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  • Google pensa all’acquisizione di Katango

    Un nuovo nome potrebbe finire nel carrello della spesa targato Google: trattasi di Katango, gruppo che annovera tra i principali prodotti un algoritmo in grado di operare in maniera semiautomatica per ordinare i propri amici in contatti in appositi gruppi. L’acquisizione avrebbe dunque come scenario Google+, il quale potrebbe in questo modo arricchirsi di un [...]

  • Fubles: si fa una partitella?

    Mancano gli amici per organizzare una partitella? Nessun problema: ci pensa Fubles, il social network pensato per non perdere la serata con gli amici.

  • Fubles, il calcetto ai tempi dei social network

    Fubles è un social network italiano attraverso il quale incontrare nuovi amici ed organizzare partite di calcetto utilizzando la Rete.

  • eBay e Facebook, qualcosa bolle in pentola

    Una nuova intesa tra Facebook ed eBay potrebbe far nascere qualcosa di importante dalla collaborazione tra le due parti.

  • Più social network, meno console

    Sempre più giocatori trascorrono meno tempo per giocare su console, a favore del social gaming su Facebook. Rischi per il gaming su console in futuro?

  • f8, tutte le novità annunciate da Facebook

    Entro poche settimane su Facebook saranno introdotte importanti novità. La pagina dei profili, soprattutto, diventa la Timeline della vita dell’utente.

  • Google+ mette la freccia

    Google+ ha messo la freccia. Se il sorpasso a Facebook è al momento soltanto una chimera, la freccia è invece quella comparsa in giornata sulla homepage di Google.com per mettere in maggiore evidenza quel che il lato “plus” di Google può offrire all’utente. Una freccia blu che dal centro dello schermo indirizza lo sguardo verso [...]

  • Glam Media mette le mani su Ning

    Ning è pronta al passaggio di testimone: sul piatto vi sarebbe un’offerta da 200 milioni di dollari proposta da Glam Media.

  • Con il +1 anche la pubblicità diventa social

    Nasce una nuova interessante sinergia fra le pubblicità sul web e il social network Google+. Il futuro è nelle pubblicità “socialmente attive”.

  • Google+ è aperto a tutti

    Google apre a tutti il social network Google+ ed introduce tutta una serie di novità per impreziosirne il servizio alla community.

  • È colpa dei media: Berlusconi trend su Twitter

    La reazione di Berlusconi al declassamento del rating italiano è subito diventato trend topic su Twitter, sullo stile di Pisapia

  • Gli italiani preferiscono i social network

    La maggioranza degli internauti italiani frequenta i social media, sui quali trascorrono il 31% del tempo totale speso su Internet.

  • Identified lancia la sfida a LinkedIn

    Identified, progetto orientato al mondo lavorativo con un occhio di riguardo al lato social, è pronto a prendere il volo dopo l’ultima raccolta di fondi.

  • Facebook: letto, visto, ascoltato

    Con la conferenza F8 saranno introdotti su Facebook i pulsanti “Letto”, “Visto” e “Ascoltato” al fianco del canonico “mi piace”.

  • IFTTT, lo strumento che li collega tutti

    IFTTT è il nuovo strumento che permette una forte sinergia fra i vari servizi del Web 2.0 sulla logica del “if-then”. Ecco come funziona.

  • Facebook: come Twitter, più di Twitter

    Facebook introduce una nuova modalità di accesso ai contenuti immessi dagli utenti, una sorta di alter-Twitter fatto di “subscribe”

  • Twitter vale 100 milioni di utenti

    Twitter ha raggiunto l’importante traguardo di 100 milioni di utenti attivi. Secondo Google Analytics, il sito raggiunge 400 mln di utenti attivi al mese.

  • Quanto dura la visibilità di un link?

    Un’analisi condotta da Bitly mette in evidenza come il ciclo di vita di un link esaurisca la visibilità dello stesso nel giro di poche ore.

  • Social network e TV, intesa perfetta

    La TV è ancora il mezzo preferito dagli utenti, ma aumenta l’utilizzo dei social network durante la visione dei programmi.

  • Google+ è anzitutto identità

    Secondo Eric Schmidt, Google+ è anzitutto un servizio per la ratifica delle identità degli utenti: è questo il motivo per cui gli pseudonimi sono vietati.