Le major sono pronte a sfidare Google
RIAA e IFPI potrebbero presto denunciare Google, ritenuto colpevole di non aver penalizzato i siti web legati alla pirateria online.
RIAA e IFPI potrebbero presto denunciare Google, ritenuto colpevole di non aver penalizzato i siti web legati alla pirateria online.
Gli Anonymous nella notte hanno scagliato la propria potenza di fuoco affondando MPAA, RIAA, DOJ, FBI, Vivendi, Hadopi ed altri ancora.
La RIAA si difende dopo le accuse per il presunto download di torrent dai suoi dipendenti. Bufala o utilizzo improprio della Rete da terze parti?
Indirizzi IP riconducibili a RIAA ed Homeland Security sono stati individuati nell’elenco di quelli che hanno scaricato dalla rete BitTorrent.
Google non rimuove, come richiesto dalla RIAA, una applicazione per Android che faciliterebbe la ricerca ed il download di musica illegale.
Si riapre il caso di Jammie Thomas-Rasset. La RIAA ritiene ingiusta la multa da 54 mila dollari e fa ricorso in appello per riportarla a 1,5 milioni.
Jammie Thomas-Rasset, la donna che ha sfidato in tribunale la RIAA, vede ridotta la propria sanzione perché non commisurata al danno procurato.
LimeWire sigla un accordo con la RIAA per porre fine alla battaglia legale: 105 milioni saranno versati da Mark Gorton per i danni causati alle major.
La pubblicazione di recensioni e link per il download di LimeWire potrebbe costar caro al portale CNET, accusato di spalleggiare il P2P illegale.
A parere della RIAA, .music potrebbe incoraggiare la pirateria ed esige dall’ICANN provvedimenti ancor prima che il dominio venga approvato
L’ultima sentenza impone a Jammie Thomas-Rasset una ammenda da 1,5 milioni di dollari per 24 file scaricati e condivisi su Kazaa
Una decisione del giudice Kimba Wood pone fine al servizio di P2P LimeWire, costretto a bloccare ogni attività collegata alla condivisione di file
Mulve, un nuovo servizio P2P che grande successo ha ottenuto fin dalla prima ora, è stato immediatamente portato offline dalla RIAA
Operation Payback è una azione organizzata che ha permesso ad un esercito di anonimi di portare offline i siti MPAA e RIAA
Nel solo 2008, la RIAA ha speso 16 milioni di dollari in spese legali nei suoi processi contro la pirateria. Spese del tutto importanti se confrontate con i 391 mila dollari di risarcimenti ottenuti per una delle associazioni più contestate del web
Verizon, sulla scia di quanto probabilmente già messo in atto da AT&T e Comcast, starebbe inviando avvisi agli utenti scoperti dalla RIAA in attività pirata sulla Rete. Nessuna minaccia e nessuna azione legale, ma soltanto un avviso ed un monito
La RIAA incassa una nuova sentenza a suo favore. Una corte distrettuale ha da poco dichiarato colpevole Usenet.com per aver favorito il download illegale di file musicali protetti dal diritto d’autore. La causa era stata intentata dalla RIAA nel 2007
Grave scivolone per la società che cura gli interessi delle etichette musicali statunitensi. Dopo il caso Jammie Thomas, stavolta l’accusato non possiede un pc ed il sospetto è che MediaSentry abbia ancora una volta sbagliato ad attribuire l’indirizzo IP
Jammie Thomas-Rasset è stata condannata a pagare 1,92 milioni di dollari di risarcimento per aver scaricato illegalmente 24 brani musicali da Kazaa. La cifra sarà divisa tra le sei etichette musicali coinvolte, ma la donna potrebbe ricorrere in appello
Trascinata in tribunale dalla RIAA per pirateria, Jammie Thomas si è ribellata e ha deciso di non patteggiare ma di cercare di vincere la causa. Dopo una prima condanna nel 2007 è ora tornata alla carica con nuove idee e argomentazioni per difendersi