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Tropico 3

La terza edizione non aggiunge granché a un gestionale pur sempre divertente

Voto WebNews
7,6
Data di uscita

6 Novembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica7,0
  • Sonoro7,5
  • Longevità8,0
Pro

Il gameplay è semplice e immediato. Le musiche sono davvero piacevoli

Contro

Troppo simile al primo capitolo, non introduce alcuna sostanziale novità. Graficamente appare troppo leggero

Di ,

Giocabilità

Già dopo pochi minuti di gioco, si capisce subito che le meccaniche di gioco del primo capitolo sono rimaste pressoché invariate in Tropico 3, sebbene maggiormente approfondite e migliorate.

Il compito del giocatore è ancora quello di impersonare il dittatore di una piccola isola tropicale, a partire dagli anni ’50 fino ad arrivare, a seconda della situazione, al duemila. In questo lasso di tempo, il giocatore, o meglio “el Presidente”, deve cercare di far fiorire la sua repubblica nel modo più equilibrato possibile, facendo attenzione a tutte le varianti che incorrono nella gestione di una giovane nazione.

Inizialmente, è fondamentale accrescere la parte produttiva, attraverso la costruzione di fattorie, ranch o moli. Questi garantiscono subito cibo per il sostentamento della popolazione, tuttavia, una volta che inizieranno a produrre in grande quantità, saranno utili anche per l’esportazione e quindi come iniziale fonte di guadagno.

Ovviamente, per i piccoli imprenditori è possibile iniziare a creare industrie, al fine di incrementare in maniera esponenziale il prodotto interno lordo della piccola repubblica delle banane, dalla fabbrica di sigari al conservificio, ma attenzione: come ogni buon gestionale, in Tropico 3 le industrie dipendono fortemente dalle fattorie, che producono le relative materie prime, pertanto una fabbrica di sigari, ad esempio, non servirà a nulla senza il supporto di efficienti piantagioni di tabacco.

Nonostante la semplicità di superficie, dunque, in Tropico 3 nulla è lasciato al caso. Inoltre seguire la corrente industriale è solo uno dei modi per fare crescere economicamente la nazione, ma ci sono altri possibili sbocchi, soprattutto in base a quello che il territorio è in grado di offrire.

Si può basare l’intera economia dell’isola, per esempio, sul turismo, creando spiagge, bungalow, hotel e tutte quelle attrattive necessarie per portare più turisti possibili sulle spiagge di Tropico. In questo caso, è molto più difficile avere guadagni in poco tempo, ma, una volta avviato il ciclo del turismo, i soldi arriveranno a vagonate, statene certi.

In linea di massima, quindi, finché l’economia va a gonfie vele, tutti i cittadini sono contenti e difficilmente qualcuno vi toglierà dalla comoda poltrona di Presidente. È importante, però, tenere sotto controllo anche tutte le altre varianti, come immigrazione, religione, libertà, servizi, politiche estere e cosi via (in parte arginabili costruendo degli appositi edifici o emanando editti), ma fondamentali per far felici tutti i gruppi sociali presenti sull’isola.

Se non accontenterete tutti, infatti, le rivolte saranno all’ordine del giorno, portando spesso alla perdita di voti fondamentali. Difatti, ogni cinque anni sarete messi in discussione da nuove elezioni.

In previsione di ciò, Tropico 3 dà anche la possibilità di sostenere un discorso politico, farcito dalle solite promesse… Questo si è rilevato un’arma a doppio taglio, in grado di fare guadagnare qualche voto in più, ma anche di far sprofondare completamente la vostra presidenza. Ad ogni buon conto, se la democrazia non è il vostro pane, nelle situazioni più critiche è persino possibile falsare i risultati!

Come nel primo capitolo, inoltre, vi sono due modalità di gioco principali: la campagna composta da 15 missioni oppure la modalità libera. Se la seconda è autoesplicativa, della prima ci limitiamo a dire che è immutata nella forma rispetto al passato, trattandosi di raggiungere semplicemente degli obiettivi (come esportare un certo quantitativo di merci o fare approdare un determinato numero di turisti). Molto più interessante, piuttosto, è la modalità sfide, in cui, attraverso un semplice editor, è possibile creare delle piccole missioni per poi condividerle online con tutto il mondo.

Giudizio tecnico

L’interfaccia di gioco di Tropico 3 è stata maggiormente semplificata rispetto al passato e ora basteranno pochi minuti per acquisire la giusta dimestichezza con gli strumenti di gestione. Tutti i parametri sono facilmente accessibili tramite un almanacco, da tenere costantemente sotto controllo. Lo stesso vale per il bilancio, che, attraverso la colorazione degli edifici (verde per quelli che producono ricchezza e rosso per quelli in perdita), dà un prospetto chiaro della situazione economica dell’isola.

Il motore grafico che fa muovere la vostra piccola repubblica è davvero molto leggero e di buona fattura, sebbene non faccia di certo gridare al miracolo. Anche zoomando a dismisura, le texture non perdono mai di qualità e si nota una cura per i dettagli a dir poco minuziosa.

Luci e ombre - anche dinamiche – regalano una pittoresca visione d’insieme dell’isola, anche grazie all’effetto giorno/notte ben riprodotto e alternato; purtroppo, durante la notte non è presente alcuna luce artificiale, una chicca che avrebbe giovato da un punto di vista prettamente stilistico. Gli edifici ricordano, forse un po’ troppo, i predecessori bidimensionali del primo Tropico.

Molto simpatico, invece, il deejay della radio ufficiale di Tropico, che accompagna il giocatore durante la sua candidatura da presidente, raccogliendo informazioni più o meno utili. Fortunatamente non mancano le bellissime canzoni latino-americane.

Riassumendo, come già detto inizialmente, il gameplay di Tropico 3 è praticamente lo stesso di quello visto nel primo capitolo di circa otto anni fa. Nonostante un miglioramento più che altro tecnico, questa nuova incarnazione fatica a trovare una sua identità, classificandosi come un buon restyling più che come un vero e proprio successore. Comunque, vista la sua accessibilità, è consigliato a tutti gli amanti meno esperti del genere che desiderano diventare el Presidente next-gen.

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