STARTUP BUS NEWS
QR code per la pagina originale

No More Heroes 2: Desperate Struggle

Il killer dei killer si prepara a scalare nuovamente la classifica Wii

Voto WebNews
8,8
Data di uscita

28 Maggio 2010

Giudizi
  • Giocabilità8,6
  • Grafica9,5
  • Sonoro8,3
  • Longevità8,8
Pro

Un gioco geniale, estremamente vario e dotato di uno stile unico e inconfondibile

Contro

Violento e gratuito, talvolta perfino volgare per chi non riesce a coglierne la giusta chiave di lettura

Di ,

Trama

No More Heroes 2: Desperate Struggle, come il suo predecessore, è un po’ la pecora nera nel panorama del catalogo giochi per Wii. Un titolo fin troppo maturo per il trend stabilito da Nintendo, sempre attenta a non presentare contenuti eccessivamente violenti o espliciti. Invece, il nuovo capolavoro di Goichi Suda sbatte in faccia al videogiocatore scene pseudoerotiche, chilometri e chilometri di conversazioni non propriamente eleganti e un bel po’ di sana violenza digitale. Chi non gradisce la portata, è invitato, in anticipo, a tenersi a debita distanza!

Si tratta di un prodotto indirizzato, ovviamente, a videogiocatori adulti e ben consapevoli, possibilmente appassionati di cultura giapponese, con il pallino per le ambientazioni surreali e la mente aperta a un tipo di umorismo decisamente atipico.

La trama vede il ritorno in grande stile del protagonista, Travis Touchdown, sempre dotato della sua inseparabile beam katana, pronto a dire la sua nel delirante contesto degli scontri fra assassini. Cinquanta dei killer più fuori di testa lo attendono al varco, mentre, sullo sfondo, il mondo di Santa Destroy è drasticamente cambiato rispetto a quanto si era visto nel primo No More Heroes. Ma, come si dice: “tutto deve cambiare perché nulla cambi”… E, infatti, la formula di gioco è rimasta sostanzialmente invariata, nel bene e nel male.

No More Heroes 2 non si discosta di una virgola, nelle meccaniche di combattimento, dal suo predecessore. I combattimenti sono sempre molto rigidi e, nonostante il sistema di lock, le mosse da wrestler e la possibilità di effettuare capriole evasive, la sensazione è sempre quella di scambiarsi un bel po’ di legnate a turno; in più la telecamera virtuale non è di nostra competenza, ma è consentito solo il riposizionamento alle spalle di Travis.

A fronte di combattimenti tutto sommato ripetitivi, chi ha apprezzato l’azione essenziale e coinvolgente di No More Heores non potrà far altro che riscoprire il sadico piacere di fare a fette gli avversari nei modi più violenti possibili!

Nel complesso, ci si trova di fronte a un titolo così ricco di modalità di gioco e carico di personalità da far breccia immediatamente nei cuori dei giocatori più esigenti. Forse, proprio per venire un po’ incontro a tutti coloro che non sono videogiocatori di mestiere, è stata leggermente modificata e semplificata la struttura di Santa Destroy, ora molto più lineare e accessibile, grazie a un semplice e veloce menu di selezione, attraverso il quale è possibile scegliere e identificare facilmente la missione di proprio gradimento, bypassando in volata gli inutili e lunghi spostamenti in moto da un punto all’altro.

Sia ben chiaro, ciò non corrisponde a un taglio di contenuti, ma a un’ottimizzazione nei tempi di accesso a missioni, primarie e secondarie, e mini-giochi. Sempre nell’ottica di velocizzare e snellire il tutto, è stata data la possibilità di saltare i filmati di intermezzo e dedicarsi direttamente all’azione nuda e cruda, proseguendo nella trama principale senza perdersi in ulteriori distrazioni. Anche se, onestamente, l’acquirente tipo di No More Heroes 2 opterà esattamente per un approccio inverso, lasciandosi cullare dalle mille alternative offerte dalla città e gustandosi ogni istante dei deliranti filmati di intermezzo…

Fra uno scontro classificato e l’altro ci si può perdere per ore intere nel solo appartamento di Travis, giocando a piccole perle arcade, guardando la televisione (sempre generosa in quanto a contenuti espliciti del genere Anime), o ancora dedicandosi a Jeane, obesa gattina digitale, co-inquilina in casa Touchdown, che ingrassa a vista d’occhio!

Ciò che caratterizza maggiormente No More Heroes 2: Desperate Struggle è proprio la gamma di attività secondarie e mini-giochi disseminati per Santa Destroy, la quasi totalità dei quali è realizzata come se si trattasse di titoli per vecchie console o cabinati arcade, per intenderci. Non si tratta di semplici riempitivi, ma di sfide dal sapore retrò che rientrano nell’economia di gioco, offrendo un compenso virtuale da investire a piacimento nella personalizzazione di Travis e nell’acquisto di nuove e potenti beam katana.

A un’analisi puramente estetica, No More Heroes 2: Desperate Struggle appare come uno dei titoli di punta del panorama Wii, non solo per una questione di mera modellazione poligonale o per via di una rinnovata pulizia dell’immagine (decisamente superiore al primo episodio della serie), ma anche e soprattutto per le coraggiose ed estreme scelte stilistiche adottate.

No More Heroes 2 conquista lo sguardo con un approccio grafico alla Anime, ma con un tocco di realismo, in cui grande importanza viene conferita alla caratterizzazione dei protagonisti sulla scena e alla loro espressività, accentuata da un sistema di illuminazione che genera ombre molto marcate, alla graphic novel.

Le texture sono estremamente varie, ma la limitata memoria video dell’hardware Nintendo impone inevitabili sacrifici, che si ripercuotono sulla risoluzione delle medesime. L’impatto d’insieme è comunque ottimo.

La componente sonora, a fronte di un impeccabile doppiaggio inglese (affiancato da una perfetta localizzazione italiana in sovrimpressione) e di una colonna sonora di gran classe, che oscilla dal rock al minimalismo dei jingle arcade, cede talvolta il passo alla ripetitività, soprattutto in combattimento, quando le frasi urlate dai nemici divengono un’insopportabile litania.

Notizie su
Commenta e partecipa alle discussioni