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Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots

Gli anni non hanno diminuito il fascino di Snake. MGS4 è un colossal videoludico

Voto WebNews
8,6
Data di uscita

Giudizi
  • Giocabilità7,5
  • Grafica9,0
  • Sonoro9,5
  • Multiplayer8,5
  • Longevità8,5
Pro

Più di un semplice gioco, MGS4 è un'opera digitale capace di emozionare e coinvolgere il videogiocatore come pochi titoli hanno saputo fare finora

Contro

Peccato che sia un'esperienza più prossima alla visione di un colossal cinematografico che a un videogioco classico

Di ,

Giocabilità

Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots si presenta nella giocabilità come il più classico dei Metal Gear. Lunghe e spettacolari sequenze di intermezzo fanno da collante per preziosi ma contenuti livelli di gioco.

Le doti da regista cinematografico di Kojima sono indiscusse ed eccelse, così come le sue brillanti idee da game designer che impregnano ogni aspetto di MGS4. Intuizioni geniali, come l’iPod a disposizione di Snake con cui stabilire una colonna sonora personalizzata o il DualShock 3 virtuale che consente al protagonista di controllare il Metal Gear MK.II (più in là nel gioco anche la revisione MK.III), un piccolo robot multifunzione con cui andare in avanscoperta nei livelli o ancora utile a raccogliere armi. Come non soffermarsi poi sul gadget primario, sulla portentosa tuta mimetica in dotazione al caro Old Snake. La OctoCamo, presentata nel gioco da Otacon come il risultato dalla rielaborazione di segretissimi progetti scovati in Internet, è una tuta in grado di simulare su tutta la sua estensione ogni tipologia di superficie con cui entri in contatto. Di sicuro questa è la soluzione che maggiormente va a rinverdire un po’ lo stile di gioco di Metal Gear Solid 4, tenendo presente però che non è strettamente necessaria al completamento dei livelli. È possibile, infatti, disabilitare la OctoCamo e impostarla in modalità automatica o manuale. Oltretutto, a pensarci bene, si tratta di un’evoluzione dinamica del sistema “camouflage” visto in Metal Gear Solid 3.

In definitiva, questo quarto episodio è un gioco molto elaborato e ben bilanciato, capace di assecondare i desideri di una vasta gamma di videogiocatori, dall’hardcore gamer di vecchia data al casual gamer interessato solo alla scocca esterna da Blockbuster cinematografico interattivo.

I livelli di difficoltà, selezionabili all’inizio di una nuova partita, sono garanzia di flessibilità; altrettanto lo è l’imponente lavoro di design dei livelli. L’unico grande difetto di MGS4 è di essere l’esponente massimo di un concetto esclusivo di stealth-action, un approccio a questa tipologia di giochi che si può amare oppure odiare. Per fortuna la portata è bilanciata da una modalità online di tutto rispetto, ma inclusa nella ricetta come se si trattasse di un gioco a sé stante.

Insomma, Kojima è un genio e Metal Gear Solid 4 un grande capolavoro, ma ha una struttura e un ritmo veramente molto particolari. Le lunghe sequenze filmate sono una manna dal cielo per chi le sa apprezzare e per tutti coloro che si lasciano rapire da una trama travolgente e appassionante, ma si trasformano in un deterrente unico per chi vuole solo un po’ di sana e immediata azione. Le sessioni di gioco vero e proprio sono, tutto sommato, molto contenute, quasi costrette tra un filmato e l’altro… così come gli scontri con i Boss (le affascinanti ragazze del corpo scelto denominato Beauty and the Beast). Si tratta in conclusione di un’imperdibile opera d’arte digitale, ma come tale va valutata e interpretata, non subita passivamente.

Giudizio tecnico

Metal Gear Solid 4, imponente capitolo conclusivo della serie, è stato atteso da molti come il gioco che avrebbe dimostrato al mondo intero la vera potenza di PlayStation 3. La realtà dei fatti ha solo parzialmente soddisfatto le aspettative.

È indubbio che il gioco rasenti, sotto alcuni aspetti, l’eccellenza pura, per poi cadere impietosamente su altri particolari strettamente tecnici. In quanto a modellazione e volume di poligoni su schermo, Guns of the Patriots è impressionante. Forse proprio a causa della mole di dati tridimensionali processati in tempo reale da PlayStation 3, la fluidità di aggiornamento dello schermo a volte cala, più o meno impietosamente, soprattutto nei momenti in cui dovrebbe invece essere impeccabile ovvero durante le sequenze animate, quando l’attenzione dello spettatore è solo per le immagini a video e non condizionata dall’interazione con il sistema di controllo.

Altro neo troppo visibile per non farvi caso è la povertà di svariate texture, sia applicate all’ambiente di gioco che su alcuni oggetti dell’inventario. Piccoli difetti appaiono anche nelle animazioni del protagonista, a volte completamente slegate fra loro.

Ultimo appunto va fatto alle mini-installazioni obbligatorie: inserito il disco per la prima volta nella console è necessario attendere diversi minuti, mentre sullo schermo uno Snake visibilmente annoiato si fuma un sigaretta in nostra compagnia. Una tantum? No, perché più avanti nel gioco la cosa ricapiterà almeno altre tre volte… senza contare i casi limite in cui deciderete di ricaricare un salvataggio precedente all’ultima installazione, obbligando il sistema a re-installare su HDD i dati necessari. L’idea di frammentare l’installazione di un titolo così imponente (MGS4 alloggia boriosamente su un disco Blu-Ray da 50GB) in diverse sessioni, distribuite sull’intera durata del gioco, è encomiabile; resta il dubbio che tali tempi morti siano dovuti più alla lentezza di accesso ai dati del lettore Blu-Ray che a reali necessità dettate dalla quantità del materiale presente su disco.

Eppure soffermarsi solamente su questi difetti sarebbe una cattiveria. Metal Gear Solid 4 è un’esperienza da provare a tutti i costi, un gioco epico, commovente e dotato di una profondità di contenuti che trascende qualsiasi limite tecnico, non importa se dovuto al codice di gioco o all’hardware su cui gira.

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