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Assassin’s Creed: Revelations

Assassin's Creed torna con Revelations, per far luce sui misteri della saga

Voto WebNews
8,5
Data di uscita

15 Novembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica8,5
  • Sonoro9,0
  • Multiplayer8,0
  • Longevità8,0
Pro

Interessanti sequenze introspettive di Altair, eccellente rappresentazione grafica di Costantinopoli, qualche piccola novità interessante.

Contro

Le novità aggiunte non si rivelano molto incisive nell'economia di gioco e si faranno presto dimenticare.

Di ,

Trama

Nato come semplice protagonista del secondo capitolo di Assassin’s Creed, Ezio Auditore, grazie al suo fascino tutto italiano e alla folta schiera di fan, è riuscito a ritagliarsi un importante ruolo all’interno della saga, tanto che gli sviluppatori gli hanno dedicato due interi capitoli spin-off: Brotherhood, lo scorso anno, che chiudeva il cerchio della tirannia dei Borgia su Roma e, quest’anno, Assassin’s Creed: Revelations, che porta a conclusione le peripezie dell’assassino fiorentino.

Le vicende riprendono immediatamente da dove erano state lasciate in Brotherhood. Desmond, ancora privo di coscienza dopo l’incidente causato dalla Mela, si ritrova in un’onirica dimensione intermedia, a cavallo fra i ricordi dei suoi antenati e i paradossi creati dalla propria mente. In questo limbo spazio-temporale, fa la conoscenza di una sorta di estensione cerebrale del Soggetto16, l’assassino che, prima di lui, era stato sottoposto a intense sedute con l’Animus tanto da portarlo al suicidio, e che ora si trova imprigionato all’interno del software stesso, per ovvie ragioni impossibilitato a ricongiungersi al proprio corpo.

Se Desmond non riuscirà a trovare un giunto temporale in grado di permettere all’Animus di scindere la sua mente da quella degli antenati Ezio Auditore e Altair, potrebbe andare in contro allo stesso infausto destino del collega. Il veicolo per evitare questa triste sorte, sono, ancora una volta, i ricordi di Ezio, impegnato in Assassin’s Creed: Revelations nella ricerca della biblioteca di Masyaf (antica sede dell’Ordine degli Assassini), che al suo interno dovrebbe contenere i segreti lasciati da Altair, tra i quali il vero senso dell’esistenza dell’Ordine. Una volta giunto a destinazione, l’ormai attempato e canuto Ezio, scopre però che per aprire la porta della biblioteca sono necessarie cinque chiavi, reperibili nella città di Costantinopoli.

Con l’aiuto di una deliziosa libraia italiana e la fazione assassina locale, capitanata dal maestro ottomano Yusuf Tazim, l’assassino fiorentino si mette alla ricerca dei sigilli di Altair e, nel frattempo, cerca di portare un po’ di ordine all’interno della labile situazione politica della città, in perenne contesa fra il nuovo regime ottomano e le continue rivalse degli ex regnanti bizantini, tanto per cambiare in combutta con i Templari.

In mancanza di un vero e proprio nemico comune da affrontare, la narrazione di Assassin’s Creed: Revelations si focalizza principalmente sulla figura di Altair, proponendo un’interessante introspezione del personaggio. Ad ogni chiave recuperata, infatti, Ezio ripercorre i ricordi del suo arabo antenato, mostrando inesplorate pagine della sua tortuosa e difficile esistenza. Nonostante la buona qualità dell’intrattenimento narrativo relativo alle missioni di Costantinopoli, queste ultime si rivelano un semplice contorno alla ricerca delle chiavi, amalgamandosi in maniera non del tutto convincente ad essa.

L’architettura ludica di Assassin’s Creed: Revelations è la riproposizione quasi pedissequa di quella già vista in Assassin’s Creed Brotherhood, con un paio di aggiunte e limature contenutistiche. In primis, il combat system si rinverdisce con un alcune nuove mosse: la contropresa, il controfurto e, durante le esecuzioni, si può assistere ad alcune animazioni inedite. Anche se è ancora possibile eliminare una guardia dopo l’altra semplicemente schiacciando un tasto al momento giusto, gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire alcuni avversari più ostici che, se incontrati in grande numero, possono eliminare il buon Ezio in poco tempo, poiché in grado di evitare gli attacchi o contrattaccare a loro volta.

Questo fattore ha dato un po’ di sostegno al troppo permissivo livello di sfida, non raggiungendo però un compromesso abbastanza soddisfacente, soprattutto a causa dei troppo aiutini di cui Ezio può disporre. Infatti, a dare manforte all’assassino di Firenze tornano gli aiutanti, che possono essere assoldati una volta conquistate le basi dei templari sparse per tutta la città di Costantinopoli, in modo analogo alle torri dei Borgia di Assassin’s Creed: Brotherhood. La gestione del proprio team di assassini è perlopiù immutata, ma ora se un assassino raggiunge il livello 10, quindi diventa un maestro, è possibile assegnarlo a un covo e, svolte alcune missioni dedicate al suo sviluppo, può raggiungere il livello 15 ed evitare che il covo venga assediato dai templari.

Nel caso non si avesse un assassino di livello 15 a presidiare il covo, e quindi questo venga attaccato dai templari, prende forma una nuova modalità di Assassin’s Creed: Revelations, che si potrebbe quasi definire un gioco nel gioco. Con l’ossatura di un comune tower defense, il giocatore interpreta il ruolo dello stratega Ezio e sceglie quali assassini schierare alla difesa della base. Fatte le scelte, anche in base alla formazione nemica, si entra nel vivo della battaglia e si sceglie dove disporre assassini, balestrieri, barriere e archibugieri. Vincendo le guerre, si sbloccano nuove unità e barriere da utilizzare negli assedi seguenti.

La modalità è risultata un divertente passatempo ed è utile a spezzare un po’ il ritmo di gioco, scandito fondamentalmente da platform e combattimenti. Altra novità dal retrogusto tattico sono le bombe, non più solo fumogena come nei precedente capitoli, ma di tre tipologie: diversiva, utile a distrarre i nemici, tattica come le bombe fumogene per eliminare una guardia con il vantaggio garantito dalla cortina di fumo, e infine le bombe letali, semplicemente degli strumenti di morte alternativi e in grado di far stramazzare al suolo gruppi numerosi di nemici contemporaneamente.

Ma l’aspetto interessante di questa aggiunta, oltre all’inevitabile incremento nella varietà degli scontri che prendono vita in Assassin’s Creed: Revelations, è che ogni ordigno può essere creato direttamente dal giocatore attraverso un semplice sistema di crafting, che prevede l’utilizzo di tre elementi: involucro, polvere ed effetto. Gli ingredienti possono essere comprati, rubati o recuperati dai corpi delle guardie. L’inserimento di questa variante bellica va ad aggiungersi a una lista di opportunità già numerosissime. Il giocatore di fronte alle più disparate situazioni può seguire diverse vie per portare a termine la missione: semplicemente con le proprie forze a colpi di lama celata, chiamando a supporto gli adepti, sfruttando la potenza delle bombe, oppure utilizzando i vecchi trucchetti come le prostitute, i ladri o i mercenari.

Torna la micro-gestione economica della città, ma questa volta, invece di venire affinata, la possibilità di guadagno è stata resa ancora più facile. Basta comprare botteghe o luoghi di interesse per accumulare le relative rendite, senza nessun fattore di rischio o limitazione alcuna (presente invece in Brotherhood versione PC). Con l’acquisto mirato di alcune attività, si riesce ad ottenere un vitalizio fin troppo generoso per le reali necessità che il mondo di gioco richiede.

In Assassin’s Creed: Revelations non è di certo la varietà a mancare, quanto piuttosto delle novità vere e più tangibili nell’esperienza di gioco globale. La sensazione è ancora la stessa provata con il secondo capitolo ormai due anni fa e, fatta eccezione per le comunque interessanti aggiunte, si sente il bisogno di un vero e proprio passaggio di testimone.

Il multiplayer ripropone quanto già introdotto da Brotherhood, aggiungendo alcune nuove modalità. Tra queste, menzion d’onore va sicuramente fatta per Caccia al Manufatto, una sfida che vede due team di assassini scontrarsi per difendere un manufatto di valore e, allo stesso tempo, cercare di impossessarsi di quello avversario. Anche i potenziamenti derivati dal completamento di certi obiettivi è stato aggiornato e offre un buon numero di equipaggiamenti extra. Come lo scorso anno, risulta difficile essere entusiasti di fronte a un comparto multigiocatore aggiunto per sole ragioni di mercato, tuttavia saprà regalare alcune ore di gioco supplementari e, almeno per qualche tempo, potrebbe divertire i videogiocatori in cerca di soluzioni online diverse dal solito.

Il motore grafico utilizzato sin dal primo capitolo, l’Anvil Engine, inizia a sentire il peso degli anni, ma riesce comunque a offrire scorci d’indiscusso fascino, accompagnati da una modellazione poligonale sempre fedele nel tratteggiare la città di Costantinopoli e le sue innumerevoli opere d’arte architettoniche. Il lavoro di pulizia grafica è encomiabile, così come lo sforzo svolto nel restituire un’espressività facciale finalmente più credibile rispetto al passato. Rimangono ancora troppo anonimi e privi di dettaglio i volti dei passanti, ma soprattutto quelli dei personaggi di secondo piano.

Purtroppo il framerate è ancora ballerino camminando nelle zone più ricche di dettaglio. Tutto il comparto d’effettistica compie il suo dovere con ordinaria amministrazione, mentre è da segnalare positivamente la sempre ottima simulazione dei liquidi. Molto buono il doppiaggio in lingua italiana (anche se a prestare la voce ad Ezio è un altro doppiatore) e la campionatura ambientale, unico neo è il vociferare della folla, composto da una manciata di frasi. Ottime come sempre le colonne sonore.

Assassin’s Creed: Revelations è la degna conclusione delle vicende di Ezio Auditore da Firenze. Senza cercare di reinventare nulla o regalare eclatanti novità di gameplay, gli sviluppatori hanno volontariamente deciso di adagiarsi sugli allori e chiudere lo spin-off dell’assassino toscano senza il cosiddetto botto. Qualche novità a dire il vero c’è, ma non si rivela abbastanza incisiva nell’economia globale di gioco. L’esperienza mostra i muscoli soprattutto nell’offrire uno spaccato introspettivo della vita di Altair, rispondendo ad alcune domande e aprendo altrettanti quesiti che verranno probabilmente svelati nei prossimi capitoli. Per il resto, siamo di fronte ad un vero e proprio more of the same della saga, con tutti i pro e i contro del caso.

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