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La crisi del settore Hi-Tech

Se l'e-commerce tira un sospiro di sollievo, l'Hi-Tech invece registra un po' ovunque cali dei ricavi. Alcune tra le più importanti aziende di questo settore hanno lanciato segnali di allarme ai loro azionisti.

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L’e-commerce
dunque sembra in via di guarigione almeno secondo i dati contenuti nella
relazione annuale effettuata dall’associazione di rivenditori online Shop.org.
Non altrettanto si può dire per l’Hi-Tech stando a quanto emerge dai comunicati
presentati da alcune tra le più autorevoli aziende produttrici del settore.
Apple in un suo warning profit

ha riconsiderato in negativo le stime per il terzo trimestre di quest’anno:
infatti le previsioni di utile per azione scendono da 11 cent a 8-10 cent
frutto di una domanda scarsa nel mercato consumer. A questo punto Apple prevede
un fatturato trimestrale che oscilla tra 1,4 e 1,45 miliardi di dollari rispetto
agli 1,59 attesi dagli analisti.

Per Amd, secondo produttore di chip del mondo dopo Intel, nel secondo trimestre i ricavi potrebbero essere fino al 26% inferiori alle stime iniziali degli analisti. Ma anche Intel recentemente si era lamentata
per la scarsa domanda di processori, connessa al forte indebolimento del
mercato dei pc. I ricavi comunque per Amd dovrebbero essere tra i 620 e i
700 milioni di euro, mentre gli analisti di Thomson Financial/First Call
avevano previsto ben 841 milioni.

Problemi anche per Oracle che vede i propri utili netti in calo del 23%. Anche il fatturato
di Oracle è sceso, passando da 3,29 miliardi di dollari dell’anno scorso
a 2,77 miliardi di dollari (-25%) comunque meno rispetto alle attese degli
analisti che prevedevano una discesa a 2,5 miliardi di dollari. Intel inoltre dice addio

al web hosting. L’azienda per il momento non si sbilancia e ritiene ancora
prematuri eventuali tagli di personale. Ios (la sezione web hosting di Intel)
continuerà comunque a fornire servizi ai clienti ancora per i prossimi 12
mesi.

Qualche grana anche per Micron Technology. Infatti ora anche
questa società se la dovrà vedere con l’Antitrust per un’indagine avviata
riguardo al settore delle memorie DRAM per pratiche anticoncorrenziali. Senza
contare che la notizia della notifica dell’avviso di comparizione dal gran
giuri del Northen District della California ha creato una notevole apprensione
alla Borsa di Seul dove il titolo della Samsung Electronics ha perduto circa
il 4% nel timore che l’Antitrust Usa possa allargare l’indagine anche al
produttore coreano.

Segnali dunque piuttosto negativi che probabilmente rispecchiano una certa saturazione del mercato del Pc
già emersa lo scorso anno e che inevitabilmente investe il Paese più produttivo
in questo settore, gli Stati Uniti appunto. Insomma la potremmo definire
una crisi quasi annunciata. Tuttavia il forte calo dei titoli tecnologici
delle società Usa si è fatto sentire pesantemente anche sui mercati europei