Vividown veglierà su YouTube
Un accordo stragiudiziale tra Google e l’associazione Vividown affiderà a quest’ultima una via preferenziale per segnalare al motore i contenuti da eliminare
Un accordo stragiudiziale tra Google e l’associazione Vividown affiderà a quest’ultima una via preferenziale per segnalare al motore i contenuti da eliminare
Il giudice Oscar Magi ha pubblicato le motivazioni della sentenza di condanna dei responsabili Google implicati nel caso Vividown. Colpite soprattutto le carenze con cui Google ha gestito la privacy. Ma il gruppo preannuncia che ricorrerà in appello
I PM del caso Vividown hanno inviato a L’Espresso le motivazioni delle proprie accuse contro Google. Innanzitutto si spiega perchè Google non sia “mero intermediario” ai sensi della legge. Inoltre ci si chiede perchè Google non abbia fornito dati completi
A 24 ore dalla sentenza contro Google occorre raccogliere due importanti prese di posizione. La prima è quella di Reporter Senza Frontiere, pronta a lanciarsi contro il pronunciamento del giudice. La seconda è quella dell’associazione Vividown
Google usa parole di fuoco contro la sentenza di condanna nei confronti dei propri responsabili coinvolti nel caso vividown: “Serio pericolo per il Web in Italia”. Nel post si promette appello contro una clamorosa sentenza che crea un precedente
Il filmato portato nel 2006 su Google Video, successivamente bloccato con relativa denuncia, ha portato alla condanna di 3 dirigenti del gruppo per violazione della legge sulla Privacy. Assoluzione, invece, per quanto concernente il reato di diffamazione
I legali di Google hanno depositato la memoria difensiva in attesa della sentenza (prevista entro il mese di Gennaio) del caso Vividown. I legali hanno contestato le tesi dei PM ed hanno scaricato Google Video di ogni responsabilità di controllo
Occorre tornare sul caso del processo a Google, che vede imputati quattro responsabili del gruppo per il video ospitato su Google Video nel 2006 e nel quale un ragazzo con Sindrome di Down veniva malmenato da alcuni compagni di scuola. Occorre tornarci perchè l’intero impianto accusatorio non regge, e l’errore è tanto lapalissiano da meritare [...]
I PM di Milano Alfredo Robledo e Francesco Cajani hanno chiesto una condanna di 1 anno per tre membri di Google e di 6 mesi per un quarto membro nel caso che vede il gruppo imputato per aver ospitato un video di maltrattamenti ai danni di un ragazzo
Il processo di Google nel caso che vede l’azienda difendersi dalle accuse dell’associazione ViviDown si estende a principi quali la libertà d’espressione e l’opportunità di una censura preventiva. Si tira in ballo pertanto l’intero social web
Google è chiamato alla sbarra per spiegare le proprie motivazioni relativamente al video sotto accusa fin dal 2006 per i contenuti relativi ai maltrattamenti di un compagno affetto da Sindrome di Down. Trattasi di un processo unico in Europa
La famiglia del ragazzo offeso dal video portato tempo fa su YouTube da alcuni compagni di scuola ha ritirato la propria querela contro Google. Comune di Milano e Associazione Vividown, invece, si sono costituiti parte civile. E nasce un nuovo filone
Per ricordare il caso ci limitiamo ad un link verso l’articolo di allora: oggi, 3 Febbraio, inizia il processo che vede Google dover rispondere alle accuse dell’associazione ViviDown per il famigerato video portato su YouTube da un gruppo di ragazzi del torinese. Come ben sottolinea Zambardino, il processo è di fondamentale importanza perché stabilirà una [...]