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Gli italiani e la Rete

L' ultimo rapporto di Onetone Research sull'utilizzo della Rete in Italia durante il mese di Febbraio registra una crescita del numero degli utenti Internet, nonostante la brevità del mese.

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Il mese di Febbraio 2002 non solo ha fatto registrare una sostanziale tenuta dei parametri principali della Rete ma anche un consumo medio superiore al mese precedente. La brevità del mese ha inciso soprattutto sui volumi di consumo (pagine Web viste totali, tempo speso, sessioni nel mese) ma il numero complessivo di utenti (prossimo ai 10 milioni) e il consumo medio per giorno sono invece cresciuti.

Per Onetone Research l’utente Internet ha almeno 15 anni di età ed accede alla Rete abitualmente almeno una volta al mese. In collaborazione con Doxa ogni mese vengono condotte 2000 interviste nella popolazione italiana allo scopo di rilevare il numero degli utenti Internet attivi (interviste personali, Omnibus CAPI) ed è grazie a queste informazioni che Onetone Research redige i suoi rapporti mensili.

Anche nell’ultimo rapporto emerge che il consumo del protocollo Web (Http), cioè il traffico sviluppato sul Web, prevale sulle altre attività, come email, chat, ftp etc. Queste ultime si basano su protocolli di comunicazione diversi da quello utilizzato per il Web (l’Http). Pur utilizzando il medesimo sistema di base di trasmissione dei dati sulla Rete (il protocollo TCP/IP) alcune applicazioni ormai molto popolari come Eudora o Outlook Express, mIRC, ICQ, etc. non utilizzano l’Http bensì altri protocolli. Ad esempio per scaricare file dalla Rete i browser possono comunicare attraverso il protocollo Ftp. Distinguere su quale protocollo si basa il traffico originato sulla Rete per distinguere il consumo riferito alle pagine Web da altri tipi di consumo, relativi ad altri servizi Internet è un processo fondamentale.

Già nei precedenti rapporti si era posta la questione dell’ accesso a pagamento per alcuni servizi. Infatti se qualche anno fa la parola d’ordine era free a tutti i costi, attualmente l’imperativo d’obbligo è far pagare i servizi. Non è un segreto che il mercato pubblicitario dell’online ancora non è maturo, e se non altro non è paragonabile a quello dell’editoria tradizionale. Quindi chi offre servizi e contenuti su Internet deve trovare fonti di ricavi alternative e complementari alla pubblicità. In questo senso un altro elemento degno di nota è la diffusione del dialer. I dialer sono software che consentono all’utente di connettersi a Internet attraverso particolari numeri di telefono dell’Audiotel (i numeri 144 o 166) o dell’899, e di accedere a particolari siti Web. I numeri chiamati dai dialer addebitano importi per minuto di telefonata molto più elevati di quelli dei comuni ISP e una quota pari a circa la metà dell’importo finisce nelle tasche del gestore del numero.

Con il servizio dei dialer ci si può collegare a siti Web che altrimenti non sarebber accessibili, e di tariffare l’utilizzo del servizio in base al tempo di collegamento. E se all’inizio i dialer sono stati introdotti per consentire l’accesso ai contenuti pornografici di molti siti, oggi il loro utilizzo si è esteso anche ai download di loghi e suonerie per i cellulari. La diffusione dei dialer è forse destinata a raggiungere quote significative di utenza ma con tutta probabilità resterà confinata nell’ambito di pochi servizi