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L’Internet sconfitta

La Rete è andata in tilt per l'enorme flusso d'accesso a causa dei tragici attentati agli USA: irraggiungibili, o quasi, i siti d'informazione. È stata decretata la sconfitta di Internet come mezzo di comunicazione di massa.

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Checché se ne voglia dire, Internet esce in parte sconfitta dalla prova dell’assalto mediatico delle ultime ore scatenatosi in conseguenza degli attentati all’America. Insieme alle Twin Towers di Manhattan è esploso un traffico senza pari su Internet e con esso la Rete ha collassato.



Tutti si sono riversati sulla rete delle reti nell’immediatezza dei fatti per trovare l’informazione fluida tanto osannata ed invece, i navigatori, si sono scontrati con siti irraggiungibili, con pagine
pesanti che non si caricavano per le straripanti richieste di accesso. Insomma hanno toccato con mano gli effetti dell’intasamento delle autostrade informatiche.



Il fiume di bit a cui la Rete non ha retto ne ha decretato, almeno per il momento, la sconfitta come mezzo di
comunicazione di massa privilegiato. Lo scoramento per le estenuanti attese (se non la vera e propria frustrazione di non potersi collegare con i principali siti di informazione) ha fatto declinare la gente verso la vecchia cara buona televisione.



Vituperata, certo. La televisione non consente un minimo di interazione e prevede un flusso unidirezionale di dati, ma sempre più funzionale della democratica Internet che si scopre con arterie fragili, appena il flusso di traffico si innalza.



Se, davanti ai drammatici fatti che hanno coinvolto gli Stati Uniti, una considerazione sulla comunicazione e la tecnologia deve essere fatta, allora va detto che ha vinto la comunicazione uno-molti veicolata attraverso un canale (le frequenze hertziane) di trasmissione che non conosce traffico, a scapito di un’informazione bi-direzionale e polifonica, ma che deve confrontarsi con l’inevitabile effetto a collo di bottiglia di una duplice trasmissione dati (utente-server; server-utente) su una rete sotto sforzo rispetto alle sue possibilità. Mentre l’informazione televisiva è refrattaria al suo pubblico, la quantità di fruitori di Internet cade sulla qualità e la possibilità di informazione: quando la rete è intasata da un eccesso di richieste d’acceso è destinata a rallentare se non a bloccarsi del tutto, come è accaduto in molti casi della tragica giornata di martedì 11 settembre.



L’aumento del traffico improvviso diretto verso i siti d’informazione ci induce a riconsiderare il ruolo di Internet tra i mezzi di comunicazione di massa ed a rivedere l’ingegneria di costruzione e pianificazione dei siti. Per quanto fosse larga la banda di ciascun sito, tutte le web page delle fonti d’informazione di riferimento hanno trovato difficoltà. Del resto nelle tre ore successive all’attacco alle Twin Towers di New York, il traffico diretto verso la Reuters e la CNN è arrivato a
Decuplicarsi dovendo tollerare un carico fuori dal normale e sinora non previsto. Secondo fonti ufficiali della CNN le pagine web del suo sito in poche ore sono state visitate da 9 milioni di persone quando in un’intera giornata, mediamente, le pagine viste arrivano ad 11 milioni.



In questa situazione la scelta più razionale è stata la “testualizzazione” della Rete. Prima il New York Times e poi il Washington Post si sono immediatamente liberati di foto e frames o di qualsiasi altra cosa che potesse ritardare l’informazione. Internet è ritornata ad essere la creatura che era agli albori della Rete: parole scritte su uno schermo.



È ritornata ad essere ciò a cui la Rete deve le sue fortune: uno strumento utilissimo per lo scambio di informazioni, pensieri e sentimenti tra i navigatori. I forum ed i newsgroups si sono dimostrati insostituibili per versare su Internet impressioni, commenti e, nelle ultime ore, anche memorie e testimonianze di gente comune, ma soprattutto per vivere insieme un evento.



Per ogni Internet dell’informazione immediata che ha perso a paragone della televisione, con le immagini della CNN nitide proiettate sugli schermi televisivi, c’è una Rete fatta di gruppi di discussione e di comunicazione via e-mail che ha vinto. Anche se non come mass media.