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World of Warcraft: Wrath of the Lich King

Il nuovo lato oscuro potrebbe sconvolgere gli equilibri di Azeroth?

Voto WebNews
8,9
Data di uscita

13 Novembre 2008

Giudizi
  • Giocabilità9,2
  • Grafica8,0
  • Sonoro8,4
  • Multiplayer9,6
  • Longevità9,3
Pro

Interessanti novità nelle professioni vanno ad arricchire un’offerta già corposa, regalandoci un nuovo, seducente volto di Azeroth

Contro

L’eccessiva potenza dell’inedita classe Death Knight potrebbe compromettere alcuni degli equilibri di gioco. Decisamente poco adatto ai neofiti

Di ,

Giocabilità

Prima hero class a aggiungersi alla già pingue lista di specializzazioni ad appannaggio del gioco, quella del Death Knight costituisce una soluzione d’élite, cui non sarà ovviamente possibile accedere prima di avere un livello uguale o superiore al cinquantacinquesimo. Questo per evitare di compromettere gli equilibri di un mondo popolato da utenti che, difficilmente, riuscirebbero a resistere alla tentazione di interpretarne uno.

Caratterizzati non solo da un affascinante look di stampo gotico e una forza d’attacco sconvolgente, ma anche  da una straordinaria capacità di assorbire danni e impiegare inediti poteri basati sull’uso delle rune, i Death Knight possono infatti valere come oro all’interno di ogni raid, rivelandosi pertanto uno strumento imprescindibile per sviscerare appieno il nuovo sistema di Achievements applicato al raggiungimento di determinati obiettivi.

Proprio come accade in ogni titolo figurante nel catalogo software Xbox 360, World of Warcraft: Wrath of the Lich King introduce, infatti, la presenza di un sistema di gratificazioni legato a doppio nodo al conseguimento di determinati successi sul campo. Sconfiggere un determinato numero di nemici, sgominare un’intera fazione avversaria o uscire indenni da un dungeon particolarmente rischioso, comporterà pertanto l’accumulo di speciali punti fama atti ad elevare il coefficiente di prestigio del personaggio interpretato.

Pur costituendo un’aggiunta sostanzialmente scenica, questa nuova caratteristica riesce in qualche modo a rafforzare il legame tra giocatore e personaggio, contribuendo alla creazione di un personale background storico. Grazie all’implementazione di una serie di Achievements etichettati come “classici”, sarà difatti possibile rimpinguare il proprio punteggio rigiocando qualsiasi quest principale già affrontata lungo le precedenti versioni del gioco.

L’ultima novità di grosso rilievo introdotta da World of Warcraft: Wrath of the Lich King riguarda l’introduzione della nuova professione già nota ai più come Inscription. Adottandola, i giocatori avranno la possibilità di generare autonomamente elementi di supporto come scroll e gliph (glifi, NdR) atti a influenzare – seppur per contenuti intervalli di tempo – ogni abilità in forza al proprio alter ego oppure a ricondurre quest’ultimo in determinati luoghi chiave come Stormwind City.

Se la creazione delle scroll richiederà un relativo dispendio di tempo ed energia, altro discorso va invece fatto per i gliph. Divisi in tre differenti gradi di potenza, devono essere assemblati mediante l’uso di differenti tipi di Ink (inchiostri, NdR), i quali andranno successivamente applicati a speciali pergamene. Contrariamente a queste ultime, che possono anche essere acquistate nei vari negozi visitabili, gli Ink potranno essere ottenuti solo mescolando diversi tipi di erbe.

Va da sé che tali erbe andranno recuperate in lungo e largo, rievocando in più di un’occasione le storiche trafile cui sono sempre stati soggetti i personaggi specializzati in Herbalism per ottenere questa o quella pozione speciale. Un dettaglio tutt’altro che marginale, questo, che non intacca tuttavia l’efficacia di un innesto valido, che controbilancia, a nostro avviso, le perplessità legate all’introduzione della classe Death Knight.

Giudizio tecnico

Gran parte delle novità del comparto grafico di World of Warcraft: Wrath of the Lich King riguardano accezioni più stilistiche che tecniche. Pur evidenziando qua e là alcune piacevoli rifiniture applicate ai classici modelli poligonali e alle rispettive animazioni, sono difatti i colori e le architetture delle glaciali lande di Northrend che danno la maggior caratterizzazione.

Diviso in dieci aree – una di esse, Wintergrasp, espressamente dedicata al PVP – questo continente offre panorami molto più spogli e grigi di quelli apprezzati in passato. E non di certo a causa di una ipotetica regressione grafica.

Tramite l’impiego di palette di colori meno vivaci e scenari dalla morfologia quanto mai aspra, i membri del team Blizzard sono riusciti a immortalare, con estrema precisione, l’intima natura di una terra oscura e desolata, in cui la civiltà stenta ancora ad affermarsi e le forze del bene continuano a essere in netta minoranza.

Il tutto è puntualmente sottolineato da un comparto sonoro decisamente adeguato alle atmosfere mentre l’esperienza di World of Warcraft: Wrath of the Lich King si sviluppa lungo dinamiche di gioco che, a fronte dei cambiamenti introdotti, conservano comunque la loro originale fisionomia.

Per chi intende staccare il biglietto per il mondo di Northrend si profila dunque una nuova, lunga ed elettrizzante stagione di raid, incursioni e colossali assedi a fortezze spesso inespugnabili, da condividere con la più grande community mai sviluppatasi intorno a un MMORPG.

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