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MAG: Massive Action Game

Un multiplayer per console vincente... per assenza di concorrenti

Voto WebNews
7,6
Data di uscita

29 Gennaio 2010

Giudizi
  • Giocabilità8,2
  • Grafica6,5
  • Sonoro6,0
  • Multiplayer8,5
  • Longevità9,0
Pro

Struttura di gioco collaudata ed efficace. Ambientazioni immense e molto articolate. Framerate piuttosto costante, anche in modalità Dominazione. Fattore longevità garantito

Contro

Comparto grafico penalizzato da diverse lacune, che non vanno comunque a inficiare sul gameplay. Modalità di gioco ordinarie e presentazione altrettanto di routine. Impianto sonoro appena sufficiente

Di ,

Giocabilità

Piuttosto che svilupparsi lungo una trama ben definita, oppure attraverso una campagna in singolo, MAG segue, in modo rigidissimo, tutti i dogmi legati a quell’ideologia Massive: niente missioni particolareggiate, scenette o briefing di sorta, quindi, ma solo guerra senza quartiere e obiettivi da acquisire.

In altre parole, il sogno proibito di chiunque ami trascorrere ore e ore ad arricchire il proprio palmares bellico, nel tentativo di conferire al proprio alter ego virtuale la miglior reputazione statistica possibile, nonché il peggiore degli incubi per tutti quelli che non premono il grilletto senza un valido scopo narrativo da perseguire…

Una volta selezionata la fazione cui aderire, scelto il proprio Skill Tree e assemblato l’arsenale che più si confà alle proprie esigenze, il giocatore si ritrova nell’occhio del ciclone e ben presto comprende che, per evitare una morte certa, occorrerà farsi subito degli alleati, sviluppare un certo approccio tattico e rinunciare, soprattutto, alla tentazione di reinventarsi vendicatore solitario.

In tal senso, la chiave di tutto sarà la comunicazione e lo scambio di informazioni tra compagni di squadra, una pratica, questa, da seguire con costanza e attenzione, abusando ovviamente di microfono e cuffie.

Stabilità del server permettendo, quest’approccio di gioco non manca di rivelarsi alquanto avvincente, non appena si saranno metabolizzati i “fondamentali”, e se è vero come è vero che alcuni giocatori potrebbero non sopravvivere alla fase di ambientamento, è altrettanto innegabile che, una volta entrati nel meccanismo, uscire dalla partita diverrà impresa piuttosto ardua. Questa sensazione deriva, essenzialmente, dal constatare che a ogni obiettivo acquisito la propria compagine va a rinsaldare la posizione strategica della propria fazione. E vi assicuriamo che avere occasione di valutare nel tempo i progressi maturati, senza che le partite vengano mai azzerate, è uno di quei dettagli capaci di conferire a un progetto come MAG una longevità davvero straordinaria.

Come accennato, il gameplay di base non offre nulla di rivoluzionario, anzi… Se da un lato la collaudata struttura favorirà la presenza di un sistema di puntamento efficiente e una generale accessibilità dei comandi,  le modalità di gioco ricalcano canoni piuttosto ordinari. Inoltre i gamer più accorti noteranno che non tutte le cinque modalità presenti prevedono il supporto dei ventilati 256 utenti.

Glissando sapientemente sulle scialbe opzioni Sabotaggio e Soppressione, la cui struttura portante non andrà mai oltre la trita logica del Death Match a presidi variabili, abbiamo trovato piuttosto intrigante la modalità Acquisizione, in cui due schieramenti composti da 64 elementi ciascuno hanno l’obbligo di impossessarsi dei veicoli avversari e il parallelo compito di perseguire scopi secondari come minare ponti e prendere il controllo di postazioni strategiche.

Sia come sia, è nella modalità Dominazione che MAG offre il meglio di sé, e non solamente per via del clamoroso numero di soldati presenti su schermo: oltre al piacere di osservare due battaglioni di 128 utenti sfidarsi a viso aperto in una micidiale guerriglia casa per casa, questa sezione regala a ogni giocatore l’intima ebbrezza del caos bellico per eccellenza, in cui sarà finalmente possibile liberarsi dagli oppressivi vincoli di gerarchie e ordini invadenti.

Giudizio tecnico

Per esigenze di copione, MAG si ritrova sostanzialmente impossibilitato a sfoggiare un impianto visivo in grado di tener testa alla maggioranza degli sparatutto attualmente disponibili sul mercato. Ben consci del fatto che, in questo genere di titoli, la fluidità del framerate e la reattività dei comandi rappresentano elementi determinanti, gli sviluppatori hanno infatti preferito “penalizzare” la spettacolarità grafica, accettando pure una serie di compromessi…

A fronte di ambientazioni piuttosto elaborate, con ben 12 sconfinati scenari, non possiamo far a meno di notare modelli poligonali piuttosto semplici, i cui movimenti restano per lo più ancorati a routine d’animazione alquanto essenziali. Oltre a non presentare differenze somatiche evidenti fra loro, né tanto meno sfoggiare una qualsiasi alterazione delle proporzioni di base, questi modelli risultano ulteriormente penalizzati da texture piuttosto “annacquate”, che di certo non incontrano un valido alleato negli scialbi accostamenti cromatici adottati.

Volendo aggiungere a tutto ciò una rappresentanza di effetti particellari piuttosto ordinari, come pure la modesta rappresentazione di elementi quali fumo, fuoco o esplosioni, si rischierebbe soltanto di rigirare il proverbiale dito nella piaga. Pertanto utilizzeremo lo spazio rimastoci per ribadire che questo è un po’ il prezzo da pagare per poter godere appieno dei pregi di un’esperienza Massive quale MAG sa regalare e che, almeno su console, ha ben pochi rivali.

Questo aspetto è talmente importante da farci sorvolare anche sulla scarsa brillantezza del comparto sonoro, tutto sommato efficace, spingendoci, alla resa dei conti, a promuovere MAG sia per la mancanza di seri concorrenti diretti sia per il divertimento che ci ha saputo offrire, nelle ore in cui lo abbiamo provato, al di là delle sue tante (troppe) carenze.

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