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Assassin’s Creed 2

Trama e gameplay ai massimi livelli danno nuovo lustro all'Italia Rinascimentale

Voto WebNews
9,3
Data di uscita

20 Novembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità9,3
  • Grafica9,0
  • Sonoro9,7
  • Longevità9,2
Pro

Assassin's Creed 2 coinvolge con il suo ritmo incalzante, la varietà d’azione e le ambientazioni suggestive che arricchiscono una trama davvero avvincente

Contro

Qualche piccola imperfezione grafica non riesce a oscurare, comunque, un quadro di eccellenza quasi assoluta

Di ,

Giocabilità

L’unicità e la ricercatezza di Assassin’s Creed 2 si manifestano fin dalle prime fasi di gioco, quando Desmond, dopo essersi collegato con una versione più avanzata dell’Animus, assiste alla nascita di Ezio e a una sorta di breve quick time event accoglie il giocatore, chiamato a destare il neonato dal torpore post-parto.

Il tempo vola veloce nella realtà simulata dell’Animus 2.0 e, poco dopo, ci si trova coinvolti in una concitata scazzottata su Ponte Vecchio; anche qui accade qualcosa di molto particolare: vi viene chiesto di abbattere il numero più alto possibile di nemici prima di esaurire l’energia. È in questo momento che ci si rende conto che il mix di accenni di gioco e trama è un test per valutare l’abilità del giocatore e tarare l’intera esperienza di gioco in base alla prontezza di riflessi e alle capacità di combattimento effettive!

Una simile alternanza di elementi, questa volta fra trama e tutorial, conduce il giocatore per gran parte delle prime ore di esplorazione, mostrando gradualmente tutte le novità introdotte in Assassin’s Creed 2 e invogliando a prendere dimestichezza con le nuove meccaniche di gioco.

Fra le macroscopiche aggiunte al concept originario spicca il nuovo sistema monetario, basato sui Fiorini, che da solo giustifica la possibilità di borseggiare praticamente chiunque (compresi i cadaveri dei nemici) e l’introduzione di negozi, nei quali comprare armi sempre più efficaci e armature più efficienti, tinteggiare gli abiti e perfino acquistare dipinti!

Il sistema di arrampicata, fiore all’occhiello del primo Assassin’s Creed, è stato perfezionato. I movimenti di Ezio risultano molto più fluidi, se paragonati a quelli del suo “progenitore” Altair. Di certo la velocità di esecuzione è aumentata, cosa che permette di muoversi più speditamente in cima ai palazzi. La scelta è stata, ovviamente, dettata da una verticalizzazione dei livelli molto più accentuata, con architetture complesse che si elevano ben al di sopra del piano stradale.

Peccato che, talvolta, la telecamera non asseconda perfettamente le acrobatiche arrampicate di Ezio, per cui un’infinitesimale errore nell’impostare la direzione con lo stick analogico può causare imprevisti salti nel vuoto… Tenendo presente la maggior altezza da cui è possibile cadere, è dunque facile perdere molta energia per un balzo mal calcolato. Raramente, la pena è perfino la de-sincronizzazione di Desmond dall’Animus 2.0, in seguito all’inattesa e inconcepibile (ai fini narrativi) morte di Ezio…

Completamente rivisitate le meccaniche stealth, molto più dinamiche e appaganti. La densità della popolazione che anima i vicoli delle città, così meticolosamente riprodotte, è aumentata esponenzialmente. Ci si può nascondere in un gruppo di passanti e la cosa non è più automaticamente gestita in seguito alla semplice pressione di un tasto, come in Assassin’s Creed, ma sta al giocatore mantenersi nell’area d’azione utile, all’interno della quale Ezio risulta invisibile al nemico.

A complicare le cose, ecco l’introduzione del livello di notorietà: più elevato è, più le guardie saranno incuriosite dal passaggio del giovane assassino, variando per gradazioni che spaziano dalla semplice occhiata fino allo sguainare le spade al primo contatto visivo. Per fare in modo che tale livello cali velocemente sono state predisposte diverse opzioni: corrompere i banditori pubblici (facile, ma dispendioso), inseguire ed eliminare scomodi testimoni o politici corrotti, oppure strappare dai muri gli avvisi che segnalano Ezio come ricercato!

Pensate sia finita? Affatto! Ecco una missione in cui degli odiosi menestrelli, decantando le gesta eroiche del nobile Ezio, non fanno altro che renderlo nuovamente desiderato dalle guardie… Al giocatore la scelta di eliminare brutalmente i molesti musici o, con un vero colpo geniale di game design, prendere una manciata di Fiorini e spargerli in terra per distrarre i cantori ambulanti e perfino la folla lì accanto.

Questo è Assassin’s Creed 2, un vero concentrato di situazioni di gioco che garantiscono una strepitosa libertà di approccio. Le varianti stealth, fra le quali spicca perfino la possibilità di immergersi per un periodo di tempo limitato sott’acqua, sono veramente tante. E nel momento in cui si decide, invece, di passare all’attacco, ecco aprirsi tutta un’altra rosa di possibilità, legata al vasto arsenale che Ezio è in grado di trasportare con sé: doppie lame ai polsi, pugnali da lancio, spade e daghe, ecc.

Oltre alle lame in dotazione, è stata aggiunta anche l’opzione di raccogliere le armi lasciate in terra dai nemici sconfitti, per non parlare della possibilità di affrontarne uno a mani nude e disarmarlo con una contromossa eseguita al momento opportuno. Insomma, se la ripetitività dei combattimenti di Assassin’s Creed non aveva convinto nessuno, la varietà degli scontri in Assassin’s Creed 2 è così piacevole che, spesso, vi ritroverete a provocare volontariamente qualche guardia per poi ammirare l’abilità di Ezio nelle esecuzioni all’arma bianca. E se non vi bastasse, è prevista la possibilità di agguantare i nemici meno corazzati e riempirli di pugni, testate e ginocchiate, prima di spingerli via, magari giù da un tetto…

Non è finita qui, però. Infatti, il prolifico team di sviluppo ha pensato bene di offrire l’ulteriore possibilità di assoldare qualcuno che faccia il lavoro sporco al posto di Ezio. In giro per i vicoli, compaiono dei gruppi di mercenari che possono essere reclutati per scortarvi in qualsiasi missione, pronti ad attaccare al vostro comando o a difendervi dagli inseguitori. E se la violenza non vi piace, potrete decidere di pagare delle prosperose cortigiane, pronte a sfoggiare le loro grazie per distrarre le guardie troppo zelanti. Terza e ultima variante: i ladri, spesso appollaiati sui tetti, sempre pronti a rubare a comando e anche gli unici in grado di seguirvi nelle arrampicate più impossibili.

Da un certo punto in poi, Ezio disporrà perfino di una casa di famiglia: Villa Auditore di Monte Riggioni, una tappa fissa che nasconde al suo interno interessanti segreti, tra cui la venerabile armatura di Altair (sbloccabile entrando in possesso dei sei emblemi, nascosti in altrettante tombe di nobili assassini). All’interno della piccola cittadella fortificata è possibile investire parte dei propri guadagni per elevare il valore delle tenute di famiglia e guadagnare con le tasse imposte ai cittadini.

Assassin’s Creed 2 non vuole essere un titolo eccessivamente complesso, per cui la componente gestionale è solo appena accennata. Monte Riggioni è una fonte facile di guadagno: basterà tornare a riscuotere con regolarità gli introiti custoditi dalla sorella di Ezio. In realtà Villa Auditore è da considerarsi come una gigantesca vetrina interattiva nella quale sono esposte informazioni sullo stato di avanzamento di gioco: segreti sbloccati, oggetti raccolti, ecc.

Se tutta questa varietà vi spaventa, è giusto accennare al fatto che non è strettamente necessario affrontare ogni singolo sotto-gioco o missione secondaria di Assassin’s Creed 2. Pur dedicandosi unicamente alla trama principale, questo incredibile seguito offre ben più di quindici ore di gioco, graziate da una trama varia e ben congegnata. Non c’è ragione di lasciarselo sfuggire…

Giudizio tecnico

Assassin’s Creed 2 è stato realizzato con una cura per il realismo storico che ha dell’incredibile. La riproduzione di città come Firenze, Roma o Venezia (per citarne solo alcune) è minuziosa e il motore grafico gestisce con una notevole fluidità ambientazioni vastissime che si estendono anche verticalmente.

I vicoli sono colmi di gente che “vive” nel mondo di gioco, il ciclo giorno/notte scandisce il tempo che passa, il sistema di illuminazione si prende la briga di simulare perfino le improvvise schiarite in cielo

Tutto questo ha un costo in termini di risorse hardware, certo, e il grande pregio di Assassin’s Creed 2 è di scendere a compromessi, ma con dignità e classe! La varietà delle texture è ottima, ad esempio, ma la qualità di alcune di esse lascia a desiderare e il livello di dettaglio si abbassa drasticamente non lontano dal punto di vista dell’osservatore. Stessa cosa accade alle ombre proiettate, che perdono improvvisamente definizione a pochi metri virtuali da Ezio.

Tutto è molto bello da vedere, quindi, ma anche molto piatto e la fisica simulata è applicata con parsimonia solo a pochi oggetti. I tendaggi si muovono e rilevano realisticamente le collisioni, stessa cosa non si può dire, però, delle assi sospese alle corde: sensibili al peso di Ezio solo lungo un asse e non soggette ad alcun tipo di realistica oscillazione. L’acqua, grande novità di Assassin’s Creed 2, è fin troppo statica e non si degna di una singola increspatura che segua le leggi della dinamica dei fluidi quando Ezio vi nuota dentro.

Un titolo come Uncharted 2 ha ampiamente dimostrato che il livello di dettaglio su schermo può essere molto superiore, ma è anche vero che gli ambienti sono molto più contenuti e alcuni elementi di gioco che influiscono sul design dei livelli, come le dinamiche di arrampicata, non sono neanche lontanamente paragonabili. Sembra ovvio che sia stata fatta una scelta ben precisa: rinunciare al dettaglio estremo in favore di una verosimiglianza e di una vastità delle aree di gioco che non ha paragoni.

Se si accetta questo presupposto si riesce perfino a notare (e accettare) il leggero calo di dettaglio nella modellazione poligonale di tutti i personaggi, molto più curati, invece, sotto l’aspetto del design e mappati da texture sopraffine. Assassin’s Creed 2, come già accennato, scende a compromessi, ma si tratta di rinunce così ben congeniate o poco percepibili che il risultato, agli occhi del giocatore, è praticamente perfetto.

Solo uno sguardo eccessivamente critico potrebbe notare, come ultimo e ininfluente neo grafico, la mancanza di v-sync che, in determinate situazioni, esita in fastidiosi difetti di tearing… ma si tratta di considerazioni tecniche veramente troppo estreme che non tolgono davvero nulla all’ottimo lavoro svolto da Ubisoft Montreal.

Il sonoro, invece, è uno dei (tanti) punti di forza di questa produzione, interamente localizzata in italiano. Molto gradevoli le rare, ma preziose concessioni a forme strettamente dialettali che sottolineano momenti particolarmente divertenti, in cui la sceneggiatura esibisce apprezzabili tocchi di auto-ironia, una caratteristica molto apprezzata e, negli ultimi anni, fin troppo sottovalutata (se giocherete alla versione in inglese, scoprirete, ad esempio, che uno degli amici di Ezio fa persino il verso a un celebre personaggio Nintendo, ma non vi diciamo altro per non rovinarvi la sorpresa!).

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