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I Am Alive

Sopravvivere in I Am Alive è un'arte raffinata.

Voto WebNews
8,5
Data di uscita

7 Marzo 2012

Giudizi
  • Giocabilità8,7
  • Grafica8,8
  • Sonoro8,5
  • Longevità8,0
Pro

Formula atipica di gioco che conquista con la sua natura di action survival portato all'estremo, senza diventare mai frustrante. Intriganti dinamiche di arrampicata legate alla necessità di fare i conti con la stanchezza

Contro

I buoni propositi di creare scontri che lascino percepire la precarietà delle risorse si scontrano con la ripetitività del pattern preferenziale di attacco.

Di ,

Trama

Come catalogare I Am Alive se non come disaster game, alla stregua dei film appartenenti al genere dei cosiddetti disaster movie? Non perché si tratti di un titolo dalla realizzazione disastrosa, anzi tutt’altro! Il gioco, per essere un Live Arcade, ha una veste grafica notevole, nonché una profondità di gameplay che gli consente tranquillamente di rivaleggiare con un qualsiasi titolo da scaffale o cosiddetto retail. Ubisoft ha realizzato un prodotto decisamente atipico, che difficilmente avrebbe trovato i suoi spazi, se non nella forma di prodotto a basso costo.

La trama, trattandosi di un gioco distribuito via digital delivery non è accennata su nessun libretto cartaceo, né tantomeno ne è stata pensata una controparte in formato elettronico. I Am Alive si lascia dunque scoprire gradualmente dal giocatore, e non sarò certo io a rovinarvi il gusto di imparare a sopravvivere nella dura realtà teorizzata dal team Ubisoft Shangai. Sappiate solo che vi troverete a vestire i panni di un sopravvissuto a un gigantesco terremoto, un padre intento a ritrovare le tracce della sua famiglia in un polveroso e diroccato scenario di distruzione globale, nel quale rimanere vivi non è impresa facile.

In un mondo in cui le comuni regole di convivenza civile sono state infrante da una catastrofe naturale che non accenna a fermarsi, ogni altro sopravvissuto che incontrerete sarà una potenziale minaccia. In I Am Alive l’espressione latina “homo homini lupus” è quanto mai calzante. L’uomo è un lupo per gli altri uomini, e questo dovrete imparare ad essere: lupo scaltro, che sa quando abbandonare una preda pericolosa, che sa quando osare oppure bluffare. Perché verrete spesso messi alle strette da altri sopravvissuti, che a volte vorranno solo difendere il territorio, altre volte vorranno la vostra testa… e le munizioni a disposizione scarseggiano, nel senso che raramente avrete più di un proiettile nel caricatore.

Il primo impatto con il gioco lascia chiaramente intuire quanto sia estremo in termini di scelte di game design: basti notare che la selezione del livello di difficoltà Normale, invece del più impegnativo Sopravvivenza, precluderà l’accesso ad alcuni degli obiettivi di gioco. Il livello Sopravvivenza, dal canto suo, limiterà il numero di tentativi concessi per provare a superare una determinata zona.

Tutte le dinamiche di gameplay sono state pensate per dare l’impressione di essere effettivamente un sopravvissuto, con poche energie a disposizione e risorse limitate. Scegliendo il livello di difficoltà Sopravvivenza, come già accennato precedentemente, le sfide da superare in I Am Alive saranno un po’ più ostiche, ma non temete: se la difficoltà è troppo elevata per il vostro stile di gioco,o per le vostre necessità di giocatore occasionale, potrete sempre abbassarla.

Le meccaniche di movimento propongono un concetto interessante, basato sulla barra della fatica. Ogni sforzo, arrampicata o salto richiede un determinato quantitativo di energia, esaurita la quale diviene facile perdere la presa. È proprio in questo istante che viene richiesto un ultimo sforzo al personaggio per togliersi dai guai e, contestualmente, anche a voi che dovrete premere ripetutamente il tasto RT per riuscire a venire fuori da una situazione altrimenti letale.

L’importante è che riusciate a metabolizzare il funzionamento della barra della fatica e di quella, più canonica, dell’energia. Il bello è che I Am Alive riesce a offrire un’esperienza da survival molto variegata, durante la quale potrete perfino decidere se aiutare altri sopravvissuti in difficoltà! Ragione in più per muovervi con cautela, ponderare ogni vostra scelta e valutare l’uso di ogni singolo oggetto dell’inventario.

A livello di pure sensazioni di gioco, I Am Alive lascia d’emblée la sensazione di trovarsi di fronte ad un mix fra uno Splinter Cell, ridotto ovviamente all’essenziale, e uno dei tioli della serie Disaster Report della IREM. Procedendo nell’avventura se ne apprezzano le peculiari caratteristiche, soprattutto le dinamiche di arrampicata ed esplorazione, così particolari, legate sempre alla barra della fatica e influenzate spesso dalle letali tempeste di polvere. L’unica pecca, se vogliamo, è la leggera ripetitività degli scontri con i gruppi di nemici più numerosi, che si riducono all’individuazione del nemico armato più pericoloso e alla sua conseguente eliminazione a sorpresa con il machete, dopo averlo fatto avvicinare a sufficienza.

Il level design, sebbene ottimamente studiato per quanto riguarda lo sviluppo verticale dell’azione, lascia talvolta una sensazione di claustrofobia. Resta da capire se si tratti di una scelta consapevole, oppure di un difetto vero e proprio di progettazione. Talvolta si ha la percezione di poter intraprendere dei percorsi alternativi, che si rivelano fin troppo spesso dei vicoli ciechi. Altre volte vi troverete, invece, di fronte a potenziali strade percorribili, bloccate, ad esempio, da un lucchetto che potreste eliminare solo se aveste una pallottola in canna. Sono momenti di gioco come questi che lasciano propendere per l’ipotesi che il level design sia stato consapevolmente tarato per risultare claustrofobico, accentuando la sensazione di precarietà che aleggia durante tutto il gioco.

Tecnicamente, come già accennato, I Am Alive si difende più che egregiamente e propone ambientazioni evocative e ricche di dettagli, nelle quali il gioco di sfocature del depth of field si mescola sapientemente alla simulazione di un’atmosfera polverosa in cui ogni sorgente di luce è uno spettacolo di raggi che filtrano attraverso il pulviscolo. Il motore grafico che muove tutto è il LEAD, engine già visto all’opera in Spliter Cell: Conviction.

L’unico limite grafico evidente è una lavorazione leggermente grezza di texture e modelli tridimensionali, onestamente compatibile con la natura low budget di I Am Alive e con i limiti di ingombro probabilmente imposti dal canale di distribuzione scelto. Buono l’accompagnamento sonoro, composto da valide suggestioni audio che si fondono in modo dinamico per creare una soundtrack sempre in linea con l’azione su schermo.

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