Banda Larga: il futuro senza regole
La ripresa economica passa per il settore della banda larga ma il mercato italiano non sta al passo: poche regole e tante incongruenze. Gli organi di controllo non sembrano preoccuparsi
La ripresa economica passa per il settore della banda larga ma il mercato italiano non sta al passo: poche regole e tante incongruenze. Gli organi di controllo non sembrano preoccuparsi
Sperimentazione in alto mare, l’accordo tra gli operatori che manca: ancora da chiarire le condizioni del meccanismo per passare da un operatore all’altro mantenendo lo stesso numero. Ma per l’Authority Tlc la Number Portability partirà da aprile, a tutti i costi
eResolution, uno dei quattro arbitri incaricati dall’Icann per risolvere le controversie sui nomi di dominio se ne va sbattendo la porta e punta l’indice contro le scelte dell’ICANN ed il Wipo, il suo principale concorrente, accusato di corporativismo.
Stacca la spina uno dei protagonisti del boom di
Internet. Per la società, già in amministrazione controllata, è sfumata anche
la possibilità di acquisto da parte del concorrente di sempre, AT&T.
Un disegno di legge del Governo prevede l’equiparazione tra piccoli ISP e operatori di telecomunicazione alternativi a Telecom Italia. Una grande conquista per i piccoli e medi provider, che rischia però di restare soltanto sulla carta.
Nell’informazione online, sempre più spesso, si gioca la carta dei servizi a pagamento. A questo proposito abbiamo intervistato Vittorio Zambardino, il direttore generale di Kataweb, la net company del Gruppo Espresso
Quella che era considerata la formula vincente di Internet ora appare irrimediabilmente in crisi: sempre più siti diventano a pagamento. Ma i consumatori pagheranno?
Dal dicembre del 1999 la società di Renato Soru ha avviato una inarrestabile campagna acquisti in tutta Europa. Ecco le tappe che l’hanno portata ad essere il primo ISP del continente.