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X-Men Origins: Wolverine

Il supereroe Marvel in uno spin-off frenetico, divertente e ben cur

Voto WebNews
7,6
Data di uscita

29 Aprile 2009

Giudizi
  • Giocabilità7,0
  • Grafica8,5
  • Sonoro7,5
  • Multiplayer7,5
  • Longevità7,5
Pro

Buona resa grafica. Animazioni riuscite. Ottimo modello digitale di Hugh Jackman. Effetti grafici molto convincenti

Contro

Azione ripetitiva. Button bashing a volte estremo. Qualche piccolo difetto grafico. Poco originale

Di ,

Giocabilità

X-Men Origins: Wolverine è un gioco d’azione con una spiccata vocazione spettacolare, prevedibile per via del suo stretto legame con la pellicola piena di effetti speciali della 20th Century Fox.

La fa da padrone l’uso della violenza assoluta, legato alle caratteristiche fisiche e ai poteri mutanti di Wolverine, con un taglio splatter senza precedenti per i videogiochi legati all’universo degli X-Men.

X-Men Origins: Wolverine è dotato di una struttura molto semplice e di controlli reattivi e immediati, sfruttando un paradigma di gioco analogo a popolari titoli “no-brainer” come God of War e Devil May Cry. In altre parole, “blastaggio” e “button-mashing” a più non posso, per la gioia dei vostri tendini e polpastrelli.

Sin dagli inizi, i ragazzi della Raven Software hanno prestato svolto un minuzioso studio degli smembramenti che il corpo umano può subire se sottoposto ad azioni laceranti o esplosive. In questo titolo assistiamo infatti alla sua macabra apoteosi: i corpi dei nemici subiranno svariate metodologie di mutilazione una volta entrati in contatto con le lame del feroce eroe.

Inoltre il gioco riesce a ricreare fedelmente il carattere di Wolverine, ritraendolo come  un’inarrestabile belva sovrumana in grado di eliminare qualsiasi minaccia in pochi istanti. La sensazione di potenza restituita dal gioco è infatti notevole, grazie anche alla scarsa consistenza degli avversari, sia come grado di opposizione dei loro corpi alle lame, come detto, per il livello di difficoltà complessivo.

Sono disponibili anche numerose abilità speciali, introdotte in maniera progressiva, per un approccio molto semplificato e una curva d’apprendimento mai vertiginosa. A questo si aggiunge l’agilità del sistema di controllo , che consente di gestire al meglio la potenza di Wolverine. È infatti possibile calibrare le spettacolari mosse speciali a sua disposizione, che, fortunatamente, è possibile eseguire  agendo su un numero ristretto di pulsanti.

X-Men Origins: Wolverine sfrutta anche alcuni collaudati schemi di gameplay derivati da titoli popolari come Devil May Cry, ad esempio la modalità “lock”, che consente di dirigere con precisione i propri attacchi  su uno specifico bersaglio, e la raccolta di “Orb” utili per acquistare power-up e aggiornamenti.

Come accennato in precedenza, i nemici presenti nel gioco non sono particolarmente pericolosi. Fortunatamente, però, sarà possibile scontrarsi con avversari ben più specializzati, in grado di mettere alla prova le abilità del giocatore. Alcuni di essi saranno visibili soltanto attivando il Senso Ferale di Wolverine, uno dei suoi istinti animaleschi, mentre altri potranno sfruttare a proprio vantaggio dimensioni generose e una forza sovrumana.

Fedelmente alla storia originale, anche in X-Men Origins: Wolverine il villoso eroe è in grado di rigenerare rapidamente la propria energia ed integrità fisica, sfruttando però un paradigma ludico diffuso negli attuali giochi d’azione: subendo troppi colpi, infatti, sarà necessario cercare rifugio per qualche istante in una zona priva di minacce per avere il tempo di rigenerarsi.

In termini di struttura di gioco, il titolo Activision non riesce a sfuggire al ripetitivo schema tipico della maggioranza degli attuali giochi d’azione in terza persona, basati su una serie sterminata di combattimenti e scontri, spesso coreografici e dallo spiccato look teatrale, ma quasi senza soluzione di continuità. Registriamo anche la presenza di alcune sezioni di stampo stealth, che aggiungono un po’ di varietà al gioco.

Giudizio tecnico

In quanto gioco spettacolare e cinematografico, X-Men Origins: Wolverine mostra, come da copione, un look molto curato, condito da effetti speciali di prima qualità. L’azione si svolge in ambienti molto curati, caratterizzati da un ottimo dettaglio e da una palette cromatica adeguata allo stile appariscente del gioco.

Abbiamo spesso riscontrato persino una certa fedeltà cromatica alle tinte che caratterizzano il film della 20th Century Fox, aspetto che lascia trasparire la notevole cura riposta nel settore cosmetico da parte degli sviluppatori.

Anche le animazioni, per quanto spesso enfatizzate, riescono a restituire a perfezione lo spirito d’indomita bestialità che caratterizza Wolverine. Le diverse mosse a disposizione sono ben studiate e amalgamate fra loro, senza cadere nei classici glitch che caratterizzano spesso movenze tanto estreme.

Una nota di merito va all’effettistica di X-Men Origins: Wolverine, sia dal punto di vista della post-produzione dell’immagine che degli effetti speciali, realizzati con particolare cura e spettacolarità. Fra di essi merita una menzione la pletora di scie, lampi e scintille prodotti dall’azione degli artigli di Wolverine su superfici metalliche, corpi inermi ed elementi dell’ambiente circostante.

Decisamente ben riuscito e originale è anche l’effetto di smembramento che può subire il corpo del protagonista. In questi frangenti, infatti, Wolverine perderà letteralmente pezzi di carne e muscolatura, arrivando persino ad esporre il suo indistruttibile scheletro artificiale.

 Il sonoro si attesta su buoni livelli, arricchito dall’interpretazione di Hugh Jackman, che contribuisce notevolmente all’immedesimazione. L’attore australiano è stato inoltre anche scansionato digitalmente in modo da ottenere un modello tridimensionale accurato, aspetto percepibile in tutti i frangenti del gioco.

Fra i difetti tecnici, registriamo un leggero aliasing, percepibile in particolare avvalendosi di uscite HDMI, e qualche piccolo problema con la telecamera di gioco, non sempre puntuale nel seguire l’azione di gioco.

In conclusione, X-Men Origins: Wolverine si rivela un titolo piuttosto riuscito, a patto di gradire un “button bashing” sistematico e inesorabile. Forte di un riuscito comparto grafico, di animazioni puntuali e di effetti speciali di ottima qualità, ormai componente essenziale di ogni blockbuster che si rispetti, il titolo Activision non delude le aspettative per un titolo su licenza legato ad un film supereroistico del terzo millennio. Tuttavia, l’unico elemento innovativo consiste nell’implementazione grafica delle rigenerazioni del corpo mutilato di Wolverine.

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