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State of the Net 2015 focalizza l’attenzione sul tema degli algoritmi. La mattinata inizia incorniciando l’argomento, identificando quanto gli algoritmi siano all’essenza del mondo odierno, ma a mano a mano che gli speaker si avvicendano sul palcoscenico è chiaro a tutti come sia naturale sconfinare il mondo della tecnologia per approdare ad altre dimensioni.

State of the Net 2015, in evidenza:

L’algoritmo è sociologia nella misura in cui incide nella vita delle persone (basti pensare alla struttura portate di Facebook); è finanza nella misura in cui regola il mondo del trading (gran parte delle transazioni sui mercati azionari sono regolate da automatismi); è economia nella misura in cui moltiplica il valore di una azienda (le scoperte Eni, partner dell’evento, sono in gran parte frutto di algoritmi e supercomputer). L’algoritmo è la chiave per sopravvivere in un mondo che, avendo sempre più dati a disposizione, tende a scadere nel caos laddove non riesce a decodificare messaggi intelligenti da una sommatoria di input.

L’algoritmo trasforma il caos in ordine (e sulla sua neutralità c’è stato, c’è e ci sarà sempre molto di cui discutere) e dona pertanto potere a chi ne domina le dinamiche. Così come nel passato orale erano le istituzioni a conservare i privilegi del sapere e della memoria, così come nell’era della scrittura sono state carta e inchiostro (e Gutemberg poi) a spostare gli equilibri del potere, ora è il controllo dell’algoritmo a stabilire la direzione dei flussi, le metriche di giudizio, i processi decisionali. Controllare l’algoritmo significa controllare la realtà tramite la trasfigurazione della sua immagine nella percezione.

State of the Net 2015 è organizzato a Milano da Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello: un incontro di rara qualità che porta avanti un approfondimento lungo 24 ore con speaker d’eccezione e il supporto di partner quali Eni.