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Aion: Tower of Eternity

NCSoft esporta in Europa la miglior alternativa possibile a World of Warcraft

Voto WebNews
8,9
Data di uscita

25 Settembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità8,7
  • Grafica9,0
  • Sonoro9,2
  • Multiplayer9,0
  • Longevità8,5
Pro

Sistema di gioco sobrio ed equilibrato. Straordinaria ambientazione. Ottima gestione dei combattimenti. Editor di creazione dei personaggi vasto, vario ed appagante. Comparto grafico di notevole impatto.

Contro

Occasionali sbavature di matrice tecnica. Esiguo numero di classi interpretabili. Gameplay troppo orientato a PvP e raid, a discapito delle Quest.

Di ,

Giocabilità

Come abbiamo già avuto modo sottolineare nell’hands-on dedicato, la struttura di gioco proposta da Aion si snoda essenzialmente intorno ai concetti di Raid e PvP, lasciando pertanto alle quest un ruolo non certo marginale, ma senz’altro meno determinante. Questa soluzione riflette logicamente le origini orientali del progetto, e se è vero che gli amanti del grinding non potranno che apprezzarne le conseguenze, è altrettanto innegabile che gli utenti più occidentalizzati potranno invece trovarla troppo limitante.

Al di là dei gusti personali, va comunque detto che Aion dispone di un concept di gioco piuttosto equilibrato che, beneficiando della presenza di un level cap settato a 50 e di un regime di accumulo Punti Esperienza particolarmente bilanciato, offrirà ai suoi utenti un esperienza di gioco sobria, asciutta e soprattutto duratura.

L’oculatezza adottata in fase di progettazione da T.J.Kim e soci, si riflette anche nella creazione e nella successiva gestione del personaggio. Circoscritto a sole quattro classi principali – Scout, Sacerdote, Mago e Guerriero – lo sviluppo del proprio Alter Ego andrà accompagnandosi all’acquisizione di numerose Skill ed altrettante abilità speciali, la cui progressiva integrazione spianerà l’accesso alle otto specializzazioni previste (due per ognuna delle classi disponibili). Allo stesso tempo, vi sarà anche modo di acquisire delle preziose Mana Stone, tramite le quali sarà invece possibile alterare le caratteristiche primarie dell’Avatar e allestire, di rimando, proficui scambi con gli altri utenti.

Lo straordinario Editor adibito alla creazione del personaggio riesce a compensare quasi in toto ogni eventuale carenza dovuta al contenuto numero di classi e fazioni selezionabili. Oltre a poter caratterizzarne l’abbigliamento, i lineamenti e le proporzioni corporee del proprio eroe, gli utenti potranno di fatti sbizzarrirsi ad abbinare ad esso determinate espressioni tipo e molteplici atteggiamenti di default: dettagli che contribuiranno, ovviamente, ad omogeneizzare la sua personalità ed evitare così imbarazzanti incoerenze caratteriali.

Tra le novità più interessanti, Aion propone la possibilità di volare. Accessibile soltanto dopo aver superato il decimo livello di esperienza, ed essere quindi assurti al rango di Daeva, questa straordinaria risorsa permetterà agli utenti di librarsi nei cieli di Atreia con una certa libertà, il che li aiuterà a colmare distanze spesso ingenti. Per quanto il suo impiego resti confinato solo a determinate aree del territorio come l’inquietante Abyss, il volo rivestirà comune un ruolo cruciale anche nell’economia del PvP, senza per questo alterarne in modo esasperato gli equilibri. In tal senso, l’unico avvertimento resta quello di centellinare con cura l’impiego di questa risorsa e scegliere con altrettanta accortezza gli upgrade da applicare alle ali.

È purtroppo necessario evidenziare anche alcuni limiti del gioco che risultano essenzialmente legati alla gestione delle Quest. Oltre a non essere mai troppo articolate, queste ultime non contribuiscono molto a delineare i contorni del plot narrativo di base: aggiungendo a queste considerazioni, il sostanziale squilibro che determina il rapporto tra esse e le sequenze PvP, si desume pertanto che Aion sia un titolo più votato al combattimento e al Raid. Il che potrebbe deludere una certa tipologia di giocatore.

Giudizio tecnico

Pur sfoggiando un comparto grafico di grande impatto che, traendo beneficio dalle risorse del CryEngine, è in grado di sovrastare almeno di una spanna la maggior parte delle produzioni a tema, Aion si rivela essere un titolo piuttosto leggero, la cui fruibilità è pertanto garantita anche su PC di fascia più bassa. A conferma di ciò, è opportuno rimarcare il supporto di un client sempre stabile e la conseguente assenza di LAG e caricamenti in grado di compromettere l’esperienza li gioco: dettagli che compensano al meglio le macchinosità proprie del GameGuard Software.

Generalmente animati con cura, e sempre in grado di esibire un’invidiabile numero di dettagli, i modelli poligonali appaiono inoltre ben assemblati, tanto da oscurare difetti altrimenti più visibili, come le texture non esattamente limpide e l’eccessiva uniformità stilistica rintracciabile nel design delle armature.

È tuttavia l’ambientazione ad esaltare il lavoro svolto da NCSoft. Oltre a debordare di particolari meteorologici ed effetti di illuminazione a dir poco suggestivi, le terre di Atreia sono un vero e proprio compendio dell’immaginario fantasy: mondi ancestrali, popolati da  creature immaginifiche, in cui panorami naturali di indicibile bellezza si sposano sempre con armonia a costruzioni ciclopiche e alle affusolate guglie di città senza tempo.

Fortunatamente, questo fascinoso spettacolo visivo viene opportunamente coadiuvato da un’interfaccia di controllo adeguata. Traendo beneficio dalla contingente presenza di essenziali menù e comandi intuitivi, il sistema di controllo risulta infatti accessibile sin dalle prime battute, senza per questo risultare semplicistico o limitato.

Nel tessere le lodi tecniche del lavoro svolto da T.J. Kim è infine impossibile non fare accenno a un comparto sonoro che, senza mai risultare invadente o inopportuno, appare sempre in grado di sottolineare con le giuste intenzioni ogni situazione di gioco.

Strutturalmente equilibrato, fascinoso nelle forme e particolarmente ispirato quanto a Character Design, Aion riesce in definitiva a rispettare molte delle promesse elargite nel corso degli ultimi mesi, ponendosi come un’alternativa più che valida ai titoli più blasonati del settore e, più in generale, come una produzione collaudata che ogni amante del genere dovrebbe apprezzare senza riserve.

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