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Dynasty Warriors 6: Empires

Uno spin-off che aggiunge poco a un gameplay ormai logoro

Voto WebNews
6,0
Data di uscita

26 Giugno 2009

Giudizi
  • Giocabilità6,5
  • Grafica6,7
  • Sonoro5,0
  • Multiplayer6,0
  • Longevità6,0
Pro

Buona resa tecnica. Battaglie furiose. Qualche piccola aggiunta

Contro

Gameplay ormai trito e ritrito. Poche innovazioni. Sonoro polveroso

Di ,

Giocabilità

A differenza di quanto accade negli episodi classici della serie, in cui è possibile lanciarsi in furibondi combattimenti contro migliaia di soldati nemici senza troppi preamboli, in Dynasty Warriors 6: Empires è necessario prendere in considerazione anche il lato strategico dell’azione bellica.

La campagna militare inizia, come da tradizione dei capitoli “Empires”, con la selezione di un territorio da attaccare, azione da coniugare con la difesa delle proprie città e conquiste. Nella fase preparatoria al combattimento, è necessario scegliere i personaggi da utilizzare, per poi  impostare le tattiche da mettere in atto durante la battaglia.

Così facendo sarà possibile costruire un esercito in grado di garantire adeguate possibilità di vittoria, per poi lanciarsi in battaglia cercando di eliminare il maggior numero di nemici entro il tempo limite. Uccidendo invece il comandante nemico sarà possibile porre anzitempo fine allo scontro.

È anche possibile affrontare la campagna in modo da seguire fedelmente il flusso degli eventi storici cinesi del periodo dei Tre Regni, epoca in cui la serie è tradizionalmente ambientata.

Dynasty Warriors 6: Empires spinge a ragionare, scegliendo ad esempio se affidarsi alla semplice forza bruta oppure cercare di intavolare trattative allo scopo di espandere la propria influenza sugli altri popoli. Il titolo Koei consente poi di creare il proprio personaggio sfruttando un editor ricco di opzioni e semplice da utilizzare. Si tratta di un sottosistema che garantisce un elevato livello di personalizzazione, consentendo di agire su fattori come la corporatura e la stazza fisica, così come sull’aspetto del volto e sul timbro della voce.

Fra le altre novità del titolo, registriamo la possibilità di scaricare contenuti aggiuntivi come ad esempio musiche di sottofondo, personaggi e abiti aggiuntivi, operazione disponibile per la prima volta nella serie Koei (storicamente conservatrice).

In termini di gameplay vero e proprio, è adesso possibile iniziare la propria campagna impersonando un Ronin, ovvero un samurai errante senza padrone, opzione che garantisce un minore controllo sugli attacchi e sulle azioni da intraprendere a livello globale. In questo caso, infatti, sarà necessario eseguire gli ordini dei comandanti controllati dalla CPU.

Scegliendo un livello di gioco più elevato, invece, sarà possibile gestire quasi ogni aspetto dell’azione bellica. Dynasty Warriors 6: Empires consente di utilizzare una gran quantità di armi ed equipaggiamenti bellici, sia di tipo rigorosamente storico che fittizio, e comprende un’enciclopedia che illustra gli avvenimenti del periodo in cui è ambientata la storia principale.

Uno degli elementi che differenzia maggiormente Dynasty Warriors 6: Empires dai capitoli della serie regolare è il sistema dei Renbu, vale a dire un indicatore a barra che aumenterà di valore eseguendo una sequenza di attacchi. Raggiungendo un valore alto di Renbu, sarà possibile eseguire assalti sempre più devastanti. Il Renbu può essere incrementato sia eseguendo attacchi che schivate, premiando così l’efficacia generale di combattimento e non soltanto il mero button bashing offensivo. Inoltre il ruolo del Renbu crescerà più rapidamente salendo di livello, rendendo sempre più devastante l’azione d’attacco.

Giudizio tecnico

Dynasty Warriors 6: Empires è un titolo caratterizzato, come da tradizione della serie, dalla presenza di un numero smisurato di nemici da affrontare sul campo di battaglia. La possibilità di affrontare centinaia di avversari da spazzar via con combo devastanti, uno dei capisaldi della serie, costringe il motore grafico a sforzi notevoli durante i combattimenti.

In alcuni frangenti di gioco è presente un numero considerevole di nemici su schermo, con tanto di effetti speciali e ambientali, ma nonostante ciò il motore di gioco si dimostra capace di gestire tutto ciò senza particolari tentennamenti, e con un frame rate elevato.

Tutto ciò, però, ha un prezzo,e gli sviluppatori Koei hanno dovuto cercare un compromesso tecnico sacrificando la ricchezza dell’ambiente di battaglia in favore del numero di personaggi su schermo, nel tentativo di mantenere un frame rate adeguato a un’azione così frenetica. Pertanto gli ambienti di Dynasty Warriors 6: Empires appaiono piuttosto spogli, con un dettaglio minimale e texture non certo di qualità epocale, così come avviene per gli effetti atmosferici. Si tratta però di elementi relegati a un ruolo molto marginale nell’economia del gioco, che pochi utenti avranno il tempo di notare durante le furibonde battaglie.

Le animazioni dei personaggi sono invece pertinenti e restituiscono una certa credibilità sia all’azione (volutamente enfatica) che alle movenze delle masse di nemici.

Il sonoro resta ancorato a paradigmi obsoleti, proponendo ancor oggi i medesimi urli di battaglia, i ruggiti e i sofferti ululati di morte che accompagnano la serie sin dai primi capitoli, con l’aggiunta dei classici e stantii rumori di spada. Le musiche di sottofondo sono dignitose, ma non aggiungono molto a un comparto sonoro decisamente sottotono e ripetitivo.

In conclusione, Dynasty Warriors 6: Empires non riesce ad apportare innovazioni considerevoli alla serie, rivelandosi l’ennesimo capitolo destinato a perdersi nelle memorie confuse da tanti titoli simili fra loro. Trattandosi di un’espansione commercializzata a prezzo pieno, ne raccomandiamo l’acquisto soltanto ai fan più sfegatati.

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