QR code per la pagina originale

Alan Wake

Remedy regala agli appassionati il Silent Hill del nuovo millennio

Voto WebNews
8,6
Data di uscita

14 Maggio 2010

Giudizi
  • Giocabilità8,6
  • Grafica8,6
  • Sonoro9,5
  • Longevità7,8
Pro

Ambientazione affascinante e curatissima. Sistema di gioco agile e intuitivo. Colonna sonora ben realizzata e d'atmosfera

Contro

Occasionali sbavature tecniche. Alcuni dialoghi cercano di abbassare la tensione, il che è un peccato. Longevità limitata

Di ,

Giocabilità

In termini di gameplay, ci troviamo di fronte a un Action-Adventure in terza persona dal taglio piuttosto classico, che alterna, con adeguato bilanciamento, sequenze esplorative a dialoghi e a segmenti più dinamici.

Gli equilibri di questo concept risultato fondamentalmente tarati sull’alternarsi tra il giorno e la notte: alla luce del sole, Alan Wake potrà esplorare la cittadina, viverne l’insolita quotidianità e portare avanti la trama dell’opera, mentre al calar delle tenebre inizierà la sua disperata lotta per la sopravvivenza contro gli ostili inquilini di Bright Falls.

Buona parte delle sequenze d’azione avranno luogo nei paraggi della cittadina, dove il buio è più fitto, la foresta intricata e il maligno più forte. Qui, Alan Wake sarà chiamato a confrontarsi con la diabolica progenie dei Taken, esseri alquanto alienanti e oltremodo ostinati, che si riveleranno essere molto più vulnerabili alla luce (artificiale o naturale che sia) che ai semplici proiettili.

In relazione a questo dettaglio, sarà fondamentale prendere subito familiarità con la gestione della torcia in dotazione, giacché maneggiandone il flusso illuminante, si potrà spesso scampare a una morte altrimenti certa. Inoltre, giocare con i riflessi e con le superfici riflettenti e sfruttare gli occasionali potenziamenti, si rivela particolarmente appagante una volta assimilatone il meccanismo, senza per questo togliere spessore e fascino alla parallela gestione delle armi, quali pistole, fucili e corpi contundenti.

Una volta metabolizzato lo shock emozionale derivante dal confrontarsi con una realtà tanto isolata e claustrofobica, i più esigenti si accorgeranno che il gameplay tende a proseguire su binari: è un peccato che uno pseudo open world tanto ben curato nella struttura e nella grafica non permetta una maggiore libertà di movimento, finendo piuttosto col guidare il giocatore verso ogni prossima tappa di gioco. Per fortuna, però, le cose da fare sono tali e tante da mitigare tale sensazione, al punto da convincerci che si tratti di una rinuncia accettabile se non addirittura necessaria per dare piena sostanza alla trama.

Dopo un inizio blando, utile sia per immergersi sia nel racconto dietro Alan Wake sia per prendere dimestichezza col le sue dinamiche di gioco, dagli occasionali scontri con i nemici e la raccolta di oggetti speciali ci si ritrova catturati dall’azione, che aumenta in termini di frequenza e difficoltà, fino ad assomigliare a un Survival e trovando, a nostro parere, il proprio climax in una spettacolare sequenza di guida, che di certo non mancherà di lasciarvi a bocca aperta.

L’unica vera pecca di questo progetto è la sua longevità: come ogni bel film o romanzo, anche Alan Wake finisce troppo presto. Per fortuna, la sua stessa struttura a episodi, assieme alle vicissitudini che scoprirete solo giocando (non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa, NdR), lasciano presagire almeno un sequel.


Giudizio tecnico

È inutile negare che buona parte delle perplessità che nutrivamo nei confronti di Alan Wake fosse figlia del tortuoso iter produttivo cui il gioco è purtroppo andato incontro nel corso degli ultimi anni. Come accade fin troppo spesso in casi analoghi, i segni del tempo non mancano mai di riflettersi sulle prestazioni dell’engine grafico, rischiando spesso di compromettere tutto quanto di buono si era partorito in termini concettuali.

Sebbene sia tutto sommato evidente che l’architettura grafica di Alan Wake non sia esattamente “fresca”, le estreme conseguenza di questa problematica sono ben lungi. Al di là di una certa piattezza riscontrabile nella struttura dei modelli poligonali e nelle texture che li ricoprono, la cosmesi visiva alla base del progetto offre un vero spettacolo per gli occhi, trovando nell’elaborazione dei paesaggi e delle dinamiche della luce i suoi cavalli di battaglia.

Soprattutto, grazie a una straordinaria gestione delle fonti di illuminazione, gli scenari di Bright Falls e dintorni sono molto suggestivi e quanto mai realistici. La stessa cittadina, col suo tipico profilo da provincia nord americana, e il contro altare della lugubre foresta di abeti circostante, vantano un dettaglio sorprendente.

Anche le animazioni dei modelli e la gestione della fisica di gioco presentano diversi spunti interessanti: su tutti, le convincenti routine di movimento legate alla gestione del protagonista, ma anche alle sue capacità di interagire con l’ambiente che lo circonda, sia per le fasi esplorative che per quelle di natura più dinamica.

Il tutto è stato poi abbinato al brillante sonoro riservato a rumori naturali e non, la cui efficacia finisce con il conferirgli un peso cruciale nell’economia globale di gioco. Doppiaggio e colonna sonora non sono da meno.

Insomma, la lunga attesa è comunque valsa. Alan Wake è un gioco che ogni cultore degli action thriller psicologici non può perdersi, ma anche i meno appassionati non potranno non trovarlo coinvolgente e oltremodo intenso.

Notizie su
Commenta e partecipa alle discussioni