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Call of Duty: Modern Warfare 2

Un'esperienza di guerra moderna praticamente perfetta ed estremamente varia

Voto WebNews
9,3
Data di uscita

10 Novembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità8,9
  • Grafica9,6
  • Sonoro9,8
  • Multiplayer9,2
  • Longevità9,0
Pro

Tecnicamente ottimo e dotato di tre modalità di gioco assolutamente complementari e coinvolgenti

Contro

Non eccessivamente longeva la modalità Campagna. Eccessivo in alcune scelte di contenuti, gratuitamente violenti

Di ,

Giocabilità

Un’analisi rigorosa di Call of Duty: Modern Warfare 2 non può che partire dalla Campagna in singolo. La trama fantapolitica, completamente slegata da eventi reali, ha richiesto un impegno supplementare agli sviluppatori per creare un mondo credibile e comprensibile attorno agli eventi di gioco.

Tutto è assegnato a filmati introduttivi di briefing e ad alcune conversazioni in-game (a volte veramente troppo sintetiche per poterne evincere qualcosa), per cui, spesso, ci si ritrova a perdere un po’ il filo narrativo, rimanendo in balia degli eventi, con la sensazione di essere sballottati in giro per il Globo. Non si tratta di un grande limite, sia chiaro, dal momento che si apprezza comunque la varietà delle ambientazioni e la spettacolarità degli script narrativi (memorabile la sequenza della fuga sulle moto da neve!).

L’azione di gioco è coinvolgente, appagante e, volendo trovare un unico macroscopico difetto, termina troppo presto… Chi ha già dimestichezza con un action in prima persona o è un veterano della serie si ritroverà ai titoli di coda in un lasso tempo che può oscillare fra le cinque e le otto ore di gioco.

L’unico modo di prolungare il divertimento è alzare il livello di difficoltà, ma si corre il rischio di innalzare anche la soglia di frustrazione: l’Intelligenza Artificiale dei nemici è impressionante ed è in grado di arginare la scalata al checkpoint successivo, costringendovi a lottare strenuamente per ogni metro di terreno.

La prima cosa che salta all’occhio è la scelta di innovare anche il sistema di rilevazione dei danni, implementando un filtro grafico molto realistico che simula schizzi di sangue sul campo visivo. Una scelta estrema, che potrebbe creare anche un po’ di confusione quando si è sotto attacco. D’altronde si tratta di una rappresentazione che accentua il realismo dell’esperienza e lascia percepire, in prima persona, la confusione che un soldato prova quando esposto al fuoco nemico.

L’impressione è che, in virtù di una leggibilità minore dell’azione, sia stata aumentata leggermente la resistenza al fuoco nemico. Ovviamente, la cosa non influenza i livelli di difficoltà più elevati, nei quali un paio di colpi ben assestati possono mettere fine alla vostra carriera militare…

Infinity Ward ha anche dato ascolto a molte delle critiche mosse al precedente capitolo, per cui, ad esempio, non vi ritroverete più in situazioni nelle quali i nemici continuano ad arrivare a ruota libera, generati all’infinito da folli meccaniche di respawn.

L’interfaccia di gioco è sempre leggibile e ben presente su schermo, aiutandovi a non perdere mai l’orientamento. Problemi di labirintite, invece, sembrano ancora affliggere, saltuariamente, i vostri compagni di squadra, che tendono ad attraversare incautamente la vostra linea di fuoco o a bloccarvi la strada nei momenti meno opportuni… Di contro, si prodigheranno in una serie di commenti in tempo reale, sempre pertinenti con l’azione di gioco, aumentando esponenzialmente il realismo complessivo dell’esperienza.

In generale, appare abbastanza evidente che la Campagna in singolo non è più il pilone portante, ma una fra le altre, ugualmente importanti, modalità di gioco: dove finisce l’una inizia l’altra. È per questo che i limiti del single player sono praticamente azzerati dalla presenza delle Operazioni Speciali, giocabili sia da soli che in cooperativa con un amico. Si tratta comunque di una selezione di missioni, studiate prevalentemente per essere affrontate in compagnia, le cui ambientazioni, a volte, sono un estratto della modalità Campagna. Si ha l’impressione che alcuni scenari si ripetano, ma, in realtà, la struttura è sempre diversa.

Gli obiettivi, poi, sono completamente inediti, garantendo ore e ore di divertimento di matrice cooperativa. Nulla di paragonabile alla limitata modalità Arcade, sbloccabile nel precedente episodio. Al termine di una missione vengono, inoltre, assegnate un massimo di tre stelle, per cui, prima di guadagnare tutte le 69 decorazioni ne deve scorrere di sangue.

Sempre presente, infine, la modalità Multigiocatore competitiva, raffinata e ulteriormente bilanciata nelle meccaniche di gioco. Praticamente perfetta.

Giudizio tecnico

L’impatto iniziale non può che stupire per spettacolarità delle ambientazioni, livello di dettaglio complessivo e valida applicazione dell’engine fisico. Vedere, ad esempio, le granate che, una volta lanciate, rotolano, accarezzando le ondulazioni e le pendenze del terreno, non soddisfa solo in virtù della raffinatezza estetica, ma stupisce anche in quanto a innovazione del concept di gioco.

La varietà degli ambienti riprodotti stordisce: dal ghiaccio con tempeste di neve delle vette del Kazakhistan, fino alle strade polverose dell’Afghanistan, i ricchi effetti particellari si sposano con una un elevato livello di modellazione poligonale, senza mai gravare eccessivamente sulla fluidità del frame rate. Impercettibili rallentamenti, appena evidenti solo a un occhio estremamente critico, non sono un difetto, se paragonati alla bontà del quadro complessivo. È dunque evidente il passo in avanti rispetto ai precedenti capitoli della serie.

Doveroso, infine, un commento sulla resa visiva delle sessioni Multigiocatore online, finalmente graziate da un engine grafico paragonabile all’esperienza offline di gioco. Non a caso, un intero sub-team di sviluppo si è dedicato al multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare 2, cosa che risulta evidente dalla presenza, finalmente, di dettagli grafici come il fumo, la fisica applicata alla maggior parte degli oggetti presenti su schermo, veicoli che esplodono e una quantità di accorgimenti, che, messi insieme, innalzano l’online quasi allo stesso livello tecnico dell’offline.

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