QR code per la pagina originale

Global Agenda

A metà fra un TPS e un MMORPG, vi sfida a conquistare il mondo!

Voto WebNews
8,5
Data di uscita

1 Febbraio 2010

Giudizi
  • Giocabilità8,5
  • Grafica8,0
  • Sonoro7,0
  • Multiplayer10,0
  • Longevità9,0
Pro

Struttura di gioco solida. Ottima caratterizzazione delle classi. Modalità di gioco Conquest vero valore aggiunto di tutto il titolo. I Jetpack!

Contro

Modalità PvE alla lunga noiosa. Ambienti poveri di dettagli in alcune mappe. Mancano gli headshot...

Di ,

Giocabilità

Come ogni MMO che si rispetti, anche in Global Agenda bisogna passare da una minuziosa interfaccia di creazione del personaggio prima di buttarsi nella mischia. L’editor è funzionale e ricco di opzioni di personalizzazione, permettendo al giocatore di modificare ogni aspetto del fisico e del volto del proprio alter-ego, oltre che la tipologia e il colore dell’armatura indossata.

Nell’editor iniziale andrà anche selezionata la classe di appartenenza fra le quattro disponibili: Assault, Recon, Medic e Robotic. Assault è dedicato a coloro che amano stare nel vivo dell’azione, è equipaggiato con armi pesanti e granate di ogni genere. Medic è una classe molto versatile, dotata di una sorta di pistola in grado di curare un compagno designato, oltre che abilità di cura ad area o per avvelenare gli avversari. In azione lavora a strettissimo contatto con gli Assault. Robotic potrebbe essere considerato l’ingegnere del gruppo e gran parte delle sue attività sono votate al supporto della squadra: può erigere torrette autonome difensive, utilizzare droni con controllo remoto a distanza, creare strutture di supporto che aumentano le skill dei compagni o rivelare la presenza di nemici momentaneamente invisibili. Recon, infine, è una classe molto versatile e veloce, può utilizzare temibili spade nel combattimento ravvicinato o fucili da cecchino per quello dalla distanza, oltre a essere in grado di rendersi invisibile, sabotare i congegni del Robotic e piazzare mine antiuomo.

Ogni personaggio è personalizzabile tramite le skill, raggruppate in tre macro-categorie. La prima categoria è comune a tutte le classi e influisce su punti vita, capacità di ricarica e altre caratteristiche, mentre le restanti due sono specifiche per ogni classe. Spendendo nelle varie macro-categorie i punti guadagnati nei passaggi di livello si accederà alle abilità specifiche del proprio personaggio.

La struttura di gioco di Global Agenda ricorda da vicino quella di Guild Wars e di altri MMO che hanno deciso di emularlo. Dome City è l’unico ambiente comune in cui tutti i giocatori possono comunicare, commerciare, rifornirsi e gestire la propria agenzia, mentre tutte le missioni e gli scontri si svolgono in istanze private create dal sistema. La scelta degli sviluppatori statunitensi è risultata azzeccata, in particolare perché non è necessario attraversare Dome City da cima a fondo per entrare nel vivo dell’azione, ma basta accedere al menu principale in qualsiasi momento per scegliere una delle tre modalità a cui dedicarsi.

La prima è il PvE, modalità da affrontare in co-op con altri giocatori. Le missioni sono raggruppate in quattro livelli di difficoltà, ma in tutte l’obiettivo è liberare la mappa dalle forze del Commonwealth controllate dall’I.A. di gioco, guadagnando così punti esperienza, risorse o equipaggiamento. Nonostante una discreta utilità nelle prime ore di gioco, questa modalità stanca presto, risultando alla lunga ripetitiva e poco stimolante…

La seconda modalità disponibile in Global Agenda è, ovviamente, il PvP, in cui prendono vita epici scontri 10vs10 fra due fazioni. Gli obiettivi da raggiungere sono vari a seconda della mappa selezionata, possono andare da una variante del classico cattura la bandiera (rinominato, in questo caso, Control) fino allo scortare un robot da una parte all’altra della mappa per tre volte.

Il PvP si è rivelato molto più stimolante del PvE, ma risulta essere a sua volta solo una base per la modalità Conquest, fiore all’occhiello di Global Agenda e in cui agenzie formate da giocatori (in altri lidi chiamate più comunemente gilde) lottano per la conquista e la supremazia sui territori non ancora conquistati dal Commonwealth.

Ogni mappa di questa modalità è divisa in esagoni ed ogni esagono rappresenta un’istanza di gioco, quindi un territorio da conquistare. Ogni volta che un’agenzia prende possesso di un territorio, può sfruttare le sue risorse costruendovi sopra miniere, lo può utilizzare per effettuare ricerche costruendo laboratori, può produrre automezzi o equipaggiamento per i propri componenti costruendo fabbriche sul suo suolo oppure può installarvi delle piattaforma di lancio per missili.

Oltre ai normali territori rappresentati da esagoni, sono presenti anche territori speciali denominati basi; queste ultime possono essere conquistate solo prendendo possesso dei sei territori che le circondano e fungono da scudo per i possedimenti circostanti.

Oltre all’aspetto strategico, la modalità Conquest permette di schierare sul campo automezzi, robot ed equipaggiamenti speciali di supporto ai propri uomini, creati tramite fabbriche e laboratori o acquistati a Dome City.

Per quanto riguarda la pura azione, un aspetto rilevante, oltre che dannatamente divertente, è dato dai Jetpack di cui ogni giocatore è dotato, che permettono di spiccare balzi più o meno lunghi e di volare per brevi tratti.

Altro aspetto interessante e azzeccato, a vantaggio del divertimento e di scontri più frenetici, è stata la scelta di conservare tempi di ricarica per le armi, ma di eliminare tutte le restrizioni sul numero dei proiettili. Prima di affrontare un’istanza di gioco non sarà quindi necessario andare a rifornirsi di munizioni, ma basterà semplicemente scegliere la tipologia che si vuole utilizzare.

Giudizio tecnico

Sotto l’aspetto tecnico, Global Agenda mostra purtroppo aspetti carichi sia di luci che di ombre. La scelta di una visuale in terza persona è stata sicuramente indovinata, la telecamera posizionata sopra la testa del personaggio è chiara e precisa, ma il passaggio allo zoom in prima persona, disponibile in alcune armi, è a volte troppo lento e impreciso.

Altra scelta molto discutibile è quella di non aver inserito, in un gioco che si dichiara pronto a premiare la bravura del giocatore, alcuna hitbox nella testa dei modelli; In sostanza, colpendo alla testa un avversario, produrrete lo stesso identico danno che colpendolo al corpo.

Molto intuitivi ed efficaci sono invece i controlli, che rispondono perfettamente anche in situazioni più complesse come durante il volo con i Jetpack.

Sotto l’aspetto grafico, il motore di gioco di Global Agenda, completamente sviluppato sull’Unreal Engine 3, risponde bene in ogni situazione. Gli unici appunti negativi possono essere fatti sulle texture di alcuni ambienti di gioco: alcune mappe risultano povere di dettagli anche per un MMOFPS.

Molto buono, invece, il lavoro svolto sia sulle texture dei personaggi che sulle animazioni. I requisiti di sistema non sono troppo esosi, anche se molti possessori di PC di fascia media potrebbero trovarsi a dover eliminare molte opzioni grafiche per avere un framerate che permetta di giocare a livelli soddisfacenti nelle situazioni più concitate. Il comparto audio, poi, non fa gridare al miracolo, ma svolge comunque un discreto lavoro.

In conclusione, dobbiamo ammettere che gli Hi-Rez Studios hanno centrato in pieno l’obiettivo di rendere Global Agenda un titolo piacevole sia per gli amanti dei MMORPG che per gli appassionati di FPS, in particolare grazie alla modalità Conquest, che è risultata essere il vero valore aggiunto di questo prodotto e un validissimo motivo per provarlo.

Notizie su
Commenta e partecipa alle discussioni