Un nuovo sostegno economico è pronto ad arrivare alle famiglie con redditi più bassi, ma per ottenerlo non sarà necessario presentare alcuna domanda.
Il meccanismo prevede infatti una selezione automatica basata sui dati già disponibili, con criteri precisi che stabiliscono chi potrà rientrare tra i beneficiari. Le modalità di assegnazione e le priorità previste rendono quindi importante capire come funzionerà la procedura e quali nuclei familiari avranno maggiori possibilità di ricevere il contributo.
Carta Dedicata a te, riparto da 1,17 milioni di famiglie e graduatoria unica per due anni
La platea indicata dal decreto sale a 1.177.597 famiglie beneficiarie, circa 20 mila in più rispetto alla scorsa edizione. La novità, sul piano pratico, è una sola ma pesa: ci sarà una graduatoria unica valida per due anni, con l’importo caricato sulla carta in due tranche da 500 euro ciascuna. Non è quindi un bonus da chiedere online o allo sportello. Saranno Inps e Comuni a incrociare i dati già disponibili, partendo dalle attestazioni Isee presenti negli archivi.
Il numero di carte assegnate ai territori segue due criteri: per metà conta la popolazione residente nel Comune, per l’altra metà la distanza tra il reddito pro capite locale e quello nazionale. Tradotto: le grandi città avranno più carte in numeri assoluti, ma i territori con redditi più bassi possono ottenere una quota più favorevole rispetto agli abitanti.
Napoli prima per carte assegnate: poi Roma, Palermo, Milano e Catania
Tra i Comuni con più Carte Dedicata a te spiccano le grandi aree urbane, ma la classifica non dipende solo dal numero di residenti. In testa c’è Napoli, con 28.536 beneficiari. Subito dopo Roma, che ne conta 27.443. Seguono Palermo con 18.447 carte, Milano con 13.642 e Catania con 10.604: sono le cinque città sopra quota diecimila.

Carta e documenti su un banco di ufficio: la scena richiama il ritiro e le verifiche per la Carta Dedicata a te.
Più indietro ci sono Torino, con 8.522 beneficiari, e Giugliano in Campania, con 6.600, dato che rende evidente il peso dei criteri legati al reddito. Quasi appaiate Genova e Messina, rispettivamente con 5.634 e 5.633 carte. Sopra le quattromila assegnazioni figurano anche Taranto, Foggia, Andria e Reggio Calabria. Un funzionario comunale ha riassunto così il meccanismo: “Avere molte carte non significa avere più possibilità per tutti, perché nelle città grandi è più ampia anche la platea che concorre”.
Chi ha diritto ai 1.000 euro: Isee, famiglie prioritarie e verifiche dei Comuni
Per rientrare tra i possibili beneficiari della Carta Dedicata a te 2026-2027 serve un Isee non superiore a 15.000 euro. Inoltre, non bisogna far parte di un nucleo che riceve misure incompatibili di sostegno al reddito. La selezione segue un ordine preciso, non una graduatoria libera. Prima vengono presi in considerazione i nuclei con almeno tre componenti e almeno una persona nata entro il 31 dicembre 2012.
Poi quelli, sempre con almeno tre componenti, in cui sia presente un nato entro il 31 dicembre 2008. Solo dopo entrano gli altri nuclei di almeno tre persone, ordinati in base all’Isee più basso. I Comuni controllano gli elenchi inviati dall’Inps e avvisano le famiglie secondo le proprie modalità: spesso con un avviso, una lettera o una pubblicazione dedicata. La carta sarà poi ritirata o usata tramite il circuito di Poste Italiane, seguendo le istruzioni operative che saranno comunicate agli aventi diritto.