STARTUP BUS NEWS
QR code per la pagina originale

Bayonetta

Kamiya si conferma signore degli hardcore action game: adrenalina pura!

Voto WebNews
8,3
Data di uscita

8 Gennaio 2010

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica8,0
  • Sonoro9,0
  • Longevità8,0
Pro

Comparto visivo spettacolare. Sistema di gioco collaudatissimo. Affascinante character design. Sontuoso comparto sonoro. Struttura di gioco dichiaratamente hardcore…

Contro

…Struttura di gioco dichiaratamente hardcore. Evidenti limitazioni tecniche e concettuali. Tracollo tecnico riscontrabile nell'edizione PS3 rispetto alla controparte X360

Di ,

Giocabilità

Chiunque abbia mai giocato anche a uno solo dei quattro episodi di Devil May Cry dovrebbe già avere un’idea ben precisa di cosa aspettarsi da Bayonetta, almeno in termini concettuali. Stiamo parlando, in pratica, di un titolo fortemente improntato all’azione pura che, stimolando costantemente i riflessi dei giocatori, non esita a gettare su di loro avversari a frotte, favorendo un approccio di gioco persino isterico.

Tanto per capirci, entrare in partita significa calarsi anima e corpo all’interno di una vera e propria baraonda infernale, alla quale sarà possibile sopravvivere solo facendo un uso spregiudicato delle combo e di ogni altra risorsa in forza alla protagonista.

Per fortuna, Bayonetta sa il fatto suo e non è un’esagerazione affermare che il suo arsenale è pari al suo sex appeal. Che si tratti di armi da fuoco, spade, pugnali, staffe e incantesimi, potrà fare appello a una serie di soluzioni offensive praticamente sconfinata che, manco a dirlo, potrà essere ampliata esponenzialmente tramite l’acquisizione di power-up e affini.

Un’impostazione di gioco votata così tanto al ritmo e all’uso di adrenalina comporta, ovviamente, il supporto di un valido sistema di gioco, e bisogna ammettere che nessun game designer sa meglio di Hideki Kamiya come si gestisca una problematica del genere… Come prevedibile, il guru ha infatti optato per un’interfaccia molto dinamica e immediata, la cui natura si presta piuttosto bene al button mashing. Piuttosto che limitarsi a pestare come dannati i polpastrelli sul pad, però, i giocatori devono comunque abbinare le proprie abilità manuali a un minimo di criterio. In altre parole, se avete intenzione di smanacciare a destra e manca, sappiate che non andrete troppo lontano: prima di esaltare la forza bruta, il gameplay di Bayonetta esige difatti una gestione piuttosto oculata del proprio potenziale bellico come pure una spiccata tendenza alla mobilità.

Se è vero che il sistema di controllo sa sempre mettervi nella posizione di affrontare a testa alta ogni sfida, è altrettanto innegabile che, per portare a termine il gioco, anche i giocatori più coriacei avranno il loro bel daffare. Kamiya-San dopotutto ha mantenuto le promesse fatte in sede di anteprima: il suo è un gioco di quelli veramente tosti, e affrontare uno qualsiasi dei livelli vuol dire superare una prova di resistenza tale da scoraggiare molti dei giocatori odierni, ormai “rammolliti” dal blando grado di sfida proposto dalla maggior parte dei titoli in circolazione…

La presenza di un coefficiente di difficoltà così elevato influisce, inoltre, in modo sensibile, sulla longevità: se a un grado di sfida normale Bayonetta rischierebbe di risultare dannatamente breve, a queste condizioni, l’esperienza proposta può dilatarsi significativamente.

In tal senso, va tra l’altro considerato anche un discreto fattore di rigiocabilità, garantito dalla presenza di numerosi extra, quali costumi supplementari, ad esempio, e dalla solita ricerca di elementi collezionabili quali le Aureole. Per questo, una volta terminato il gioco, sarà possibile rigiocare i vari capitoli indipendentemente dalla timeline originale, dando così modo di esplorare gli anfratti meno evidenti dei vari stage del gioco.

Giudizio tecnico

Anche dal punto di vista tecnico, Bayonetta si allinea più o meno uniformemente con l’approccio cosmetico e concettuale proprio di Devil May Cry. Oltre a implicare l’adozione di un look iperstilizzato per quanto concerne i modelli poligonali e le ambientazioni, questa disinvolta impostazione visiva si traduce in animazioni davvero spettacolari che non mancano mai di sottolineare l’amalgama di grazia e ferocia che pervade ogni singolo movimento della protagonista.

Allo stesso modo, anche gli effetti speciali abbinati all’uso delle armi da taglio, ai colpi d’arma da fuoco e a incantesimi vari risultano alquanto scenografici, tanto che spesso e volentieri Bayonetta finisce col trasformarsi in un debordare di pirotecnie e rutilanti flash stroboscopici!

Abbinare un simile show visuale al cospicuo numero di avversari costantemente presenti su schermo ha logicamente spinto gli sviluppatori ad accettare alcuni compromessi di natura tecnica, che per fortuna non compromettono l’esperienza di gioco; dovendo proprio trovare qualcosa che non va, punteremmo il dito verso una discutibile gestione del framerate, sull’eccessiva presenza di sbavature quali aliasing e tearing nonché sullo scarso coefficiente di interazione con i fondali (ormai quasi marchio di fabbrica di molte produzioni realizzate in Giappone e in netto contrasto con quanto offerto, ad esempio, da Assassin’s Creed 2).

Le ovvie scelte stilistiche di stampo orientali di Bayonetta, fortunatamente, non sono tutte da bollare negativamente. Il sonoro, infatti, trova preziosa linfa vitale proprio: se gli effetti e il doppiaggio in inglese (versione da noi testata, NdR) rientrano difatti negli standard di una produzione di medio livello, di contro le sfarzose orchestrazioni di supporto ai combattimenti riescono a esaltare la natura epica del gioco, pervadendo di entusiasmo tutti i gamer più sensibili al fascino delle possenti melodie Power-Classic.

Più appariscente che curato e molto più barocco che elegante, il comparto tecnico di Bayonetta è dunque una diabolica miscela di esagerazioni stilistiche, in cui convivono architetture gotiche, sensualità, demonologia di serie B e forme bizzarre: un vivido inferno di colori, lampi e fiamme (che incontrano un ingiustificato tracollo strutturale nella versione PS3).

Senza ombra di dubbio, quello firmato dai Platinum Studios è un titolo di culto, e come tale anche controverso: troverà senz’altro chi lo innalzerà da subito al rango di capolavoro assoluto, come pure chi invece lo criticherà aspramente per la sua impostazione troppo hardcore e per i suoi evidenti limiti concettuali.

Al di là di questa considerazione quanto più oggettiva ci sia possibile esprimere, noi troviamo che Bayonetta garantisca comunque un’esperienza di gioco più che soddisfacente e quindi consigliabile.

Notizie su
Commenta e partecipa alle discussioni