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Battlefield: Bad Company

Divertimento puro e semplice in perfetto stile sparatutto bellico

Voto WebNews
8,2
Data di uscita

27 Giugno 2008

Giudizi
  • Giocabilità8,2
  • Grafica8,8
  • Sonoro8,8
  • Multiplayer7,8
  • Longevità7,5
Pro

Grafica e sonoro estremamente realistici, mezzi variegati, ampie locazioni

Contro

Mancanza di coop a quattro, chat assente in multiplayer, sistema di gestione facilitato nel single-player

Di ,

Giocabilità

La giocabilità trova vantaggio nella cura particolare data dagli sviluppatori all’interfaccia di gioco e alla precisione con cui i comandi vengono eseguiti dal personaggio.

Non si può nascondere che una delle peculiarità per cui Battlefield Bad Company punta ad essere ricordato nel tempo è una colorita e magistralmente congeniata campagna single-player che rappresenta, di fatto, la punta di diamante di questo titolo che si fregia, comunque, di una classica modalità online.

Il susseguirsi incalzante e caotico di combattimenti più o meno impegnativi segnano un passaggio chiave nell’esperienza. Un’area di gioco enorme dove risulterà molto complicato trovare riparo dal fuoco nemico: infatti Battlefield Bad Company porta all’esasperazione il concetto secondo cui pochi materiali sono indistruttibili con le armi disponibili, per cui l’utente non può pensare di sentirsi sicuro dietro un muro di mattoni, ad esempio.

Ampio realismo anche in questo senso: oggetti ed edifici, materiali e quant’altro risentono pesantemente degli attacchi dei militari, che possono disintegrarli con pochi colpi. Una delle esigenze sentite sin da subito dal videogiocatore consiste nel cercare riparo sentendosi spesso con il fiato dei nemici sul collo. Ma, guardando da un’altra angolazione, anche gli avversari non possono pensare di sentirsi sicuri dietro i ripari scelti, a tutto vantaggio del divertimento.

Il sistema di comando generale è di ottima fattura: si riesce a gestire tutte le operazioni con grande impatto, anche se per una completa padronanza del gioco, è richiesto un certo ed inevitabile tempo di adattamento.

Molto curato anche il combattimento da veicolo. Si riesce abbastanza bene a scindere il sistema di guida da quello di combattimento in un micidiale mix di azione e riflessione dove la fisica sembra mantenuta.

Un altro aspetto distintivo di Battlefield Bad Company è dato dalla presenza dei medikit, kit di soccorso sempre disponibili ed inesauribili, da somministrarsi solo dopo un certo countdown. Questo concetto, se da un parte inibisce il senso di frustrazione che potrebbe nascere, in particolare nei videogiocatori meno esperti e appassionati, potrebbe per certi versi far storcere il naso a chi intende questo tipo di giochi in maniera quasi maniacale.

Inoltre in caso di decesso del personaggio, non avviene il classico reset dei nemici con conseguente possibilità di proseguire l’action con un ridotto senso di difficoltà, anche qualora l’impostazione di gioco sia a livelli massimi da questo punto di vista.

Stranamente, non è prevista una modalità di coop a quattro che sarebbe potuto essere un valore aggiunto in un titolo già di per se estremamente valido.

La giocabilità di Battlefield Bad Company si articola in maniera piuttosto omogenea, compatta ed efficace durante lo svolgersi delle azioni.  L’intelligenza artificiale regalata agli avversari virtuali di Marlowe, lo porterà ad assistere a veri e propri blitz ben congeniati e a tentativi di attacco difficili da contrastare. Può capitare, però, anche se di rado, che si incontri un nemico incurante dei rischi, per il quale l’intelligenza artificiale ha evidentemente perso qualche colpo.

Giudizio tecnico

Battlefield Bad Company è un titolo serio, in cui il game design è stato messo a punto con una cura spasmodica. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Si tratta infatti di un titolo impegnativo, realistico, con una trama e uno svolgersi degli eventi, incalzante.

La grafica delle ambientazioni e le texture sono particolarmente realistiche e non mancano di particolari coinvolgenti. Un uso delle luci davvero ben congeniato, giochi d’ombra, ma soprattutto l’aspetto particellare delle esplosioni in grado di mettere alla prova la sensazione che non si stia davvero combattendo su un campo di guerra reale.

Fantastico anche il breve senso di relax di cui Marlowe può giovarsi nei pochi momenti di pausa, quando per esempio, si è alla guida di un veicolo in un paesaggio desolato, magari sfiorati dalla luce di un tenue tramonto.

Ampio spazio è stato riservato alla realizzazione dei fondali e dei paesaggi, ricchi di montagne, avallamenti e quant’altro possa trovarsi sulla scena di una battaglia.

Un FPS necessita di un comparto audio coinvolgente e soprattutto convincente. Battlefield Bad Company non demorde neanche in questo senso. L’audio è potente, ricercato e pieno di realismo. Si pensi, ad esempio, alla diversa esperienza sonora che si può vivere sparando qualche munizione all’aria aperta o dentro un casolare. Importante il contributo dei bassi che tendono a rafforzare il senso di distruzione durante un’esplosione.

Per quanto riguarda, invece, la colonna sonora, va chiarito che si tratta di un’esperienza piuttosto toccante ascoltare alternativamente pezzi folk o country diligentemente orchestrati e che perfettamente si adattano alla situazione che Marlowe sta vivendo sul campo.

Il grado di longevità che Battlefield Bad Company riesce a regalare al giocatore è sicuramente elevato viste le appassionanti sessioni sia in single che multiplayer. Riguardo quest’ultimo aspetto, si sottolinea che c’è un’unica modalità multiplayer che prevede due squadre confrontarsi l’una per difendere giacimenti d’oro e l’altra per distruggerli. Ma, a quanto pare, saranno disponibili degli aggiornamenti presumibilmente gratuiti.

Forse la  longevità è leggermente messa in crisi dalla capacità di recuperare illimitatamente le forze e, in caso di uccisione, di ripartire dello stesso punto con gli avversari precedentemente uccisi che non ricompaiono sulla scena.

Tuttavia, Battlefield Bad Company è in grado di regalare ore ed ore di intrattenimento puro, di quelli che tengono inchiodati al monitor, anche coloro che non possono definirsi appassionati del genere. Un titolo, dunque, ottimamente realizzato, con qualche limitazione ma non troppo penalizzante.

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