale parla per i genitori d’Inghilterra chiedendo il diritto ad istituire [...]

  • Il CIO preme sulla Cina per liberare il Web

    Nel corso delle Olimpiadi di Pechino, la Cina dovrà garantire pieno e libero accesso a Internet. A ribadire la condizione irrinunciabile per il regolare svolgimento dei Giochi è il Comitato Olimpico Internazionale, preoccupato per le vicende tibetane

  • Censurato il più noto dei blog cubani

    Generacion Y, il più noto dei blog scritti a Cuba, è stato censurato in queste ore togliendolo dalla vista della popolazione connessa dell’isola. Yoani Sánchez, l’autrice, continua però a bloggare perchè crede nel potere di libertà della rete

  • Nuovo giro di vite per il video sharing in Cina

    Determinato a controllare capillarmente il Web, il governo di Pechino ha intimato a 25 portali di video sharing di sospendere le attività. Decine e decine di siti sono stati compresi in una blacklist con un richiamo formale: rischiano la chiusura

  • La Cina censura YouTube e nasconde il Tibet

    Le istituzioni cinesi considerano particolarmente pericolosi alcuni video portati online da utenti che testimoniano le violenze che stanno avvenendo in Tibet. Per questo motivo YouTube è stato bloccato ed i siti rivali autoctoni risultano ripuliti

  • ISP pachistano blocca YouTube per due ore

    Volendo interdire l’accesso al sito di condivisione video di Google ai propri clienti, un ISP pachistano ha in realtà dirottato in una sorta di buco nero tutto il traffico del pianeta diretto a YouTube. Due ore di black-out per colpa di alcune vignette

  • YouTube inaugura la censura lampo?

    Leggete, stupite e inquietatevi… Partendo dalla notizia del possibile avvistamento di un omino verde su Marte, ho confezionato per il mio blog personale un breve filmato velatamente satirico verso un personaggio politico molto in voga in questi convulsi giorni in Italia. Accedo al mio account di YouTube e carico normalmente il filmato. Attendo poi i [...]

  • Cina, nuovo codice per i video sul web

    La censura del regime cinese arriva anche a toccare il video distribuito sul web, ambito che fino ad ora era controllato ma senza una specifica normativa che regolasse anche l’accesso alla possibilità di diventare broadcaster online

  • Wikipedia bandita dalle scuole: è imprecisa

    Un fronte di scuole degli Stati Uniti ha deciso per il bando totale dell’accesso all’enciclopedia online dai computer del proprio istituto e come fonte dai lavori dei propri studenti. Le motivazioni sono la superficialità e l’imprecisione

  • Chiusi 4 siti pro-anoressia e pro-bulimia

    Microsoft, su indicazione della spagnola Agencia de Calidad de Internet, ha chiuso 4 siti su Windows Live Space che riportavano consigli alle ragazze che vogliono dimagrire. I contenuti evidentemente pro-anoressia hanno portato alla chiusura precauzionale

  • Google non risponde di quel che indicizza

    Intervenendo a una conferenza sull’antisemitismo, il responsabile di Google Israele ha sottolineato la filosofia aperta e liberale del motore di ricerca, anche nei confronti dei contenuti più controversi. Nel caso specifico si parla di antisemitismo

  • Yahoo risarcirà i dissidenti cinesi

    Dopo aver ammesso le proprie colpe, Yahoo si è ora impegnata a risarcire le famiglie dei dissidenti cinesi che contribuì a imprigionare, fornendo informazioni riservate alle autorità di Pechino. La pressione del Congresso si è fatta sentire

  • Yahoo difende il proprio operato in Cina

    Davanti a una Commissione del Congresso USA, Jerry Yang ha difeso la trasparenza delle politiche adottate da Yahoo in Cina. Nel 2005 il colosso del Web fornì informazioni riservate su un account di un dissidente, poi arrestato dalle autorità di Pechino

  • Sbloccata la violenza di Manhunt 2 per PSP

    La versione per Playstation Portable del gioco della Rockstar, che tante polemiche aveva suscitato prima di uscire e che era stato autolimitato dagli stessi distributori, è stata crackata dagli utenti mostrando che le scene violente erano ancora sul disco

  • Odiano Mastella e Mastella li denuncia

    Clemente Mastella non ha gradito l’ironia del blog ‘Mastella ti odio’ e così si è rivolto alla Polizia Postale per chiedere la chiusura del sito. Gli autori rivendicano libertà di parola e trovano il sostegno online. Qualcosa di simile è successo a Casini