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Soulcalibur: Broken Destiny

Il famoso beat'em up passa su PSP preservando tutte le caratteristiche migliori

Voto WebNews
8,2
Data di uscita

4 Settembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità8,8
  • Grafica8,7
  • Sonoro8,4
  • Longevità6,9
Pro

Eccellente dal punto di vista tecnico. Ottime animazioni. Buona giocabilità

Contro

Vistosi limiti nella longevità. Editor poco curato. Assente la modalità multiplayer online

Di ,

Giocabilità

Namco Bandai ha avuto la buona idea di conservare esattamente le stesse meccaniche di Soul Calibur IV, rendendo le tecniche di controllo e combattimento semplici e molto familiari. Un primo pulsante per i colpi verticali, un altro per gli orizzontali, uno per gli attacchi con i piedi e l’ultimo per la difesa: su questa base sono possibili un gran numero di combo, anche molto acrobatiche. E con un minimo di pratica si imparano, quasi senza problema, i colpi dei tanti personaggi nel gioco.

Il cuore di Soul Calibur: Broken Destiny è dato proprio dalla sua velocità e profondità, divertente e allo stesso tempo coinvolgente fin dalla prima partita. Come in Soul Calibour IV, durante i combattimenti si può indebolire l’armatura dell’avversario colpendola fino a distruggerla, utilizzando mosse di una certa potenza mentre una bella sorpresa è data dall’ottima resa della croce direzionale della PSP, che garantisce controlli sempre accurati.

Se il gioco propone un gameplay tradizionale, nuove sensazioni arrivano grazie ai suoi due nuovi protagonisti: il nuovo eroe Dampierre e il famoso spartano Kratos, star della serie God of War. Il primo combattente è relativamente atipico, sia per il suo look che per il suo stile di combattimento: munito di 2 lame (che richiamano un po’ Ezio di Assassin’s Creed 2), sfrutta molti colpi intelligenti e particolari che lo rendono spesso imprevedibile. Inoltre ha uno stile molto personale, con abiti ottocenteschi e folti baffi. Kratos, invece, ha uno stile più classico ma molto efficace, con un mix di attacchi corpo a corpo e a distanza che gli permettono di essere molto pericoloso, grazie anche alle lunghissime Juggle (combo aeree) di grande potenza, durante le quali sfrutta le ali di Icaro.

Gli altri, numerosi personaggi sono uguali a quelli del quarto capitolo, con le stesse “uniformi”, le stesse armi e, sopratutto, le stesse mosse.

Le modalità di gioco presenti sono cinque: Partita rapida, Guanto di sfida, Prove, Versus, Creazione. La prima permette di scontrarsi contro avversari di secondaria importanza, creati tramite l’editor. La seconda è un mix fra la classica Story mode e un semplice tutorial, suddiviso in brevissimi micro-scontri nei quali bisogna parare gli attacchi dell’avversario e contrattaccare (più proficuo come allenamento che altro… Buona l’idea di consentire di guadagnare oggetti extra con cui personalizzare il proprio combattente). “Prove”, invece, è un Survival mode, diviso in tre sottolivelli di difficoltà, dove bisogna abbattere un avversario dietro l’altro. La modalità “Versus” è il classico combattimento contro un avversario umano. “Creazione” dà accesso a un editor per creare un proprio personaggio, ma risulta molto limitato nelle scelte e senza grande attrattiva.

Da notare poi l’assenza dell’Online mode che, purtroppo, penalizza Soul Calibur: Broken Destiny.

Giudizio tecnico

La qualità tecnica di Soul Calibur: Broken Destiny è il suo punto di forza principale: l’impatto grafico è eccellente, con i modelli dei 30 personaggi sempre perfetti, grazie anche a texture di grande livello.

Il comparto animazioni è anch’esso di altissimo livello, con movenze dei personaggi realistiche e piene di “vita”. Non mancano, inoltre, buoni effetti visivi e uno scrolling molto efficiente, con fluidità e velocità da 60 fps.

Eccellenti anche le location, molto colorate e discretamente dettagliate, che non sfigurano molto rispetto a quanto visto nelle versioni per console domestiche. In sostanza, Soul Calibur: Broken Destiny è un reale successo tecnico: in certe occasioni si crede realmente di guardare Soul Calibur IV sullo schermo della PSP.

Importante anche notare che i tempi di caricamento diventano quasi inesistenti una volta che il gioco è installato su una Memory Stick.

Buono anche il settore audio, su cui è stato fatto un significativo lavoro sia per le voci dei personaggi sia per le musiche, in cui compaiono i temi dei personaggi storici. Buoni anche gli effetti sonori associati a ogni azione che accompagna lo scontro fra combattenti: la riduzione del loro numero non ha un impatto negativo sul sonoro complessivo.

Per quanto riguarda la longevità, va segnalato che tutti i personaggi saranno disponibili sin dall’inizio e non sarà quindi necessario sbloccarne alcuni tramite la vittoria nelle sfide, come da tradizione storica della serie. Ovviamente, questa scelta riduce il fattore “rigiocabilità”, ma facilita per tutti l’esplorazione fin dalla prima partita, rendendo l’accesso più facile per i neofiti.

Complessivamente, il giudizio su Soul Calibur: Broken Destiny è più che positivo: il gameplay rispetta lo spirito della serie e l’esperienza di gioco è decisamente accattivante. L’impatto visivo e sonoro è di altissimo livello; difficile chiedere di più alle potenzialità della PSP! Peccato per la limitata longevità e che la quantità di contenuti sia piuttosto scarna. Sono però limiti che passano in secondo piano perché il titolo Namco Bandai è senz’altro uno dei migliori picchiaduro per PSP.

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