Chi scarica MP3? Fuori i nomi!
Al termine di una battaglia legale durata quasi un anno, la RIAA l’ha avuta vinta: i provider saranno obbligati a rivelare i nomi dei presunti pirati, anche senza l’autorizzazione di un giudice.
Al termine di una battaglia legale durata quasi un anno, la RIAA l’ha avuta vinta: i provider saranno obbligati a rivelare i nomi dei presunti pirati, anche senza l’autorizzazione di un giudice.
Un tribunale statunitense dà ragione alla RIAA: i provider dovranno fornire, anche senza autorizzazione del tribunale, i dati dei loro clienti che scambiano musica illegalmente.
Un software sviluppato da due società americane spierà gli hard disk dei dipendenti alla ricerca di materiale protetto da diritto d’autore. La prima versione nel 2003.
Il software di file sharing, dopo aver adottato la piattaforma di Gnutella, introduce tecnologie antipirateria. L’obiettivo è quello di ritagliarsi uno spazio legale per evitare la mannaia della giustizia nel prossimo processo per violazione del copyright
Durante le feste i CD pirata hanno venduto più di quellilegali. I discografici lanciano l’allarme, ma non sembrano in grado di trovarela soluzione per un problema sempre più ingombrante
Raggiunto un accordo tra Napster e le case discografiche che gli hanno mosso causa per la violazione dei diritti d’autore. Un altro episodio di questa storia senza fine.
Dopo mesi e anni di polemiche e denunce, la Vivendi Universal, gigante europeo dell’entertainment, acquisterà Mp3.com, il popolare sito di musica online. Una soluzione molto simile a quella che chiuse la controversia fra Napster e Bertelsmann.
Le maggiori case discografiche mondiali stanno mettendo a punto accordi con i siti che possiedono la tecnologia per trasmettere musica in streaming. L’obiettivo è far pagare per ascoltare musica; ma, per ora, gli utenti languono.