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Uncharted 2: Il Covo dei Ladri

Grafica mozzafiato e gameplay variegato come pochi. Ecco cosa sa fare la PS3!

Voto WebNews
9,3
Data di uscita

16 Ottobre 2009

Giudizi
  • Giocabilità8,9
  • Grafica9,7
  • Sonoro9,8
  • Multiplayer9,0
  • Longevità9,2
Pro

È dotato di una doppia anima, online e offline, capace di renderlo un titolo completo a 360°

Contro

Con un titolo così ben realizzato e pieno di virtù, l'unico vero difetto è che può causare dipendenza!

Di ,

Giocabilità

Il cuore del sistema di gioco di Uncharted 2: il covo dei ladri è incentrato sulle sparatorie (condite con qualche sana scazzottata), esplorazione e alcuni enigmi, grossomodo la medesima ricetta del primo Uncharted. Eppure, giocando ci si rende subito conto di quanto lavoro sia stato fatto per fondere le singole componenti in un’esperienza più variegata e gratificante.

Il level design è molto più ricercato, ricco di piccole e grandi alternative di percorso che, però conducono inevitabilmente verso lo scontro a fuoco o la sequenza filmata di intermezzo, necessaria per permettere il ritmato fluire della trama.

Le sparatorie sono diventate decisamente più varie, grazie alla possibilità di sfruttare a proprio vantaggio i dislivelli dell’ambiente circostante. Esplorare e muoversi con circospezione è un imperativo, se si vuole ottenere il meglio da Uncharted 2: il covo dei ladri. Guardarsi intorno con attenzione, passando da una copertura all’altra, permette di pianificare una strategia d’attacco, scegliendo una postazione privilegiata dalla quale dare il via alla sparatoria.

Molti gli elementi esplosivi integrati nel fondale, come le bombole di gas che possono perfino essere prese e scagliate strategicamente nei pressi di un gruppo di avversari, subito prima di farle rovinosamente deflagrare con un colpo di pistola ben assestato.

In più le meccaniche stealth offrono un livello di profondità ancora maggiore, nel momento in cui ci si rende conto che l’eliminazione silenziosa di più avversari, con attacchi a mani nude alle spalle, è la soluzione ideale per sfoltire le schiere nemiche prima dello scontro a fuoco. Ovviamente, ciò comporta un inevitabile e ben auspicato risparmio di munizioni, correlato all’aumento esponenziale delle probabilità di sopravvivenza. L’approccio stealth non è comunque obbligatorio (questo per tranquillizzare gli amanti delle sparatorie concitate), ma preparatevi a veder salire, nelle dettagliatissime Statistiche di gioco, il numero dei “fallimenti o ripartenze da un punto di salvataggio”.

Rispetto ad Uncharted: Drake’s Fortune, sembrano esserci decisamente meno enigmi da risolvere. In realtà, progredendo nell’avventura, ci si rende conto che è cambiato radicalmente l’approccio ai puzzle da parte degli stessi sviluppatori. Naughty Dog ha scelto di prediligere la qualità, offrendo enigmi complessi, talvolta distribuiti lungo il corso di più di un livello di gioco. Non più delle sfide in contesti ben circoscritti, ma che richiederanno la consultazione di ben più di una pagina del taccuino di Nathan, ricolmo di appunti e suggerimenti.

La libertà di movimento è sempre ad altissimi livelli, ma volendo trovare un piccolo difetto, le meccaniche di arrampicata sono ancora molto rigide, nonostante siano più che evidenti i miglioramenti. I percorsi di salita sono sempre obbligati, tutti sommato molto lineari. Anche l’uso che ne è stato fatto in ambito di level design li confina, fin troppo spesso, a passaggi obbligati, nel momento in cui non è possibile procedere in alcun modo. Se la strada è sbarrata, basterà guardasi per bene intorno e localizzare un appiglio utile per poi proseguire alla cieca, guidati dalla mano invisibile degli sviluppatori…

Questo per quanto riguarda l’anima offline di Uncharted 2: il covo dei ladri, dotato oltretutto di una componente online che potrebbe tranquillamente essere venduta come prodotto stand-alone, vista la qualità con cui è stata realizzata! Le modalità di gioco offerte si differenziano in cooperative e competitive, sfoggiando una lista di opzioni che spazia dalle classiche modalità Deathmatch, Combatti per il tesoro, Difendi la collina, fino alla vera protagonista dell’esperienza online: la partita Cooperativa.

Si tratta di un concetto di coop diverso dal solito, perché non vi obbligherà in alcun modo a sperimentare nuovamente tutta la modalità Storia in compagnia. Dovrete scegliere, invece, un’ambientazione specifica e portare a termine determinati obiettivi mentre un flusso imponente e copioso di nemici vi assale da ogni direzione possibile. Fondamentale sarà una buona comunicazione di squadra, agevolata dall’uso di un head set bluetooth per la chat vocale.

Ciò che colpisce maggiormente è l’omogeneità dell’esperienza di gioco di Uncharted 2: il covo dei ladri, capace di offrire le medesime meccaniche di gioco sia online che offline, sia in singolo che in più giocatori. Ovviamente, il contesto del sistema di regole è diverso, ma la cosa che conta veramente è che non dovrete predisporvi mentalmente in maniera differente quando accedete all’online, come invece accade fin troppo spesso per la maggior parte dei giochi.

Giudizio tecnico

Uncharted 2: il covo dei ladri mostra tutta la potenza di PlayStation 3 al servizio del giocatore. La varietà delle ambientazioni è impressionante, con una quantità di dettagli e una qualità di texture che raramente hanno graziato titoli per l’ammiraglia Sony. Talvolta la veste grafica è così ricercata, nella regia e nel sistema di illuminazione, che le sequenze di giocato risultano perfino più spettacolari di alcuni filmati di intermezzo!

A proposito di filmati, c’è ancora da segnalare l’uso di veri e propri video in alta definizione e non di sequenze realizzate interamente con il motore di gioco. Una scelta apparentemente inspiegabile, vista la bontà dell’engine sviluppato da Naughty Dog…

La spiegazione, però, è dietro l’angolo: Uncharted 2: il covo dei ladri non obbliga a sottostare alla dolorosa pratica dell’installazione iniziale, ma carica in streaming tutti i dati che servono per garantire un’avventura sempre fluida. Probabilmente, l’uso dei filmati ha consentito agli sviluppatori di aggiornare i contenuti grafici, mentre la console maschera abilmente i caricamenti con la proiezione di un video. Una soluzione che gli anglosassoni definirebbero “smart”.

La componente audio è di primissimo livello, con una colonna sonora orchestrale sempre ispirata e coinvolgente. Sul versante tecnico, le opzioni di riproduzione sono disarmanti: Dolby, DTS e regolazione dell’ambiente sonoro garantiscono una soglia di personalizzazione veramente rara. Su questo versante, PlayStation 3 è imbattibile e non potrà mai essere eguaglia da nessuna console attualmente sul mercato.

Volendo segnalare una carenza, talvolta salta all’occhio un leggero aliasing (ovvero le scalettature dei contorni dei modelli tridimensionali), ma la ricchezza della modellazione è così elevata da rendere questo difetto quasi impercettibile. È una questione di quantità di dettagli, così tanti da mascherare perfino i pochi, marginali nei grafici di Uncharted 2: il covo dei ladri.

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