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Call of Juarez: Bound in Blood

Basta tutto l'oro di Juarez per fare un FPS in stile western?

Voto WebNews
7,3
Data di uscita

3 Luglio 2009

Giudizi
  • Giocabilità7,0
  • Grafica7,0
  • Sonoro7,5
  • Multiplayer7,5
  • Longevità7,5
Pro

Buon comparto tecnico. Ambientazione riuscita. Effetti speciali di prima qualità. Abbastanza vario.

Contro

Animazioni poco convincenti. Alcune pecche di gameplay. AI blanda.

Di ,

Giocabilità

Call of Juarez: Bound in Blood è un classico FPS di recente generazione, ma dotato di alcune caratteristiche utili a differenziarlo dalla sin troppo omologata concorrenza. La prima di esse consiste nell’ambientazione western, un fattore che influisce sia sull’apparato cosmetico che sulla meccanica di gioco vera e propria.

La riuscita ambientazione comporta, infatti, alcune variazioni di gameplay rispetto ai consueti canoni degli FPS. Innanzitutto, le armi sono molto meno performanti rispetto a quelle più recenti, costringendo il giocatore ad adottare un consistente cambio di mentalità negli scontri a fuoco.

Le pistole e i winchester sono dotati di una capacità molto ridotta, il che induce a ricercare una maggiore precisione negli attacchi, allo scopo di evitare la lunga operazione di ricarica. È proprio tale aspetto a rappresentare uno degli elementi che differenzia Call of Juarez: Bound in Blood dalla concorrenza. Fortunatamente, come da tradizione degli FPS più recenti, lungo il percorso da seguire non mancheranno copiose riserve di munizioni, per cui, bilanciando bene i tempi di ricarica e le strategie d’assalto, sarà possibile sviluppare una tattica efficace senza particolari grattacapi.

Fra le altre armi, sarà possibile utilizzare anche esplosivi come la dinamite e archi, cannoni e mitragliatrici Gatling.

In Call of Juarez: Bound in Blood è stata anche riproposta l’originale Concentrazione, che consente di eliminare più nemici usando una singola sventagliata di fuoco. I due fratelli, dopo aver ucciso un certo quantitativo di nemici in sequenza, avranno la possibilità di portare ai limiti le proprie capacità congelando il tempo in modo da poter prendere la mira in maniera infallibile.

Si tratta di un ausilio molto efficace all’azione offensiva, nonostante qualche piccolo problema d’implementazione. A volte, ad esempio, ci si trova ad attivare tale modalità mentre i nemici stanno per nascondersi dietro degli oggetti, oppure poco prima di assistere a una sequenza d’intermezzo…

Così come avviene in molti altri FPS recenti, anche in Call of Juarez: Bound in Blood è possibile nascondersi dietro un oggetto in modo da eliminare i nemici restando sotto copertura. Questa modalità viene gestita in automatico, avvicinandosi al bordo di un muro, di uno steccato o di un oggetto. Questo sistema, in apparenza efficace, si rivela spesso scomodo e complicato da gestire.

Per quanto riguarda l’azione offensiva, oltre alla consueta salute rigenerabile, registriamo un buon sistema di mira automatica, che, in alcuni casi, consente al mirino su schermo di agganciare i nemici in movimento, rendendo più agevole l’operazione di mira. Così facendo è possibile eseguire spesso dei letali colpi alla testa!

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, gli avversari di Ray e Thomas appaiono piuttosto limitati, mostrandosi poco propensi a combattere in maniera sagace. Di contro, i nemici sono tanto poco abili nella tattica di combattimento quanto stranamente precisi nel lancio della dinamite, che finisce puntualmente col colpire il giocatore anche se nascosto in maniera efficace.

Anche la procedura per raccogliere le munizioni è piuttosto scomoda: è infatti necessario avvicinarsi a una cassa di rifornimento con molta precisione, premere il tasto azione, visionare le scorte presenti e passarvi su in modo da poterle acquisire. Sarebbe stato molto più semplice posizionare le munizioni direttamente sul campo di battaglia…

Giudizio tecnico

Rispetto al blando predecessore, Call of Juarez: Bound in Blood vanta un aspetto grafico nettamente superiore, grazie a mappe di qualità e ambienti ben realizzati. Peccato per alcune grossolane cadute di stile, come ad esempio delle texture altalenanti e una modellazione approssimativa di alcuni personaggi. Le animazioni di questi ultimi, quelle che in prospettiva sembravano animazioni realistiche visionando la versione incompleta del gioco, nella versione finale hanno compiuto pochi progressi e non convincono sempre.

Per quanto riguarda gli effetti, registriamo un comparto di tutto rispetto. Il gioco comprende deflagrazioni, effetti di fumo, acqua e fuoco di qualità eccellente e in grado di incrementare il senso di coinvolgimento nell’azione di gioco.

In Call of Juarez: Bound in Blood torna anche l’indovinato effetto di profondità di campo, che consente, al momento di prendere la mira, di aumentare il realismo visivo, aggiungendo una sfocatura agli elementi più lontani del fondale. Tale effetto viene applicato, sebbene in maniera differente, anche per restituire il senso di stordimento in seguito a un’esplosione. Tuttavia, a nostro avviso, in tal caso l’effetto appare troppo marcato e prolungato, costringendo l’utente a vagare alla cieca per diversi secondi…

Per quanto riguarda il sonoro, registriamo un buon comparto per gli effetti, musiche nella media e un’eccellente recitazione in italiano per i diversi personaggi del gioco, siano essi protagonisti o comprimari.

In conclusione, Call of Juarez: Bound in Blood si dimostra un buon prodotto, superiore in quasi ogni aspetto al predecessore. Incapace di primeggiare fra gli FPS di primo piano, ma certamente interessate per la caratterizzazione scelta. A causa di alcune scelte tecniche, appare poco snello in termini di gameplay, seppur soddisfacente e, generalmente, divertente.

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