STARTUP BUS NEWS
QR code per la pagina originale

The Elder Scrolls V: Skyrim

Addio vita sociale: con Skyrim è giunto il titolo RPG definitivo!

Voto WebNews
9,9
Data di uscita

11 Novembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,8
  • Grafica9,8
  • Sonoro9,8
  • Longevità10,0
Pro

Sistema di gioco snello e intuitivo. Campagna principale molto più organica di quella proposta da Oblivion. Comparti tecnico e sonoro di qualità invidiabile. Fattore longevità ai massimi storici. Character design e ambientazione sublimi.

Contro

Assenza di una qualsiasi modalità multiplayer. L'elaborazione di un mondo tanto vasto e articolato non poteva che comportare la presenza di occasionali bug di sistema.

Di ,

Trama

Quinto esponente della saga con cui Bethesda Softworks ha rivoluzionato il panorama degli action-RPG d’anima fantasy, The Elder Scrolls: Skyrim giunge sugli scaffali dei negozi con l’obbligo assoluto di bissare lo straordinario successo registrato dal suo predecessore Oblivion e soddisfare, al contempo, le elevatissime aspettative nutrite a riguardo dai fan del franchise. Per compiere un’impresa cui molti hanno attribuito connotati estremi, gli sviluppatori della nota major hanno lavorato duramente per oltre cinque anni, delineando i contorni di un universo tanto prodigo di opportunità da garantire circa 350 ore di gioco, delle quali almeno 30 riservate al solo espletamento della Main Quest.

Gli eventi alla base di questa nuova epopea ambientata nel continente di Tamriel prendono corpo a circa 200 anni di distanza da quelli narrati in Oblivion e hanno come sfondo le fredde lande di Skyrim. Vessata dalla guerra civile succeduta all’assassinio del suo re, la regione si appresta a fronteggiare una minaccia insormontabile: Alduin, il dio drago è difatti in procinto di scatenare su di essa tutta la sua ira e dar così il via alla distruttiva marcia per la conquista di tutte le terre libere. Mentre il popolo ripone tutte le proprie speranze in un’antica profezia che indica nell’ascesa di un principe mezzo-sangue l’unica possibilità di salvezza, un giovane vagabondo evade dalla prigione in cui era rinchiuso, rimettendo le proprie sorti e quelle del mondo che lo circonda nelle vostre mani. Da qui l’inizio di un’eroica epopea dai mille risvolti, il cui sviluppo dipenderà dalle decisioni che prenderete via via che gli eventi faranno il proprio corso.

Prima di avventurarvi lungo le lande di The Elder Scrolls V: Skyrim, sarete in ogni caso chiamati a creare da zero il vostro alter ego. Stabiliti dettagli quali razza e caratteri estetici dello stesso, potrete dedicarvi alla distribuzione dei punti riservati ai 18 parametri fisico-intellettivi disponibili, i quali andranno puntualmente ritoccati ogni qualvolta acquisterete un nuovo livello di esperienza. Quindi, sarà il turno della caratterizzazione biografica dello stesso, cui non farà capo la scelta della classe di specializzazione. Nel riuscito tentativo di snellire il bagaglio statistico del gioco, gli autori hanno infatti optato per l’eliminazione di questa specifica: una volta intrapreso il vostro viaggio, potrete dunque dilettarvi tanto di spada quanto di sortilegio, lasciando che la consolidazione del vostro status professionale avvenga più in relazione all’attitudine mostrata giocando, che in base a precoci proponimenti.

Come ulteriore conseguenza di questa politica user friendly, l’ingombrante menu a pagine visto in Oblivion è stato sostituito con una più intuitiva interfaccia in game, che avrà il merito di rendere l’intero processo di gestione del personaggio immediato. Prima che i regolisti inizino a storcere il naso, è doveroso sottolineare che nessuna delle modifiche appena citate rifletta la volontà di impoverire la massiccia struttura ruolistica cui eravamo abituati. Benché più scorrevole, Skyrim resterà dunque tanto completo quanto Oblivion.

Le conseguenze di questa filosofia concettuale andranno casomai ad interessare maggiormente l’esperienza di gioco vera e propria, rendendola meno dispersiva di quella affrontata nel precedente capitolo della saga. In tal senso, abbiamo notato una certa tendenza delle side quest a confluire nella storia principale: piuttosto che apparire come eventualità slegate da quest’ultima, esse somigliano più a ramificazioni della stessa, il che contribuisce senz’altro ad omogeneizzare la continuità della storyline. Per fortuna, questa soluzione non va comunque a inficiare la libertà di azione concessa.

Oltre ad essere padroni di vagabondare a piacimento lungo i 41 chilometri quadrati di mappa disponibili, ed esplorare liberamente ognuno dei 150 dungeon sparsi su di essa, potrete pertanto valutare in totale autonomia le vostre strategie di intervento, come pure abbracciare la causa delle tante fazioni coinvolte nel conflitto. Sappiate soltanto che stringere alleanza con la nobile Legione Imperiale, piuttosto che con i tenaci Ribelli di Skyrim o con la sempre-verde Confraternita Oscura, maturerà i suoi effetti sull’evolversi della campagna, conducendovi molto probabilmente ad epiloghi differenti.

Se in termini concettuali The Elder Scrolls V: Skyrim presenta diverse novità di rilievo, sotto il profilo del gameplay, vengono invece riproposte molte delle soluzioni esplorate in passato. Previa accurata opera di raffinamento, ritorneranno quindi le celebri sequenze dialogali con gli abitanti del luogo e i rispettivi esercizi di oratoria annessi, cui andranno a sommarsi la possibilità di modificare le armi e gli artefatti a vostra disposizione. Vi sarà, non di meno, spazio per una robusta sezione riservata al mercanteggio, che aprirà la strada sia a fruttuosi scambi, che ad acquisizioni di immobili e cavalcature. Proprio come accadeva in Oblivion, queste ultime si riveleranno determinanti per coprire le distanze più ampie senza incorrere in un eccessivo numero di incontri casuali. Allo stesso tempo, gli utenti più pigri potranno comunque saltare le sessioni di viaggio, a patto di aver scoperto la destinazione prefissata nell’ambito di una precedente perlustrazione.

Sempre in analogia con i suoi più recenti precursori, anche Skyrim offre la possibilità di affrontare l’intera avventura beneficiando di due differenti impostazioni prospettiche. Benché la visuale in terza persona garantisca uno spettacolo più evocativo, è tuttavia con la classica inquadratura in soggettiva che il gameplay esprime al meglio il suo potenziale. Oltre a garantire maggior precisione nell’utilizzo delle armi da lancio o nell’esecuzione degli incantesimi, questa soluzione favorisce peraltro un approccio più strategico alla schermaglia, consentendovi di valutare con maggior accuratezza l’intensità degli affondo e la distanza con gli avversari.

L’adozione di questa visuale, permette inoltre di ammirare aspetti del panorama altrimenti difficili da cogliere, primi fra tutti i sorprendenti dettagli propri delle texture abbinate ad armi, strutture architettoniche ed elementi naturali. La medesima cura per i particolari è stata ovviamente riservata anche alla caratterizzazione dei nemici, siano essi umanoidi o bestie dalla bizzarra anatomia. Da questo punto di vista, spiccano senza dubbio le routine di animazione abbinate ai rispettivi modelli che, beneficiando del contingente apporto di un motore fisico assai performante, risultano tanto coerenti da assicurare un impatto scenico di sicura efficacia.

Gli stessi PNG con cui occorrerà interloquire durante l’avventura appaiono ora più svegli e finalmente liberi dalla tipica rigidità da manichino che, in passato, ne aveva compromesso la credibilità. Più in generale, è comunque l’intero territorio di Skyrim a pulsare di vita propria: girovagando per le gelide lande che circondano gli insediamenti umani e le strade che caratterizzano questi ultimi, è di fatto impossibile non restare colpiti dal quantitativo di eventi che si verificano in background. Osservare la fauna che spazia indisturbata lungo il territorio, i viandanti inerpicarsi per irti viottoli di montagna o magari le sagome di imponenti draghi solcare i cieli, assicura l’instaurazione di un profondo legame emotivo tra giocatore e ambiente circostante, il quale si traduce in un coinvolgimento che, di recente, abbiamo esperito soltanto all’interno di titoli come Red Dead Redemption ed Assassin’s Creed.

A sottolineare ulteriormente l’eccellenza del lavoro svolto dagli autori al fine di ricreare un’ atmosfera tanto intensa, subentra a questo punto la spiccata variabilità delle condizioni meteorologiche, cui fa da eco il continuo alternarsi del giorno e della notte. Tradotti su schermo da effetti particellari assai realistici, ma anche giochi di illuminazione di rara bellezza, questi elementi finiranno infatti col rapire puntualmente il vostro immaginario, spingendovi spesso a concedervi ampie pause dall’azione solo per il gusto di ammirare l’orizzonte.

È altresì innegabile che, senza il supporto di un comparto sonoro di adeguata caratura, The Elder Scrolls V: Skyrim avrebbe perso una significativa porzione del suo fascino. Anche in questo caso, il lavoro della Bethesda si rivela tuttavia impeccabile, amalgamando raffinate melodie ancestrali a un doppiaggio anglofono di assoluto livello. Noi italiani potremo inoltre beneficiare di una traduzione a video molto meno sgrammaticata rispetto a quella vista in Oblivion, il che non potrà che far tirare un grosso sospiro di sollievo a tutti coloro che temevano una nuova debàcle lessicale.

Chiaramente, l’elaborazione di un mondo di gioco tanto complesso, comporterà anche un rovescio della medaglia, che consisterà in alcune sbavature tecniche. Anche se episodi quali bug, tearing, occasionali ritardi nel caricamento delle texture ed eventuali cali di framerate non tarderanno a manifestarsi, va comunque sottolineato che nessuno di essi avrà mai il potere di compromettere lo spettacolo garantito dall’engine di gioco.

A conti fatti, l’unico effettivo rammarico che possiamo nutrire riguardo Skyrim riguarda forse l’assenza di una qualsiasi modalità multiplayer: al solo ipotizzare uno scenario di rete, all’interno di cui questo universo si possa popolare di migliaia di utenti divisi in altrettante fazioni, verrebbe in effetti facile conferire al tutto connotati definitivi. Evidentemente consci del fatto che l’implementazione di un’opzione simile avrebbe implicato molti altri anni di sviluppo, onde rodare meccaniche di gioco, stabilità dell’engine ed equilibri statistici, i ragazzi del team Bethesda hanno tuttavia deciso di rimandare la svolta ad un eventuale sequel.

Seppur limitata al solo single player, quella promossa promossa da The Elder Scrolls V: Skyrim si attesta in ogni caso come un esperienza unica nel suo genere che, oltre a rappresentare un corposo passo in avanti nell’evoluzione del franchise, favorirà senza dubbio una supplementare maturazione del medium videoludico.

Notizie su
Commenta e partecipa alle discussioni