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Dark Void

Un promettente colossal fantascientifico che si perde ne vuoto oscuro...

Voto WebNews
6,3
Data di uscita

22 Gennaio 2010

Giudizi
  • Giocabilità6,0
  • Grafica5,7
  • Sonoro7,8
  • Longevità5,5
Pro

Trama avvincente. Musiche coinvolgenti. Qualche buon momento di combattimento aereo

Contro

Settore grafico scadente. IA dei nemici ai minimi termini. Ripetitività delle missioni che conduce a una longevità ridottissima. Assenza di funzionalità multiplayer

Di ,

Giocabilità

Dark Void si presenta come un (mediocre) mix di varie tipologie e titoli vincenti di un lontano passato. Nel corso delle battaglie terra-aria i ricordi tornano, infatti, a giochi del passato remoto come Space Harrier e Rocket Ranger, per poi passare a produzioni recenti come Gears of War (per le sezioni di combattimento) e Prince of Persia (per la spettacolarità di certi salti del personaggio). Sostanzialmente, quel che ne scaturisce è un gioco d’azione/sparatutto in terza persona ricco di scontri sia a terra che a mezz’aria.

Bello, direte voi. Il problema è che questa miscela di generi non è affatto riuscita, sia a causa del sistema di controllo non soddisfacente, sia a causa di un ritmo d’azione troppo lento, persino nelle situazioni che dovrebbero, invece, essere adrenaliniche come gli scontri a fuoco con i nemici.

Oltre ai movimenti, anche la gestione delle inquadrature lascia spesso molto a desiderare, con cambi di visuale troppo improvvisi e “scattosi”, che penalizzano vistosamente il giocatore. L’Intelligenza Artificiale dei nemici è, inoltre, molto scadente: avversari passivi e immobili che incassano colpi senza tentare alcuna efficace reazione. Il tutto è inserito nell’ambito di una totale linearità, altro elemento penalizzante per la longevità e, ahinoi, il divertimento.

La distribuzione verticale del gioco e l’azione aerea (la miglior cosa di Dark Void) non attenuano la ripetitività degli scontri con i nemici, in missioni e ambientazioni poco coinvolgenti, soprattutto dopo le prime ore di gioco.

Infine, la mancanza di una modalità multiplayer - che avrebbe aggiunto un fattore di interesse in più – completa la “demolizione” del divertimento. È pur vero che gli sviluppatori hanno precisato che tale scelta è stata dovuta alla volontà di concentrarsi al meglio sul single player, ma, in realtà, il risultato finale offerto da Dark Void non è certo quello sperato… almeno da noi.

Sul fronte della pura giocabilità e del piacere nel completare le missioni, Dark Void non convince, suscitando nell’utente una spiacevole sensazione di scarsezza di idee e contenuti.

Giudizio tecnico

Se il fattore giocabilità risulta molto lacunoso, purtroppo non gli fa da contro altare la parte puramente tecnica: Dark Void presenta diversi problemi che ne inficiano fortemente la valutazione complessiva.

La grafica, nonostante ambientazioni tridimensionali, scenari chiaroscuri da fantascienza (che ben si adattano a un mondo parallelo come il Vuoto) e chiaroscuri attraenti, si rivela molto lacunosa. La ripetitività delle location visitate, semplici aree montagnose molto anonime o navi spaziali piuttosto modeste, la gestione disastrosa delle telecamere, il calo costante di frame rate, l’assenza di una brillantezza degna di una next-gen non possono essere ignorate.

La struttura delle texture è, globalmente, scadente, con qualità estetica e caratterizzazione dei nemici che raggiungono a malapena la sufficienza (con rare eccezioni di pochi boss). Non mancano, inoltre, occasionali bug, come nel caso dei nemici che cadono nei precipizi senza però morire, costringendoci a tornare fino all’inizio del livello per distruggerli e procedere con la missione!

Da salvare rimangono solo le animazioni e i modelli poligonali dei personaggi principali. Complessivamente, però, il settore grafico di Dark Void è ben lontano dalle più recenti produzioni next-gen. I rimpianti maggiori sono per la versione Xbox 360, che, grazie alla presenza dell’Unreal Engine, avrebbe davvero potuto essere molto più curata e brillante.

Il comparto audio è, invece, di buon livello, con un’ottima colonna sonora firmata da Bear McCreary, musicista piuttosto noto in ambito televisivo (composizioni musicali per serie TV come Battlestar Galactica, Trauma e Terminator: The Sarah Connor Chronicles). Il tema principale, il Will’s Theme, è un ottimo esempio di musica dolce e trionfale che ispira eroismo fin dalle prime note che risuonano all’apertura del gioco. A questo, nella progressione di gioco, si accompagnano diversi altri temi secondari che ben si adattano alle ambientazioni (un mix di strumenti tribali, hip-hop, temi futuristici e rilassanti), con una varietà davvero notevole.

Buoni anche gli effetti sonori di contorno e la localizzazione in italiano, grazie a un doppiaggio delle voci ben fatto.

Dark Void si presenta dunque come un colossal fantascientifico dalle grandi idee, bloccato da una realizzazione tecnico-grafica lacunosa, solo in parte mitigata dalle grandi musiche di contorno. Una giocabilità scadente, una serie di bug irritanti e una longevità limitatissima vanificano le grandi premesse, riducendo il fantascientifico titolo Capcom a un pallido ricordo di grandi successi del passato.

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